Spettacolo-Cultura

DA SETTEMBRE 2017 AD APRILE 2018 - “Incontri allʼora del tè”. Rassegna di autori e libri a Nardò

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NARDO' - Tornano gli appuntamenti con la scrittura, gli autori, gli editori e i lettori, a Nardò, con la Rassegna “Incontri allʼora del tè” organizzata dalla libreria “I volatori”, con il coordinamento di Loredana Giliberto, e Musicaos Editore.

Settembre/Dicembre 2017
Sabato 30 Settembre 2017 · ore 17.30
“Incantesimo salentino” (Ricerche&Redazioni) l'autore Antonio Di Muzio dialoga con Loredana Giliberto

Sabato 14 Ottobre 2017 · ore 17.30
“Quando arriva domenica” (Musicaos Editore) l'autore Mino Pica dialoga con Luciano Pagano

Sabato 18 Novembre 2017 · ore 17.30
“Memorie di Negroamaro” (Esperidi Edizioni) l'autrice Valentina Perrone dialoga con Loredana Giliberto

Sabato 25 Novembre 2017 · ore 17.30
“Lo spazio dentro” (Musicaos Editore) l'autrice Elisabetta Liguori dialoga con Luciano Pagano

Sabato 16 Dicembre 2017 · ore 17.30
“Kalopolis” (Industria Filosofica) l'autrice Ada Fiore dialoga con Maria Teresa Pano

Gennaio/Aprile 2018
Sabato 13 Gennaio 2018 · ore 17.30
Presentazione della rivista “A Levante” con Giulia Santi (direttrice di redazione) dialoga con Loredana Giliberto

Sabato 20 Gennaio 2018 · ore 17.30
“Altissima miseria” (Musicaos Editore) l'autrice Claudia Di Palma dialoga con Marta Seclì

Sabato 17 Febbraio 2018 · ore 17.30
“Sirena” (Musicaos Editore) l'autore Giorgio Doveri dialoga con Loredana Giliberto

Sabato 17 Marzo 2018 · ore 17.30
“Da domani mi alzo presto” (Sperling & Kupfer) l'autrice Simona Toma dialoga con Maria Teresa Pano

Sabato 21 Aprile 2018 · ore 17.30
“La corsa” (Musicaos Editore) l'autore Giuseppe Sebastiano Castelluzzo dialoga con Luciano Pagano

Tornano gli appuntamenti con la scrittura, gli autori, gli editori e i lettori, a Nardò, con la Rassegna “Incontri allʼora del tè” organizzata dalla libreria “I volatori”, con il coordinamento di Loredana Giliberto, e Musicaos Editore. Dieci appuntamenti con altrettanti autori, che a partire dal 30 settembre 2017 e fino al 21 aprile 2018, coinvolgeranno i lettori con incontri che si terranno di sabato, tutti alle ore 17.30, presso la storica libreria “I Volatori”, di Nardò, un luogo che, come ha avuto modo di esprimere il cantautore Mannarino “in un antro, nascosto nella pietra, continua ogni giorno in silenzio a salvare quel che resta del mondo”.

Lʼinizio della rassegna è previsto per Sabato 30 Settembre 2017, alle ore 17.30 (orario di tutti gli appuntamenti), con la presentazione di “Incantesimo salentino” (Ricerche&Redazioni) di Antonio Di Muzio, giornalista de “Il Messaggero” che dialogherà con Loredana Giliberto, coordinatrice della rassegna. Sabato 14 Ottobre sarà la volta di “Quando arriva domenica” (Musicaos Editore), scritto da Mino Pica che dialogherà con l'editore Luciano Pagano. Si prosegue in novembre, con due appuntamenti, Valentina Perrone, sabato 18 novembre 2017, presenterà il suo “Memorie di Negroamaro”, edito da Esperidi Edizioni, con Loredana Giliberto. Elisabetta Liguori, sabato 25 novembre presenterà “Lo spazio dentro” (Musicaos Editore), con Luciano Pagano. L'ultimo appuntamento del 2017 è quello di sabato 16 dicembre, con “Kalopolis” (Industria Filosofica), nuovo libro di Ada Fiore, che dialogherà con Maria Teresa Pano.

