Caro direttore, perché non dedichiamo una via a personaggi nostri che hanno fatto la storia di Nardò?
A Nardò, nei decenni passati, in epoche dove hanno governato varie amministrazioni, si sono dedicate vie a personaggi liberali e di destra, a sovrani e regnanti, e anche a soggetti che con la storia neretina (nonché nazionale ed internazionale) non hanno nulla a che spartire.
Ma mai una volta che fosse venuto in mente ad un politico, che ha seduto in Consiglio Comunale, di sostenere una giusta causa:
menzionare nella toponomastica, un personaggio che facesse riferimento alla gloriosa storia del Movimento Operaio e Sindacale locale.
Pensiamo alla storia del Partito Comunista Italiano, e anche del Partito Socialista Italiano, e della sinistra locale. Quante figure storiche militanti ci sono che hanno segnato il secondo dopoguerra, e le lotte politiche e sociali di questo vasto territorio?
Prendiamo piazza Salandra, la piazza principale di Nardò, che anticamente era nota come Piazza delle Legne e poi Piazza Municipale. Dove aveva sede il palazzo del governo e l’Università. Prima di essere intitolata ad un liberale, e di destra, come Antonio Salandra.
Piazza delle Legne derivava dal fatto che quello spazio era adibito a mercato e punto di snodo per la compravendita, e il deposito della legna e di altri beni di prima necessità. E così potremmo continuare a citare altri esempi, dove la politica ha preferito ricordare i ruoli e le cariche, alle gesta delle persone in carne ed ossa.
Vediamo chi sono i nomi scritti nella memoria storica antifascista della città:
Raimondo “Nino” Buffo (nato nel 1922): Reduce dalla drammatica ritirata di Russia del 1943. Esperienza che segnò la sua adesione al comunismo. Una delle figure simbolo della sinistra neretina.
Luigi “Uccio” De Marco (classe 1925): Storico volto del movimento giovanile comunista a Nardò, protagonista di lotte e mobilitazioni locali.
Altri compagni della stessa stagione politica: Carmine Caprifico, Antonio Casaluce, Cosimo Colomba, Cosimo Coroneo, Vincenzo Fonte, Salvatore Mellone, Walter My, Pietro Negro, Mimino Re e Nino Vergaro.
L'origine dell'impegno di molti di questi militanti, che vissero la transizione dal fascismo alla Resistenza e alla ricostruzione democratica, organizzando le sezioni locali del PCI, le lotte contadine e le prime Feste dell'Unità autofinanziate da tutta la comunità. Così come autofinanziarono per aprire la prima Casa del Popolo a Nardò.
Riflettiamo sulla memoria della figura di Nino Buffo e dei vecchi militanti. Dove viene spesso richiamata nel dibattito politico locale, per rimarcare il divario tra l'impegno ideale delle origini e le trasformazioni successive della politica cittadina.
Giuseppe Giurgola: leader contadino e figura centrale del movimento socialista e popolare locale. Il 9 aprile 1920 guidò, insieme a Gregorio Primativo e a migliaia di braccianti, la celebre rivolta, nota come la "Repubblica Neritina", occupando il Palazzo di Città al grido di "pane, lavoro e libertà". Dopo la reazione delle forze dell'ordine e dei latifondisti, Giurgola fu costretto all'esilio (rifugiandosi a San Marino e poi in Francia).
Vittorio Raho, lui è una figura storica del socialismo a Nardò. Autore della fondamentale pubblicazione Appunti per una storia della Sezione del PSI di Nardò, pubblicata originariamente nel 1968. Raho è ricordato come un esponente del socialismo riformista/lombardiano.
Perché questi nostri personaggi che hanno tanto lottato, con tenacia e passione, per questa città, e per tutta la società italiana, per il progresso, la libertà contro il dispotismo fascista, non possono avere dedicata una via, un largo o una piazza?
Lancio la proposta e chiedo agli eredi, figli e nipoti, di questi nostri illustri concittadini di chiedere, a gran voce, che questo gesto si realizzi.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente