Spettacolo-Cultura

*TANTE FOTO* A Nardò il piccolo villaggio di Babbo Natale dove gli elfi sono... gli alunni!

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NARDO' - La Scuola dell’Infanzia “J. Piaget” dell’Istituto Comprensivo Polo 3 di Nardò, nell’ambito del Progetto “Scuole in… festa”, ha realizzato “Il piccolo villaggio di Babbo Natale”. Una magica atmosfera natalizia, infatti, lo scorso 18 dicembre, ha avvolto il plesso scolastico di via O. Quarta.

Il bel paesaggio del Polo Nord, affollatissimo di elfi e folletti “neretini”, e’ stata una delle tante sorprese che ha attirato gli sguardi pieni di stupore e meraviglia dei visitatori. Illuminati dalle lucine soffuse di molte lanterne, grandi e piccini hanno scrutato, attentamente, le diverse sagome che componevano il villaggio. Nei giorni precedenti all’evento, infatti, i bambini vestiti da folletti sono stati immortalati da diversi scatti fotografici. A casa, i piccoli hanno saputo mantenere il massimo riserbo, anche quando la propria foto veniva ritagliata e, come per magia, compariva una piccola sagoma posizionata tra le casette che componevano il “villaggio”

Il percorso animato da quattro genitori vestiti da folletti , si snodava tra alberelli illuminati a festa e numerosi pacco regalo e conduceva nella casa di Babbo Natale, il quale, pazientemente seduto, per più di tre ore, sulla sua poltrona è stato felicissimo di farsi fotografare con tutti i bambini della scuola. La visita al mercatino UNICEF, quest’anno denominato “Sul filo della solidarietà” (richiamando così il titolo della programmazione curricolare di plesso) ha costituito l’ultima tappa del bel percorso.

La frase di Antoine de Saint-Exupéry tratta dal libro “Il Piccolo Principe” ha fatto da cornice all’idea di realizzare il piccolo “Villaggio di Babbo Natale”: “Tutti i grandi sono stati piccoli una volta, ma pochi di essi se ne ricordano”.

L’obiettivo, infatti, e’ stato quello di far vivere a grandi e piccini la magia del Natale e la commozione dei genitori e dei nonni, induce a credere che l’evento ha suscitato nel vissuto di ognuno dei visitatori qualcosa di più… lo stupore!

Ci si chiede: ha ancora senso in un momento storico come quello attuale caratterizzato da forti divergenze culturali, economiche e religiose parlare della figura di Babbo Natale e del suo mondo fantastico? La risposta è affermativa se si pone l’accento sulla curiosità e lo stupore che caratterizza il modo di rapportarsi dei bambini con ciò che li circonda e che a noi adulti sfugge, distratti dal vortice della produttività, dell’efficienza e della velocità. Apprezzare la ricchezza della vita nella sua totalità e quindi sviluppare un atteggiamento di rispetto nei suoi confronti, richiede stupore e curiosità. Come diceva “quel signore maturo sul treno per Capranica-Viterbo serve un orecchio bambino per capire le voci che i grandi non stanno mai a sentire” (G. Rodari).
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