Il nuovo anno inizia sabato 13 gennaio 2018, con un appuntamento dedicato al nuovo numero della rivista “A Levante” a cura dell'omonima associazione, la direttrice di redazione Giulia Santi dialogherà con Loredana Giliberto; si prosegue all'insegna della poesia, sabato 20 gennaio 2018, con un incontro dedicato ai versi di Claudia Di Palma, autrice della raccolta “Altissima miseria”, che verrà presentata da Marta Seclì. Seguiranno incontri, a cadenza mensile, sabato 17 febbraio 2018 sarà la volta di Giorgio Doveri e del suo romanzo “Sirena” (Musicaos Editore), l'autore ne parlerà con Loredana Giliberto. Simona Toma e il suo “Da domani mi alzo presto”, edito da Sperling & Kupfer, sarà ospite della rassegna sabato 17 marzo 2018, a dialogare con lei sarà Maria Teresa Pano. Sabato 21 aprile 2018, ultimo appuntamento della rassegna con Giuseppe Sebastiano Castelluzzo, autore de “La corsa” (Musicaos Editore), che dialogherà con Luciano Pagano.

Informazioni
Libreria “I Volatori”
Via Pellettieri, 19 – Nardò (Le)
tel 0833.567062
Musicaos Editore
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
http://www.musicaos.org

Sabato 30 Settembre 2017 · ore 17.30

“Incantesimo salentino” (Ricerche&Redazioni)

l'autore Antonio Di Muzio

dialoga con Loredana Giliberto

Romanzo d'esordio del giornalista Antonio Di Muzio, un giallo in salsa salentina, ambientato nei luoghi più significativi di una terra magica e misteriosa.

Questa la storia: Davide Tommasi, giornalista, parte per le ferie in Salento, ma la sua sarà una vacanza di lavoro. Il terribile caporedattore Tony Gaslini lo incarica di preparare una serie di servizi giornalistici sulla parte più meridionale della Puglia, terra di bellezze e di magie.

Il viaggio di Davide si trasformerà ben presto in un viaggio nel mistero dove realtà e immaginazione si alterneranno con un ritmo serrato. Il ritrovamento di un busto della Dea Minerva a Castro Marina e l'incontro con Daria, vecchia compagna di studi di cui aveva perso le tracce, saranno le chiavi di volta di un mondo sconosciuto. Minerva, Daria e il Salento lo trascineranno in un incantesimo che cambierà per sempre la sua vita.

Hanno scritto di “Incantesimo salentino”:

"Storie, leggende, fiabe, itinerari riscoperti e recuperati in un Salento dove tutto è possibile: un’ammaliante esplorazione. Un viaggio da non perdere."

(Mino De Masi - Nuovo Quotidiano di Puglia)


"Pieno di sapori, di colori, di eros: tutti ingredienti di un incantesimo che mi ha preso come ti prende il vino o una donna, o tutti e due insieme." (Fausto Morciano – Attore)

"Come fare un viaggio alla scoperta di leggende e misteri con tutto l’incanto del Salento. Un thriller tra fantasia e realtà in compagnia della dea Minerva." (Benedetta Rinaldi - Conduttrice Rai)

Antonio Di Muzio vive e lavora a Pescara. Giornalista del quotidiano “Il Messaggero”, è laureato in “Storia dell’Arte e dello Spettacolo” presso l’Università degli Studi dell’Aquila. Nel 1995 la Provincia dell’Aquila gli ha attribuito il riconoscimento come “Giornalista più vicino ai temi della cultura”.

Sabato 14 Ottobre 2017 · ore 17.30

“Quando arriva domenica” (Musicaos Editore)

l'autore Mino Pica

dialoga con Luciano Pagano

“Quando arriva domenica” è il titolo del nuovo libro di Mino Pica. Si tratta del quarto libro pubblicato dallo scrittore brindisino che continua il suo viaggio narrativo con un’opera incentrata sulla riflessione e sul cambiamento di prospettiva delle cose.

