Pillole di resistenza

E SE SI CANDIDASSE PURE AMALIA? - La strega che ammalia... gli elettori

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NARDO' - Sono solo candidati al Consiglio comunale e comunicano il nulla mischiato col niente: solo parole vuote di senso e significato ma scritte bene, come accade nella migliore propaganda dei luoghi comuni. Dove non arrivano supplisce il pensiero, vuoto come loro, dell'intelligenza artificiale. E l'unico artificio che produce è di moltiplicare il nulla: zero per zero fa sempre zero. Potremmo proporli ad un premio letterario?WhatsApp Image 2026 09 29 at 12.47.38

Caro direttore, quanti candidati consiglieri possiamo proporre ai vari premi nazionali, letterari, più famosi? O meglio, quanti di loro sono spontanei nel proporsi agli elettori?
Premetto per fugare ogni dubbio: lo dico da sempre, scrivo con sconfinata modestia da autodidatta, e non ho bramosia di concorrere con giornalisti autorevoli. Scrivo con umiltà, sbagliando pure, conscio però di non aspirare a nulla.

Al contrario di alcuni candidati consiglieri, della destra, che in queste ore, e siamo solo agli esordi, si stanno sperticando a scrivere comunicati sui social. Facendosi avanti, in largo anticipo (la posta in gioco è ghiotta, e dare la propria disponibilità, ai capi bastone, è importante farlo adesso) per mettere in esposizione le proprie qualità (?), allo scopo che vengano notati, e poi suffragati.

C’è chi si propone, alle elettrici e agli elettori, sfruttando quelle che vengono dette delle comuni mediocrità, (nel gergo politichese sono dei luoghi comuni più noti. Tipica parlata caratterizzata da espressioni ambigue, formule convenzionali e termini adoperati per evitare risposte dirette o per dare un tono un’importanza ai discorsi).

Per la qualità delle cose che dicono e per come, questi signori, lo dichiarano, in modo “aulico”, (l’Alighieri utilizzava uno stile aulico, ed è stato il vero e proprio creatore della lingua letteraria italiana, capace di spaziare dallo stile più elevato a quello più basso. Dante vaticinava proprio la necessità di un "volgare aulico", ovvero da corte regale. Una lingua illustre, elegante e degna di essere parlata nelle corti più prestigiose), e per la forma in cui ostentano le loro ragioni, “offrendosi” alla gente, farei un tentativo. Indicherei questi candidati ai vari premi letterari.

A quelli più famosi, del tipo
Premio Strega: fondato nel 1947 da Maria e Goffredo Bellonci insieme a Guido Alberti, è il riconoscimento di narrativa più noto del Paese.
Premio Campiello: istituito nel 1962 dagli industriali del Veneto per valorizzare la narrativa italiana.
Premio Bancarella: nato nel 1953 a Pontremoli, viene assegnato sulla base delle preferenze dei librai.
Premio Viareggio-Rèpaci: fondato nel 1929, premia opere di narrativa, poesia e saggistica.
Premio Andersen: il più importante riconoscimento italiano dedicato ai libri per ragazzi.

Vorrei vedere quanti di loro, prima ancora di scrivere discorsi inconcludenti, di parlare e chiacchierare di politica nei bar, nelle piazze, e prima di offrirsi come candidati, posseggono effettive capacità e doti umane, vera preparazione politica e culturale.
Ecco questo desidererei (al di là della battuta sui premi letterari) che se non altro, questi aspiranti consiglieri, si mostrassero lontani dall’essere di riferimento dei personaggi di spicco, da un capo corrente o leader politico locale, che com’è risaputo su di loro esercitano un forte potere di controllo.
Dunque, caro direttore, quanti candidati consiglieri possiamo proporre ai vari premi nazionali, letterari, più famosi? Ovvero, quanti di loro sono spontanei nel proporsi agli elettori?

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente