Spettacolo-Cultura

“STASERA OVULO” - Spettacolo e convegno

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“LA PRESERVAZIONE DELLA FERTILITÀ NEI PAZIENTI ONCOLOGICI”- Stasera a Nardò per festeggiare trent'anni di Tecnomed.
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Il Centro Tecnomed di Nardò festeggia i suoi primi trent’anni di attività nel territorio. La nascita della sua Banca del Seme e del Centro di Fisiopatologia della Riproduzione Umana risale al 1984, ma la specifica autorizzazione per tale attività è del 1986. Un primato indiscusso per il Salento, poiché quella di Nardò risulta essere una delle prime autorizzazioni italiane rilasciate ad un centro di medicina e biologia della riproduzione umana. Per l’occasione Tecnomed ha organizzato una manifestazione aperta agli operatori del settore e alla cittadinanza che si svolgerà a Nardò il 7 dicembre.

“In questi lunghi ed entusiasmanti trent’anni abbiamo lavorato per l’evoluzione scientifica e culturale in tema di fertilità di coppia e preservazione della fertilità” spiega il Prof. Lamberto Coppola, Andrologo e Ginecologo, Direttore di Tecnomed. “Ma non possiamo dimenticare le difficoltà vissute tra il 2004 ed 2014, un decennio in cui l’Italia, a causa di una Legge iniqua e anacronistica, è passata dall’essere leader europeo nel settore a fanalino di coda e spettatore passivo dell’avanzare scientifico delle restanti nazioni. Oggi stiamo recuperando il tempo perduto e la cura dell’infertilità non è più considerata una frivolezza ma un diritto sociale.”

L’evento, nel suo insieme, prevede un pomeriggio nel Chiostro dei Carmelitani, a partire dalle ore 15.00, dove è previsto un convegno scientifico sul tema della preservazione della fertilità nei pazienti oncologici. Secondo gli ultimi dati, ogni anno in Italia circa 8.000 cittadini con meno di 40 anni, di cui 5.000 donne e 3.000 uomini, sono colpiti da tumore e si sottopongono a terapie che possono limitarne il potenziale riproduttivo. Fortunatamente la popolazione di giovani survivors, coloro cioè che hanno vinto contro la malattia, è in costante aumento grazie ai progressi nella diagnosi precoce e nelle terapie mirate. Ma spesso la loro vita è caratterizzata dalla presenza di sequele dolorose come la perdita della fertilità e l’impossibilità di diventare genitori.

“È dal 1984 che a Nardò assicuriamo la preservazione della fertilità dei giovani maschi che si trovano ad affrontare un momento così drammatico” riferisce Coppola. “I termini Banca del Seme, Medicina della Riproduzione e Procreazione Assistita per anni hanno evocato in molti la sensazione che si tratti di artifici tecnici in contrasto con l’etica e la natura dell’uomo. Ma l’approccio a questi temi sta cambiando e la prevenzione dell’infertilità indotta dai trattamenti anti tumorali è un argomento divenuto finalmente di grande attualità sociale, al quale si guarda con speranza e necessità. E se in passato potevamo limitarci a preservare solamente la fertilità degli uomini, oggi è tecnicamente possibile assicurare questa possibilità anche alle donne attraverso la crioconservazione preventiva degli ovociti”.

Interverranno, ginecologi, andrologi, chirurghi, oncologi e biologi, tra cui Vincenzo Zara (Rettore dell’Università del Salento), Giuseppe Loverro, (Direttore della Clinica Ostetrica di dell’Università di Bari), l’oncologo Giuseppe Serravezza (Responsabile Scientifico della Lega Italiana per Lotta ai Tumori) e Adolfo Allegra, ginecologo di Palermo anch’egli, come Lamberto Coppola, pioniere della Medicina della Riproduzione sin dagli anni 80.   

La giornata proseguirà al Teatro Comunale dove, in serata andrà in scena l’attrice Antonella Questa con la commedia dal titolo “Stasera Ovulo”, scritta da Carlotta Clerici, per la regia di Virginia Martini (Premio Calandra 2009 come migliore spettacolo e migliore interprete). La pièce teatrale, attraverso un monologo che diverte, emoziona e coinvolge con estrema piacevolezza, tratterà il delicato tema della maternità over 35, della sterilità femminile e della fecondazione assista dal punto di vista di una donna che affronta questa strada tortuosa caratterizzata da tentativi, fallimenti, esami medici, cure pesanti, sempre punteggiata da consigli di parenti e amici e da critiche più o meno velate. E alla fine regalerà al pubblico un finale commovente e inaspettato.