Al centro delle narrazioni di “Quando arriva domenica” ci sono argomenti che per pigrizia o ipocrisia abbiamo deciso di non affrontare più, semplicemente perché farlo ci metterebbe faccia a faccia con quella parte di noi, più nascosta, che non accetterebbe più compromessi. Quello che viene chiesto, al lettore di quest’opera, è la volontà di recuperare la poesia di ogni giorno, che si è nascosta per non cedere all’insensatezza della realtà.

Il suggerimento, il grido silente, è focalizzato sul recupero di quanto c’è ancora di noi, dentro di noi, nel paradosso. Un invito a una partecipazione sociale che inizia, anzitutto, da una partecipazione col proprio sé, recuperato, riappropriato, dalle sensazioni e dal gusto di ciò che proviamo, quotidianamente. Per compiere questo viaggio, tuttavia, bisogna essere capaci di osservare e mettere alla berlina tutte le falsità che affollano la nostra esistenza, assumersi il compito di svelare ciò che è falso, nel lavoro, nella musica, nei rapporti sociali, andando al di là dei ruoli che ciascuno di noi accetta per acquietarsi e procedere sui binari della propria vita, senza pensare.

Si tratta di una scrittura, quella di Mino Pica, che mette il lettore davanti ai limiti dell’ipocrisia di credere che si viva nel tempo più giusto e informato, in cui sappiamo tutto ciò che accade, ma non conosciamo nulla, né afferriamo il senso delle cose.

Il libro è strutturato in 32 brevi capitoli, in 32 giorni che scandiscono la ricerca di una domenica che forse arriverà, sta già arrivando o, ancora, è arrivata. Ogni capitolo, così come ogni giorno nella realtà, si distingue per una struttura differente, dalla forma narrativa alla poesia, dall’amarezza alla speranza, dall’ottimismo alla rabbia sedata.

“La felicità è un atto creativo. Immaginarla è la rivoluzione terrena che ognuno di noi può decidere di vincere”

Mino Pica. Nato a Brindisi nel 1982. Nel 2008 pubblica “L’attesa dell’attesa” (Giovane Holden Edizioni). Citato fra gli scrittori pugliesi del volume “Letteratura del Novecento in Puglia” (Catalano, Progedit), nel 2011 pubblica “Cucina Interiore” con Lupo Editore. Nello stesso anno partecipa alla scrittura di “Via Maestra” (Hobos Edizioni). Nel 2013 pubblica “Hotel” (Lupo Ed.). Nel 2014 pubblica l’ebook “Otto tracce e mezzo” (Amazon). Appartiene alla corrente “le Poetèmodi”.

La copertina. Carmelo Kalashnikov, illustratore e rock poster artist, in grado di riassumere l’essenza del libro nell’immagine di forme e bellezza, sempre a nostra disposizione, a cui spetta dare peso e senso. Una piccola particolarità del libro è inoltre rappresentata dalla prefazione, affidata a Salvatore Carrasca (le Poetemodi) che, con la sua poesia “Ad un’anima affranta”, accoglie

il lettore.
Anche in “Quando arriva domenica”, Mino Pica consiglia l’ascolto, in alcuni brani, della musica, un filo conduttore che continua nelle sue pubblicazioni, volto alla semplificazione della definizione di dimensione dei suoi scritti.

Sabato 18 Novembre 2017 · ore 17.30

“Memorie di Negroamaro” (Esperidi Edizioni)

l'autrice Valentina Perrone

dialoga con Loredana Giliberto

La giovane Alessandra si trasferisce a Milano per insegnare in un liceo. La sua nuova vita, accanto al compagno Paolo, viene interrotta da una telefonata: poche parole del tutto inattese la riportano nella sua terra, il Salento, per risvegliare, in una manciata di giorni, un passato da cui credeva di essere guarita e per il quale perderà, forse, pezzi del suo presente. Dopo il successo di “Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla”, la penna di Valentina Perrone si conferma ancora una volta profonda e significativa pur nello stile semplice che la caratterizza, narrando vite comuni segnate da destini per nulla banali.

