NARDO' - Stasera a Santa Maria al Bagno la prima del festival a lui dedicato.
LUIGI STIFANI, IL “DEPOSITARIO” PIU’ IMPORTANTE DEL TARANTISMO
A SANTA MARIA AL BAGNO (25 e 26 agosto) “ FESTIVAL PREMIO STIFANI”
CHIUSURA DEL PRIMO CENTENARIO DELLA NASCITA
Il 28 giugno dell’anno 2000, alla vigilia della ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo (data vaticinante e simbolica), moriva Luigi Stifani, considerato “il depositario più importante del tarantismo”, con la sua musica di alto livello estetico, amata da tutti i protagonisti e con l’accertata efficacia terapeutica della sua musica, con le stesse note musicali del violino, un raro esempio di “pensiero armonico”. Così l’etnomusicologo Pier Paolo De Giorgi e lo studioso Luigi Galeani cui si riconoscono i meriti di alimentare la fiamma della tradizione, per poi introdurvi connotazioni estetiche e morali che aprono il ventaglio sulla grande opera di Stifani.
Parlando strettamente di musica, De Giorgi afferma che le melodie si sposano col ritmo ambivalente del tamburello, una “bioritmia simbolica” che riesce a generare una grande emozione estetica che veicola una vera e propria rinascita della persona. “ In puntuale corrispondenza, molti sono i simboli di rigenerazione usati da tarantate e tarantati, che inscenano una morte rituale e la successiva rinascita” (ricordando anche il “tamburello” di Tora Marzo). Ed è quello che accadeva al momento del loro manifestarsi, quando non c’era tensione apparente nella comunità interessata dal fenomeno, pienamente consapevole e partecipe di vivere un momento solenne. Sta in questo – aggiunge De Giorgi – l’importanza della musica di Stifani che, utilizzata nel loro rito, alla fine mettono in atto essenzialmente “l’inversione terapeutica” del loro atteggiamento psichico.
Siamo in presenza della pizzica pizzica, “la musica della rinascita”, testimoniata da centinaia di gruppi sorti negli ultimi anni, che riconoscono l’ancoraggio emotivo e sostanziale alla musica di Luigi Stifani. Si tratta di un patrimonio imperdibile perché contiene un valore fondamentale: l’armonia “tra cielo e terra”. Infatti al mondo si conoscono soltanto pochi esempi di iatromusica, ossia musica tradizionale come terapia efficace, per il resto bisognerà riferirsi alla tradizione musicale di Luigi Stifani.
Ed è l’impegno che si sono assunti studiosi di varia estrazione, ma anche semplici divulgatori dell’opera dello Stifani. Con un recente importante appuntamento, il convegno tenutosi presso l’Università del Salento cui hanno partecipato grandi studiosi italiani e stranieri (tra i tanti, lo stesso De Giorgi, il greco Kutsoandreas, Salvatore Villani, Maurizio Agamennone, Accursio Gennaro, Salvatore Colazzo, Giovanni Invitto).
Prosegue, pertanto, l’interesse per il “padre delle Pizziche Tarantate del Salento”, come la stessa locandina recita in occasione del “XV edizione Festival Premio Stifani” che anche quest’anno si terrà a Santa Maria al Bagno il 25 e 26 agosto. Sarà un’occasione per fare il punto sulla “presa” che la musica di Stifani rappresenta nel più vasto contesto della musica popolare e di tradizione. La stessa attenzione al fenomeno da parte di tante istituzioni che negli ultimi tempi sono state “interpellate” e che hanno dato il loro prezioso contributo (Regione Puglia, Provincia di Lecce, Università del Salento, Comune di Nardò, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Nuova Fondazione Notte di San Rocco di Torrepaduli , Agenzia Regionale del Turismo Pugliapromozione, Diocesi Nardò-Gallipoli), e il costituito Comitato Scientifico di Studi sul Tarantismo (L. Galeani, B. Valerio, L.Nanni, P. De Giorgi, A.Montinaro, S.Fracella, A. Gennaro) e il costituendo Comitato esecutivo (presieduto da Roberto De Benedittis) hanno fatto maturare il tempo della richiesta all’Unesco del riconoscimento dell’alto valore culturale di detta musica. Sarebbe davvero il completamento di un lungo percorso, non un mero riconoscimento al maestro Luigi Stifani, ma l’affermazione di un modello musicale di grande originalità, alla fine di un sentimento. Nato nella nostra terra ma che, s’è visto, si espande in ogni parte del mondo.
LUIGI NANNI
L’Associazione Culturale presieduta da Giovanna Stifani, figlia del Maestro, impegnata quest’anno a presentare i cinque gruppi in gara (Kardiamundi, I Trillanti, Li Scattacore, Taranteye, Vento del Sud) ore 21.00. Imperdibile l’anteprima del lungometraggio “Mesciu Gigi” di Salvatore Villani ore 20.00 sempre del 25 agosto. Sarà presente nella stessa serata Tommaso Zuccaro. Il 26 agosto aprono i violini con le note di Stifani, Giorgio Doveri e Rino Inchingolo che accoglieranno un gran numero di giovanissimi suonatori di tamburello accompagnati dai Tamburellisti di Otranto e dai ragazzi del Maestro di danza Romolo Crudo. Seguiranno Briganti di Terra d’Otranto, Matilde Mastria, Antonio Amato, Silvia La Puma e gli Jonica Aranea, Ucciu Aloisi Gruppu, S.Villani, Sasà e Trio, Cunservamara, Lavinia Mancusi, Nui…Nisciunu. Dopo l’Inno
Nazionale il cappellano Don Marco Bottazzo reciterà “La Preghiera del Marinaio”.
Il Sindaco Marcello Risi consegnerà al gruppo vincitore il “Premio Stifani”. Presenti sul palco gli altri due sindaci delle città simbolo del tarantismo: Carlo Russo di Ruffano, Cosimo Montagna di Galatina.
Interverranno alla manifestazione Stefania Mandurino di Pugliapromozione, Ada Fiore, Pasquale Gaetani, Fernando Personè, Silvia La Puma, Antonio Gabellone Presidente della provincia, il senatore Rosario Costa, l’assessore Mino Natalizio e il Vicesindaco Carlo Falangone.
Presentano la serata Luigi Galeani e Grazia Minerva. INFO 339-2128579 0833-574493