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La storia della sociologia a Lecce: Zygmunt Bauman riceve la Laurea Honoris Causa dall'Università del Salento

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Probabilmente si è trattato dell’evento più atteso e più importante dell’anno accademico per l’Università del Salento, e nessuno (o quasi) è mancato all’appuntamento. Zygmunt Bauman, sociologo ed intellettuale di fama mondiale, è stato oggi il protagonista della cerimonia per il conferimento della Laurea Honoris Causa in Lingue moderne, letterature e traduzione letteraria allo studioso polacco.

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Al Centro congressi dell’Ecotekne c’era il pubblico delle grandi occasioni: sala piena, silenzio durante la lectio magistralis “Sulle difficoltà e sul bisogno del dialogo” tenuta dall’ospite, autorità e pubblico attenti alle parole della commissione di laurea e all’esibizione del coro, che ha aperto la cerimonia. Una prestazione fantastica, ben accolta con un lungo applauso dalla platea.

L’evento, a eccezione della lezione di Bauman, si è svolto interamente in italiano. A esordire è stato il Magnifico Rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara, che ha rivolto il suo saluto a tutti i presenti in sala. Diego Simini, presidente del Consiglio didattico del corso di laurea in Lingue, Culture e Letterature Straniere, ha poi letto una parte del verbale approvato dal Consiglio che ha decretato, all’unanimità, il conferimento della laurea honoris causa a Zygmunt Bauman. Dopo la lunga laudatio di Barbara Wojciechowska Bianco, professore emerito dell’Università del Salento, è stato il momento della lettera al professor Bauman da parte dei sociologi dell’Università del Salento: il testo letto dal professor Cristante è stato profondamente attuale, e si è captato facilmente tutto l’ardore e la convinzione con cui si è voluto riconoscere al sociologo polacco una carriera intensa, di successo e di successi, giustamente coronata con una laurea honoris causa.

Arriva il momento del conferimento ufficiale. Flash, strette di mano, applausi. Ma il vero momento clou della giornata – e lo sapevamo e aspettavamo tutti – è la lezione di Bauman. In inglese. Il discorso, politico e attuale, è andato dall’analisi sociale e sociologica dei flussi migratori al momento in atto – come fenomeno generale di spostamento di persone e, ovviamente, culture – fino a considerazioni sui modi per affrontare le difficoltà del mondo contemporaneo. O meglio, per non-affrontarle: “Una persona, un soggetto, deve necessariamente incappare in una catastrofe per rendersi conto di cosa non sta funzionando nella società?”, si chiede amaro il professor Bauman alla fine di un intervento assolutamente di facile comprensione e non da accademia.

Certo, forse con un servizio di traduzione meno approssimativo (molti passaggi del discorso del sociologo sono andati lost in translation), si sarebbe visto qualche sguardo perso nel vuoto in meno in sala, ma tant’è. Se non altro, è molto probabile che tale aspetto della giornata abbia fatto pensare o tornare in mente alla maggior parte dei presenti che, magari, se tutti parlassimo un po’ più d’inglese, non ci troveremmo a dover sopperire a carenze linguistico-cognitive con servizi di traduzione e cerimonie completamente in italiano (qualcuno diceva che Bauman avrebbe compreso in ogni caso, qualcuno affermava il contrario).

Nel complesso, si è trattato senza dubbio di una giornata molto positiva per l’Università e per la comunità accademica tutta: non capita tutti i giorni di ospitare un intellettuale così fine e importante come il teorico della “modernità liquida”. E il merito va a chi è riuscito a realizzare questo evento, organizzato nei minimi dettagli, e a permetterci di assistere alla lezione di uno dei più importanti sociologi al mondo.

 

(foto di Federico Plantera)