Linfa del suo inchiostro è sempre il coraggio, espresso lungo un viaggio che ripercorre a ritroso pagine che racchiudono memorie indissolubili. Tutto questo accade nel Salento, fatto grande dalla sua gente, dai suoi profumi, dai suoi frutti, da ogni frammento che lo rende punto fermo nel cuore di chi, in esso, vede le sue radici. Scrive Valentina: “Ci sono memorie che restano per sempre dentro noi stessi e che mai leveranno l’ancora per partire verso porti nuovi, perché il nostro è l’unico cuore dove vogliono rimanere, immensamente lontane dall’oblio e da ogni sua forma”.

Valentina Perrone è nata e vive in Salento. È laureata in Pedagogia dell’Infanzia e in Scienze Pedagogiche, conseguite entrambe con il massimo dei voti e la lode presso l’Università del Salento. Ha collaborato per alcuni anni con l’Ateneo salentino, svolgendo studi e ricerche nell’ambito dei processi formativi e dell’educazione degli adulti. Giornalista pubblicista, collabora con diverse testate, nazionali e locali. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua opera giornalistica e da alcuni anni si occupa di uffici stampa e comunicazione social. Svolge attività di volontariato per la valorizzazione e promozione del territorio locale, dal suo amore smisurato per gli animali è nato il blog #LoveAndDogs che gestisce su Affaritaliani.it. Dedita alla scrittura sin da piccola, ha fatto di quel nero su bianco la parte più bella della sua vita. Del suo Salento ama ogni angolo e frammento di terra, lasciandone traccia nei suoi scritti e nel vissuto di ogni suo giorno in tutto ciò che scrive c’è un pezzettino di sé. Nel novembre del 2015 ha pubblicato il suo libro d’esordio “Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla” (Edizioni Esperidi), opera insignita di diversi riconoscimenti, locali e nazionali e in assoluto il volume più presentato e apprezzato nel 2016. A maggio 2017 ha pubblicato, per i tipi di Edizioni Esperidi, il romanzo “Memorie di Negroamaro”. In questo sito sono raccolti i suoi articoli (ad eccezione di quelli di cronaca nera) e le sue recensioni.

Sabato 25 Novembre 2017 · ore 17.30

“Lo spazio dentro” (Musicaos Editore)

l'autrice Elisabetta Liguori

dialoga con Luciano Pagano

Che cosʼè lo spazio dentro?

Lo “spazio dentro” è lʼarea indefinibile nella quale è contenuta la famiglia, nata a volte per caso, senza un progetto, in altre da unʼossessione, da unʼidea fissa. In qualunque modo nasca e con qualsiasi finalità, tuttavia, la famiglia si costruisce sempre artigianalmente, utilizzando materiali personali, modelli di riferimento inevitabili, unʼossatura tecnica, e qualche abbellimento. In tutti i casi è riconducibile a un luogo, a uno spazio circoscritto. Ma non si tratta solo di geometria: la famiglia è fatta di esseri umani. Un piccolo gruppo di esseri umani riuniti nello stesso spazio dinamico, la cui struttura cambia col tempo, seguendo lʼevoluzione dei suoi componenti. Come può essere questo spazio? Ampio, ridotto, cubico o rotondo, ruvido o liscio? Che tipo di cambiamento è quello che avviene all’interno? Rapido, lento, improvviso, prevedibile, doloroso, piacevole? Sarebbe meglio immaginarlo flessibile, forse. Il cambiamento bussa da fuori, spinge, schiaccia, dirompe. Bisogna sapere reagire con elasticità. Più flessibile è lo spazio, maggiori sono le possibilità di un cambiamento naturale e sereno.

“Lo spazio dentro”, ideato e scritto da Elisabetta Liguori, con illustrazioni di Emanuela Bartolotti, racconta la fase della crescita e della trasformazione, ciò che nel tempo si perde e ciò che rimane, tra dialogo e conflitto, emozioni e paure. Un bambino nasce e diventa un uomo, infatti, nello stesso spazio in cui altri individui si sforzano di educarlo e si adattano alla necessità di accompagnare, guidare o anche solo osservare il suo cambiamento. Non a caso il termine educare deriva dal latino educere, cioè: trarre fuori, tirar fuori ciò che è dentro. Quindi “cambiare” significa uscire da uno spazio circoscritto, considerando che, dopo esserne usciti, quello stesso non sarà mai più lo stesso. Qual è il modo giusto per farlo, dunque? Se l’educazione è un passaggio, il varco non è scontato. Lo sa bene chi, crescendo, esplora l’esterno, e lo sa anche chi, restando, ne presidia l’interno. A volte non basta trasmettere il proprio sapere, l’esempio, la regola, la memoria delle mura. A volte non basta chiedere, osservare. Tutto questo è necessario al cambiamento, ma può non bastare. A volte è la paura a decidere, o le immagini nella testa, o la forza del legame. A volte contano persino i sussurri. Ogni confine ha il suo limite e la sua porta d’accesso, per trovarla ci vogliono fantasia, orecchie e gioco di mani. Senza fantasia e cuore il cammino è lungo, vasto e imprevedibile, ma per fortuna quasi tutti i bambini lo sanno.

