Pillole di resistenza

6X3 NON FA SOLO DICIOTTO - Ma produce anche angoscia, tristezza e preoccupazione. Sperando che sbiadiscano

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Caro direttore, il Grande Fratello ci osserva anche a Nardò?1984
E se un giorno quei volti, satolli, dovessero sbiadire e smettessero di fissarci?
In questi giorni, prima di affrontare la campagna elettorale del prossimo anno (con molta probabilità si voterà per politiche e ammnistrative nello stesso giorno) sarebbe doveroso dare una ripassata al libro scritto da George Orwell, 1984.
Rammentiamo, Orwell in quell’opera vuole mandare un messaggio di ammonimento contro l'indifferenza che tollera forze che tendono ad annullare la libertà e la dignità individuale. Se non si combattono le ingiustizie, si rischia di essere sopraffatti da persone senza scrupoli che, per mezzo di stratagemmi vari (come ad esempio eliminare tutte le leggi), potrebbero togliere ogni diritto ai cittadini. Orwell intende esprimere un monito contro gli abusi di potere e le sopraffazioni mentali compiute da certe ideologie che derivano dall’accentuazione del nazionalismo e del fanatismo religioso.
Quanto aveva ragione! Ma prima di Orwell, vediamo cosa dicono gli studiosi odierni che hanno analizzato il significato della propaganda, e della manipolazione del pensiero durante l’scura era fascista.

Riporto da una tesi di un corso di laurea triennale, all’Università di Padova, dell’anno accademico 2022-2023 dal titolo, “comunicazione e propaganda nell’era fascista…”.
“La propaganda ha insita nella sua natura la tendenza a presentare i fatti sfruttando la comunicazione e l’informazione come meri mezzi (e non come fini a sé stessi) per promuovere specifiche visioni e percezioni, allo scopo di manipolare in modo sistematico le convinzioni, gli atteggiamenti o le azioni altrui”.
È disgustoso vedere quei manifesti. Nardò è stata già ricoperta di queste gigantesche figure, che campeggiano e ricordano tanto l’era del grande fratello di Orwell.
Nel libro ad un certo punto c’è scritto, “La faccia dai baffi neri riguardava da ogni angolo. Ce n'era una proprio nella casa di fronte. IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA, diceva la scritta, mentre gli occhi neri fissavano con penetrazione quelli di Winston”.

Oggi a me vedere quei manifesti della destra, ormai logori, con le solite facce che vediamo da 10 anni, falsamente sorridenti, mi mette tristezza ed angoscia. Così come quando andai a vedere il film ispirato al libro di Orwell.
Quello sgomitare, ancora una volta, per anticipare con scaltrezza, battere sul tempo l’opposizione, per aprire per primi la propaganda elettorale, con réclame consumata per manipolare le menti. Per dare un’immagine falsata di tutto, a me mette inquietudine. È chiaro che vogliono dare questo segnale ai loro elettori, “ci siamo prima noi, e vi controlliamo, guardiamo ciò che farete”.

Però in tutto questo attivismo, spasmodico e compulsivo, dei melloniani in salsa leghista neretini, qualcosa non torna. Perché in quasi tutta Europa, e qualche ora fa in America, il vento sta cambiando. Ci sono proteste e manifestazioni oceaniche, di giovani studenti ed operai, contro per il caro vita, caro benzina e contro le guerre, il riarmo e a favore della pace. Qualcosa sta iniziando a franare sotto i piedi della destra, e dell’internazionale nera. E dunque vedo quei manifesti, attaccati in largo anticipo, e penso: e se quelle desuete grafiche, con motti triti e ritriti, fossero già sbiaditi, e fino a giugno prossimo scolorissero definitivamente?
E se la gente questa volta, anche a Nardò, invertisse la rotta, mandasse all’aria i piani dei lorsignori, e desse una lezione a questi opportunisti? E così il grande fratello smetterebbe per sempre di osservarci.

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente