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FRANCESCO DA NARDO' - Ecco il nome del maestro di Galileo. Tutta la storia per voi

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NARDO' - Chi è il misterioso "Francesco da Nardò", umanista del XV secolo? Ieri vi abbiamo parlato del grande scienziato Galileo Galilei, grazie ad un bell'articolo di Mauro Ciardo sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Oggi siamo in grado di darvi link e notizie ulteriori su chi ha ispirato gli studi del fisico, astronomo, filosofo e matematico italiano, considerato il padre della scienza moderna.

galileo

FRANCESCO DA NARDO' SULLA TRECCANI: QUI

(Estratto dal pregevole articolo di Mauro Ciardo - Gazzetta del Mezzogiorno)
Sono tre i pensatori salentini «maestri» di Galileo Galilei, l’italiano più famoso nel mondo, il padre della scienza moderna.
Probabilmente sarà una rivoluzione nel panorama culturale mondiale la scoperta presentata l’altra sera a Montesardo (frazione di Alessano in provincia di Lecce) nel corso della diciassettesima edizione del festival «Il Montesardo», in corso in questi giorni al castello.

A divulgare il risultato degli studi è stato il professor Ennio De Bellis, docente di Istituzioni di storia della filosofia all’Università del Salento, che ha confermato quello che finora molti studiosi e ricercatori teorizzavano sulla vivace dialettica filosofica salentina che ha fatto da scuola per altre realtà italiane ed europee, formando generazioni di letterati alcuni dei quali diventati eccellenti scienziati. De Bellis, direttore del Centro di ricerche sulla tradizione aristotelica del XV e XVI secolo, sta procedendo alla prima edizione critica con traduzione in italiano della prima opera scritta dal Galilei.

Il prezioso manoscritto giaceva nella Biblioteca nazionale di Firenze e costituisce di per sé una «primizia» in quanto pare che non sia presente nell’edizione nazionale stampata da Barbera oltre un secolo fa. È una testimonianza degli anni pisani del futuro genio che verga di proprio pugno il testo Tractatio de demonstratione, in cui indica con esattezza tra i punti di riferimento fondamentali dei suoi studi: le teorie di Girolamo Balduino da Montesardo, di Francesco Securo da Nardò e di Marcantonio Zimara da Galatina.

Si tratta di tre filosofi la cui opera è stata studiata approfonditamente nel corso dei decenni. Balduino, nato alla fine del ‘400 a Montesardo, all’epoca uno dei centri culturali più importanti della Terra d’Otranto, nel 1528 insegnò sofistica nell’Università di Padova prima di trasferirsi a Salerno e infine a Napoli.
Securo, nato a Nardò tra il 1410 e il 1420, fu un umanista e teologo. A Padova insegnò teologia intorno al 1460 e metafisica dal 1464 al 1489, anno della morte.
Zimara nacque invece a Galatina intorno al 1470. Dal 1497 studiò filosofia all’Università di Padova poi logica dal 1501 al 1505.

Le teorie dei tre salentini fanno quindi parte della formazione del Galilei, che anni dopo sarà autore di testi rivoluzionari come il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, pubblicato nel 1632.

«Il documento autografo – spiega De Bellis nell'intervista rilasciata a Ciardo – dimostra in maniera inequivocabile che Galileo ha attinto la sua cultura e si è formato anche grazie alle teorie di questi tre illustri personaggi salentini, che sono i punti di riferimento teorici del giovane che un giorno diventerà uno dei massimi artefici della scienza moderna. Ora possiamo affermare con assoluta certezza – aggiunge il docente - che il ruolo della tradizione filosofica salentina è fondamentale per la formazione di Galileo. La ricerca presentata in anteprima – ha spiegato il docente – fa parte di un lavoro più complesso che sarà presentato sulla “Rivista di Filosofia neoscolastica” dell’Università Cattolica di Milano, mentre l’intera opera da me curata verrà pubblicata quanto prima per i tipi di Bompiani».