Elisabetta Liguori è nata a Lecce nel 1968, dove vive e lavora, presso il tribunale per i minori. È laureata in giurisprudenza. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti”, e per numerose altre riviste online. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con particolare attenzione per la letteratura al femminile.


Ha pubblicato “Il credito dell’imbianchino” (Argo Editrice, 2004, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005), “Il correttore” (peQuod, 2007), “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice, 2010, scritto con Rossano Astremo). “La felicità del testimone” (2012, Manni Editori), “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore, 2013, con illustrazioni di Carlos Arrojo). Nel 2015 ha pubblicato il primo episodio di una trilogia urban fantasy, “Il secondo giorno – Kiss for my angel”, per i tipi di Musicaos Editore, in formato cartaceo e digitale. Nel 2016, sempre con Musicaos, l’ebook “Se gli uomini sapessero”. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” (Manni Editori), “Laboriosi Oroscopi” (Ediesse), “Il dizionario affettivo italiano” (Fandango), “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” (Manni Editori, 2011); “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili.


Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura di testi musicali e teatrali.

Emanuela Bartolotti (Ortica – https://www.facebook.com/ortica00/) è laureata in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha frequentato il corso di perfezionamento di disegno animato Isa, a Urbino. Come fotografa ha realizzato copertine per diversi editori (Fazi-Lain, Barbera Editore, Lupo Editore), e collaborato con pubblicazioni illustrate come “Carta Vetrata Vol.II”, “Ho perso il filo”, “Mi libro nel cosmo”.


È presente nei cataloghi del “Premio fotografico della Qualità Creativa 2009”, “VI edizione Premio Celeste 2009”, “II Premio fotografia italiana arte contemporanea”, “V edizione Premio Celeste 2008”, “Art Woman 08, Venere Vincitrice”, “Art Woman 06, New Entry”, “XII BJCEM – Biennale des Jeunes Créateurs de l’Europe et de la Mèditerranée”.

Ha pubblicato inoltre su “Photo paper”, “World Photographic Arts Magazine”, “Zoom magazine”, “Il paese nuovo”. Costruisce percorsi didattico/artistici e laboratoriali, e oltre all’illustrazione, si dedica al disegno animato, realizzando cortometraggi animati e videoclip (“Rumors of war”, No finger Nails ft Mc baco, 2016).

Sabato 16 Dicembre 2017 · ore 17.30
“Kalopolis” (Industria Filosofica)

l'autrice Ada Fiore

dialoga con Maria Teresa Pano

Un padre con delle idee strampalate, un figlio un tantino svogliato e, in mezzo a loro due, addirittura una bolla d’acqua. Sono gli ingredienti di Kalopolis, un viaggio fantastico necessario per far germogliare una città-mondo bella in mezzo a scenari apocalittici e prove da superare.
Cosa succede se la mattina del tuo compleanno, tuo padre ti sveglia perché vuole assegnarti una missione che è a dir poco rivoluzionaria? E cosa puoi fare tu se ti viene detto che sei l’unico in grado di metterti alla testa del movimento chiamato a salvare la terra da una minaccia inaspettata?

Puoi scegliere di tornare a dormire ma se vieni rapito da una navicella fatta completamente d’acqua, allora non puoi fare altro che accettare il compito che ti è stato affidato e viaggiare in giro per il mondo alla scoperta dei tanti mali che lo stanno annientando. Ben presto da spettatore passivo e quasi annoiato, diventerai l’insolito protagonista di un compito gravoso di cui sai, però, di non poter fare a meno.


