NARDO' - Il nuovo copione è diverso dai soliti cui eravamo abituati. La tradizione persiste ma solo perché si recita in vernacolo. Per il resto, nel pentolone del nuovo canovaccio, c'è anche tanta critica sociale e quotidiana umanità, con i suoi pregi e difetti. I "tapini" di fantozziana memoria, e qui torniamo a bomba alla satira che si sostanzia di attualità, sono drammatici, comici e "violenti" (con allusioni, pettegolezzi, cattiverie, derisione del prossimo e... malanghi) quando restano rinchiusi nel lager (così viene definito, ad un certo punto) dell'ospedale. Si coglie sicuramente, infine, la delusione dei neritini - autori, attori e spettatori - per aver perso il proprio nosocomio, il "San Giuseppe - Sambiasi".
Le repliche sono in corso al Teatro comunale di Nardò.