MICHEL FINGESTEN 1884-1943
Michel Fingesten nacque a Buczkowitz, nel 1984 nella Slesia austriaca, ora in Repubblica ceca; il padre era un tessitore di religione ebrea e la madre una protestante valdese, ma proveniente da una famiglia ebraica di Trieste. Dopo una prima formazione artistica, inizia un continuo girovagare per il mondo, soggiornando anche in Australia, in Asia e in America. Tornato verso il 1913 nella Berlino della Secessione e dell'Espressionismo tedesco, viene subito ammesso nei circoli artistici più esclusivi per via della potenza delle sue opere, la sua vasta cultura e la conoscenza di moltissimi lingue.
Si dedica alla grafica applicata, specialmente a quella dedicata all'industria, alle ricorrenze, ai manifesti commerciali e sperimenta nuove e moderne tecniche artistiche. Nel 1927 va in Spagna a cercare le tonalità calde e la luce del Mediterraneo e si fermerà un anno intero, ma una volta tornato a casa, distruggerà la gran parte delle opere, non considerandosi soddisfatto del loro livello artistico. I pochi oli e qualche guache ed acquerelli rimasti ci confermano la sua poca propensione per la pittura a pennello ad olio e quindi riprende in mano bulini e sgorbie e crea importanti lavori come ritratti di personaggi famosi, affiches pubblicitarie, cicli di illustrazioni per libri a tiratura limitata, ma soprattutto crea alcuni fra i più interessanti ex libris di tutto il Novecento, diventando, in pochissimo tempo, uno dei più affermati e ricercati artisti di questa specialità.
Sentendosi minacciato dall'imperante antisemitismo, nel 1935 lui e il figlio Peter si trasferiscono in Italia, non immaginando che anche da noi possano arrivare presto le leggi razziali, infatti manda il figlio ventenne da solo in America. Si stabilisce a Milano ed entra in contatto con i principali esponenti del movimento exlibristico nazionale, come i collezionisti Botta, Mantero, Raimondo, Sabbattini, gli artisti Rognoni e Cavallini e il gallerista Luigi Filippo Bolaffio, e con questi ultimi due - anche loro di religione ebraica - fonda il primo nucleo di un'Associazione exlibristica italiana, ma che avrà vita breve per via dell'inizio della guerra e del suo arresto, nell'ottobre del 1940, e dell'internamento prima a Civitella del Tronto (Teramo) e successivamente nel 1941 a Ferramonti Tarsia nei pressi di Cosenza, dove ha la possibilità di riprendere in mano i pennelli e i bulini e a mettere in piedi perfino un atelier di pittura per gli internati.
Nell'ottobre 1943, dopo la liberazione del campo ad opera degli Inglesi, a seguito dell'infezione procuratagli da un'operazione chirurgica muore a Cerisano ed è sepolto in quel piccolo cimitero. Finiva così in modo tragico ed inaspettato la sua parabola artistica ed umana, ma le sue opere gli sono sopravvissute a perenne testimonianza della sua arte e del suo grande amore per l'umanità. Il catalogo dei suoi ex libris, il Deeken, riporta ben 732 opere a cui vanno aggiunti alcuni sfuggiti alla ricerca, e se aggiungiamo le grandi tavole libere, le illustrazioni per libri e la piccola grafica d'occasione, si può tranquillamente affermare che il suo corpus grafico raggiunge almeno le 2000 unità.
GIUSEPPE MIRABELLA
Ex Libris Museum - Milano
Per accompagnare la mostra degli Ex libris di Michel Fingesten a cura di Francesco Del Sole al Museo della Memoria e dell'Accoglienza a Santa Maria al Bagno di Nardò nell'agosto 2016.