Se un giorno la nostra Terra continuerà a esistere e a essere il pianeta più bello dell’universo è anche per merito tuo... e delle idee, in fondo non tanto strampalate, di un papà che ha il nome di un Papa e parla continuamente di ecologia, cura dell’ambiente e rispetto della diversità.
Non ti resta che salire a bordo e lasciarti provocare da questa avventura straordinaria nella quale ti troverai a che fare con le parole di santi e profeti. Che cosa c’entrerà san Francesco e il suo Cantico delle Creature. A te scoprirlo…

Ada Fiore, nata a Corigliano d'Otranto, paese di cui ha ricoperto la carica di sindaco, è laureata in filosofia, insegnante, scrittrice. Ha attuato i progetti “Festival dei giovani pensatori”, nel 2005/2006, in collaborazione con la Provincia di Lecce e con l'Università del Salento, e “Sophia nel paese della meraviglia”. Ha vinto il Premio Galateo 2008, Premio Amico della Famiglia nel 2010 e nel 2011, ed è Testimone di pace per la politica 2013 (Otranto-UNESCO). Ha pubblicato “Vota Socrate” (Lupo Editore, 2013), “S.O.S. MARX” (Lupo Editore, 2015). Il progetto “Industria filosofica. Costruttori di pensiero”, che nasce da un'idea di Ada Fiore, ha al suo attivo diversi prodotti e progetti, non solo editoriali, nati con l'intenzione di aprirsi un mercato che non esiste, quello filosofico, sfidando il mercato con merci che non impoveriscono ma arricchiscono.

Sabato 13 Gennaio 2018 · ore 17.30
Rivista “A Levante”

direttrice di redazione Giulia Santi

dialoga con Loredana Giliberto

La rivista “A Levante”, nata nel giugno del 2008, è edita dall'associazione “A Levante spazi per la ricerca, l'arte, la memoria, il territori”, un percorso decennale che si articola su cinque sezioni, Itinerari, Narrazioni, Poesia, Vite, Personaggi, e che ospita, a ogni uscita della rivista, un tema differente articolato dagli autori ospitati. A Levante” rivolge particolare attenzione anche all'aspetto artistico degli autori coinvolti nella realizzazione delle copertina delle uscite. Diversi e molteplici gli autori che si sono susseguiti nel corso di questi anni.

La rivista, di cui nell'appuntamento del 13 gennaio 2018 verrà presentato il nuovo numero, è diretta da Enzo Ligori, la direttrice di redazione, Giulia Santi, dialogherà per l'occasione con Loredana Giliberto; il gruppo redazionale di “A Levante” è composto (oltre ai menzionati direttore e direttrice di redazione) da Vincenzo Ampolo, Marilena Cataldini, Pasquale Chirivì, Luigina De Prezzo, Gabriele Grasso, Chiara Linciano, Teresa Musca, Giuseppe Resta, Erminio Rolli, Livio Romano, Giovanni Santi.

Sabato 20 Gennaio 2018 · ore 17.30

“Altissima miseria” (Musicaos Editore)

l'autrice Claudia Di Palma

dialoga con Marta Seclì

La poesia come testimonianza ed invenzione è in qualche modo anche il miglior modo di introdurre e spiegare i versi dell’opera d’esordio di Claudia Di Palma. Un verso misurato, centellinato nella pagina tanto da non apparire mai eccessivo, che sgorga da un particolarissimo tipo di accoglienza quale è la resa. […] Il dolore d’essere in questo mondo scarnificato, ribaltato eppure vero diviene in Claudia Di Palma talmente profondo da esprimere il bisogno di proiettarlo perfino verso Dio, ombra assente di una ricerca che prescinde da Dio stesso ma inevitabilmente se ne nutre. (dall’introduzione di Alessandro Canzian)

Claudia Di Palma, nata a Maglie nel 1985, vive e lavora a Lecce. Tra le sue esperienze più importanti si annovera la passione per il teatro. Ha collaborato con“Astragali Teatro” (2005) e “Asfalto Teatro” (2006/2012).

