NARDO' - L'Amministrazione comunale e l'assessorato alla Cultura del comune di Nardò presentano Luigi Mariano in: "Chiedo scusa se parlo di Giorgio". Omaggio a Gaber. Appuntamento lunedì 18 maggio alle 20.30 nel teatro Comunale neritino, ingresso libero fino ad esaurimento posti.
"Chiedo scusa se parlo di Giorgio" è il sincero e appassionato omaggio acustico che il cantautore galatonese Luigi Mariano, vincitore di molti prestigiosi premi nazionali, ha voluto ideare per ricordare, a modo suo, l'immensa figura artistica di GIORGIO GABER, lo straordinario cantante e attore milanese di origini friulane, inventore (almeno stando all'Italia) dell'ormai celebre "teatro-canzone" e definito da Roberto Vecchioni, ma non solo da lui, "il più grande uomo di spettacolo del secolo scorso".
Luigi canta da anni le canzoni del sig. G, sia in spettacoli come questo, tutti a lui dedicati, e sia inframmezzate qua e là all'interno dei propri concerti da cantautore.
Difficile sintetizzare Gaber in un'ora e 45' di spettacolo. Luigi Mariano ci prova, da solo sul palco (a parte un ospite a sorpresa, più sul finale), con coraggio, estrema passione, amore e quasi senso del dovere, forte sia della notevole stima che fin dal 2008 la stessa "Fondazione Gaber" nutre per lui come cantautore e sia anche delle lusinghiere considerazioni che la stampa nazionale e locale (nonché critici musicali importanti come Stefano Mannucci de "Il Tempo" o showman come Fiorello, Cristicchi o Neri Marcorè) hanno più volte espresso riguardo al suo approccio artistico, un approccio che ha di sicuro avuto in Gaber una delle influenze e ispirazioni maggiori.
L'intento di Luigi, attraverso le tante canzoni, le riflessioni a margine e la lettura recitata di alcuni monologhi molto significativi e davvero attualissimi, non è però solo quello del semplice tributo-omaggio fine a sé stesso. Dietro questo spettacolo c'è la voglia di divulgare anche alcuni aspetti, della produzione di Gaber, che sono forse rimasti più di nicchia, in seguito alla coraggiosa decisione di Giorgio (già agli inizi degli anni '70) di abbandonare del tutto la TV e persino la discografia, grazie a cui era comunque diventato molto popolare, e di dedicarsi per trent'anni solo ed esclusivamente agli spettacoli nei teatri (scritti assieme a Sandro Luporini), in cui trovò per sempre il suo habitat naturale.
Pertanto, accanto a brani molto più conosciuti dell'immenso repertorio gaberiano (da "Lo Shampoo" a "Io non mi sento italiano" al testamento spirituale di "Non insegnate ai bambini"), il tributo musicale di Luigi darà spazio anche a episodi meno noti, più "ricercati" e "particolari" della sua produzione, utili a capire davvero a 360 gradi la complessità e la grandezza di questo straordinario artista e intellettuale, appartenente a una "razza ormai in estinzione": quella degli uomini LIBERI.