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Nardò "culla d'Europa" dopo i ritrovamenti del primo Sapiens europeo *FOTO*

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NARDÒ - Il primo Homo sapiens del "vecchio Continente"? Salentino, neritino per la precisione. Fino ad ora, il più antico "uomo moderno" in Europa è un bimbo italiano. I suoi resti di circa 40mila anni fa sono stati trovati nel novembre 2011, nella Grotta del Cavallo, a Nardò nel parco di Portoselvaggio, e analizzati dall'Unità radiocarbonio di Oxford. Ne parla La Repubblica.it e se ne parlerà anche il 28 aprile prossimo a Nardò con la professoressa Filomena Ranaldo.

Impazza a livello europeo una ricostruzione multimediale, in sole cinque tappe, dell'uomo europeo. Ed a sorpresa in questo "quadro" straordinario così sintetico ed essenziale compare Nardò. Il virtual tour attraverso la preistoria vede l'Homo sapiens, antenato ufficiale dell'uomo moderno, che lascia l'Africa circa 125mila anni fa. E all'inizio del suo cammino si è fermato in Medio Oriente mentre alcuni "Sapiens" hanno poi preso la via dell'Asia, seguendo la costa, fino a raggiungere persino l'Australia, appena 50 mila anni fa. Mentre altri, ancora, si sono diretti verso quella che oggi chiamiamo Europa. «Quale strada abbiano percorso i nostri precursori, per arrivare sin dove siamo oggi, è ancora oggetto di discussione scientifica – recita la ricostruzione – Una ricerca recente suggerisce un cammino diverso, più lungo. I nostri antenati, infatti, si sarebbero spinti prima nella lussureggiante Arabia, dove avrebbero sostato tra i 50 e i 60mila anni. Solo dopo si sono spostati a nord, verso il Medio oriente attuale».

La notizia è che Nardò intende valorizzare questo ruolo di "culla d'Europa" e che si incomincerà il prossimo 28 aprile quando arriverà la professoressa Filomena Ranaldo, dell'Università di Siena, uno degli scopritori della storia e tra i massimi esperti dell'Uluzziano, cultura del Paleolitico superiore che prende il nome proprio dalla splendida cala e torre di Uluzzo.

Grotta cavallo repubblica