La passione per il canto l’ha portata a seguire inizialmente lezioni private e, attualmente,le lezioni della “World Music Academy” di San Vito dei Normanni, con il maestro Fabrizio Piepoli.
Ha seguito il laboratorio poetico “Trasmissione orale della poesia e uso del microfono tenuto da Mariangela Gualtieri (2013) e, nel 2016, il “Ritiro Poetico”della casa editrice Samuele Editore.

Sabato 17 Febbraio 2018 · ore 17.30

“Sirena” (Musicaos Editore)

l'autore Giorgio Doveri

dialoga con Loredana Giliberto

“Sirena” incomincia con la fuga di un giovane ragazzo curdo, Adam, dalla Turchia degli anni Ottanta all’Italia, in cerca di una speranza di vita migliore insieme al fratello: il Salento sarà il loro ponte verso Roma e un futuro meno precario. Marina si troverà ad affrontare rapidamente tutto il suo passato e, insieme al lettore, vivrà vicende misteriose e avvincenti, in un susseguirsi di racconti dove la Terra e la Storia hanno un ruolo importante, nella ricerca di un equilibrio ma, soprattutto, nella possibilità di scoprire una verità che nessuno può ancora immaginare. Il mare, il mistero, le tradizioni, sono presenti in questo romanzo d’esordio che mescola i toni del racconto a quelli del noir, con la leggerezza di una fiaba e l’agilità di una danza.

“Sirena” trova la sua ambientazione, tra il passato e il presente, tra gli anni ottanta e i giorni nostri, nel Salento, nella zona costiera e interna attorno a Tricase, in Grecia, e prima ancora a Roma e Istanbul. Marina è una giovane adolescente che vive insieme ai nonni, molto legata a Uccio, bisnonno saggio e vecchio lupo di mare. Nel passato della ragazza è nascosto un segreto, che la lega a Maddalena, la madre scomparsa.

Giorgio Doveri nasce l’8 maggio del 1978 a Pisa, da padre toscano e madre tedesca. Cresce, fino ai 18 anni, nelle campagne di Rosignano Marittimo (Livorno), davanti al mare; da piccolo studia pianoforte e dai 14 ai 17 anni prende lezioni di violino. Dopo la maturità scientifica si trasferisce a Siena dove studia la chimica e le tecnologie farmaceutiche; giocatore di pallanuoto, è da 11 anni titolare della prima squadra del Salento. A 23 anni riprende lo strumento ad arco da autodidatta con un gruppo universitario di musica popolare salentina, i “Niuri te sule”, inizia così la sua conoscenza del Salento. Dopo la Laurea prosegue gli studi di ricerca e sintesi di farmaci antidepressivi, fa il tirocinio presso una farmacia senese e poi viene assunto da un’azienda farmaceutica come informatore: dà le dimissioni dopo soli quattro mesi, a fronte di compromessi non accettabili. All’età di 27 anni si trasferisce nel Salento e comincia a suonare con l’Officina ZOÈ, uno dei suoi gruppi musicali preferiti, con cui contribuisce a portare nel mondo la musica della antica e contemporanea storia salentina. Arrotonda inventandosi un sito in lingua tedesca per affitti turistici in Puglia, che porterà avanti fino al 2013 quando rileva, in società, un piccolo chiosco a Lecce all’ombra dell’obelisco, rinominato “il Barroccio”, dove si occupa della direzione artistica e dove anche i tanti musicisti e musiciste ed artisti ed artiste del Salento e di tutto il mondo contribuiscono ad arricchirne l’anima. Nel 2010 inizia e conclude in quattro anni il percorso di studi in musicoterapia. Oggi lavora in vari centri per disabili e come docente presso le scuole di arti-terapie “Artedo”.


Giorgio Doveri vive oggi in una piccola campagna alle porte del villaggio di Arnesano, nel cuore più basso della fertile e millenaria Valle della Cupa.

