Spettacolo-Cultura

MORIRE DAL RIDERE - Quando il Teatro riserva le sorprese. Con *SUPERVIDEO*

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NARDO' - Sono solo cinque minuti, un breve video ripreso molto casualmente nel quale vi presentiamo l'inedito "fuori programma" dello spettacolo di sabato sera in teatro comunale. Gli spunti sono tanti: da Nardò che "ruba la scena a Lecce" al "minuto di silenzio" per un solo palchetto vuoto, in un Teatro comunale stracolmo di un pubblico entusista che si lancia in una spontanea standing ovation. Ma il pezzo forte è il milanese Antonio Cornacchione (chi si ricorda del tormentone "povero Silvio!"?) che tenta disperatamente di leggere un appello... in dialetto neritino. Da morire dal ridere.

Sul punto di concludere «la causa» più importante della sua vita, Pietro, un avvocato freddo e rigido, ossessionato dai suoi principi, si trova obbligato a dividere una lunghissima giornata con l’individuo più incredibile che abbia mai incontrato. Un incontro improbabile che cambierà la vita di entrambi, in un giorno strano, dove niente va come previsto.  

È questo lo spunto narrativo di «Ieri è un altro giorno», degli autori contemporanei francofoni Sylvain Meyniac e Jean Francois Cros, nominata miglior commedia ai Molière 2014. Il testo, nell’allestimento diretto da Éric Civanyan, è andato in scena sabato sera a Nardò.
Per ammissione degli stessi artisti (lo sentirete) il piccolo teatro neritino ha rubato proprio "la scena" a piazze importanti come quella del capoluogo. Sul palcoscenico un immenso Gianluca Ramazzotti, Antonio Cornacchione e Milena Miconi.

Ed ecco il momento, ripreso da altra angolazione, registrato dai responsabili del Teatro Comunale di Nardò.

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 Zacà Cosimo Damiano