Sabato 17 Marzo 2018 · ore 17.30

“Da domani mi alzo presto” (Sperling & Kupfer)

l'autrice Simona Toma

dialoga con Maria Teresa Pano

«Milano era per me quell'attimo beato e irripetibile nella vita in cui si spalanca davanti a te tutta la meraviglia del mondo. E poi, all'improvviso, mi sono ritrovata depressa in pigiama e spalmata sul divano dei miei.» Michela ha fatto il grande salto. Dalla sua Piccola Città del Sud è arrivata a Milano piena di entusiasmo e aspettative. L'ha amata da subito e, quando ha trovato impiego in una famosa agenzia pubblicitaria e anche un fidanzato, ha pensato che tutto quello che voleva era esattamente lì e in quel momento.

Peccato che ora, dopo nove anni di vita nella metropoli, le tocchi fare ritorno al paesello, senza lavoro e senza fidanzato. A trentasei anni, quasi trentasette, è comprensibile che non l'abbia presa bene. E che si trascini dal letto al divano di casa dei suoi, fumando una sigaretta dietro l'altra e nutrendosi solo di Lexotan, non fa pensare che possa riprendersi in fretta dalla batosta.

Per fortuna però ci sono l'inarrestabile cugina Giulia - l'unica in famiglia con uno stipendio fisso, quello che le passa l'ex marito - e una bimbetta di dieci anni sbucata un giorno sul pianerottolo. Sguardo vispo e parlantina sciolta, ma un fardello troppo grande per la sua età, Aurora vive sola con il papà, un bell'uomo schivo e dai modi un po' formali.

Sarà lei a riscuotere Michela dal suo torpore e, con la saggezza dei dieci anni, a farle capire che la vita ti regala di continuo nuove occasioni. Basta saperle cogliere.

SimonaToma è nata a Lecce nel 1976. Lavora in regia e produzione per il cinema, la televisione e il teatro. Ha esordito con il romanzo young adult “Da questo libro presto un film”, pubblicato da Mondadori e tradotto in Germania e in uscita in Brasile. Sempre per Mondadori, ha pubblicato il romanzo “Diario semiserio di una teenager disperata”, con lo pseudonimo di Carlotta Fiore.

Per Giunti, è presente con un suo racconto nell’antologia “Buon Natale rosa shocking e Un bacio dall'altra parte del mare”. “Il signor Francone”, sempre edito da Giunti, è la sua prima prova nella scrittura per bambini. Autrice anche di libri per bambini e per ragazzi, per Sperling & Kupfer ha pubblicato il romanzo “Mi chiamano Ada”. Il suo blog è simonatoma.wordpress.com

Sabato 21 Aprile 2018 · ore 17.30

“La corsa” (Musicaos Editore)

l'autore Giuseppe Sebastiano Castelluzzo

dialoga con Luciano Pagano

Gli anni giovanili, gli studi universitari trascorsi a Siena, lʼallontanamento dai genitori, per seguire il proprio sogno di riscatto e diventare medico; la passione per la cultura enologica, che rinsalda il legame con la propria terra e il Salento; gli incontri, i personaggi straordinari e decisivi che hanno portato un ragazzo pieno di speranze a diventare un uomo; ecco gli ingredienti per un romanzo di formazione avvincente e frizzante, un insegnamento e uno sprone a inseguire sempre lʼaffetto dei cari, l’amicizia, i propri sogni.

“Alla fine del terzo bicchiere la signora, ringalluzzita come una liceale, era seduta sulle ginocchia del professore e, mentre gli sussurrava di chiamarsi Teresa, aveva azzardato: “Non sente un profumo selvaggio? Carnoso, corposo… generoso?#Questo nettare perdura in bocca intenso e imponente: è come un nudo di Rubens, voluttuoso e intrigante!”. Il professore, avrebbe voluto ribattere che sentiva sì un profumo ma di…”

Giuseppe Castelluzzo, sposato e padre di due bambine, è libero professionista con Studio Dentistico a Copertino (LE), dove si dedica all’Odontoiatria e alla Medicina Estetica. È responsabile scientifico del Centro Benessere SOLARIS, dove effettua consulenze medico-estetiche. Nel 2015 ha pubblicato “Eroici difensori di tesori sorprendenti” (Lupo Editore). Ha conseguito il diploma in sommelier ed è Degustatore Ufficiale AIS (Associazione Italiana Sommelier) È attualmente iscritto ad un Master in Odontostomatologia Forense presso l’Università degli Studi di Bari.