NARDO' - Un simbolo, una preghiera che è patrimonio dell’intera Umanità e non solo dei cattolici. Tradizionalmente attribuito al beato Jacopone da Todi, Stabat Mater si associa d’istinto al venerdì della settimana di Passione, cantato nella messa tridentina.
E’ popolare tra la gente soprattutto perché accompagna il rito della Via Crucis e le processioni del Venerdì Santo. Intere generazioni di musicisti, anche colti e raffinati, ne hanno seguito le note per interpretazioni fedeli ma anche no. Nardò ospita domani nella cattedrale (ingresso libero, dalle 20.30) l’esecuzione dello "Stabat Mater", ma come opera rock sinfonica scritta dal cantautore Franco Simone. Sul palco, insieme al maestro Simone, due artisti dalla vocalità preziosa: il tenore italo-inglese Gianluca Paganelli, reduce dai successi in Canada, Cina e Regno Unito, ed il compositore, arrangiatore e cantante Alex Zuccaro, che da oltre due decenni collabora con i maggiori produttori, discografici e artisti italiani come Gianni Morandi, Albano Carrisi, Massimo Ranieri, Franco Simone, Peppino Di Capri, Ron, Ornella Vanoni, Maurizio Fabrizio, Andrea Morricone, Antonella Ruggiero. Zuccaro è anche un apprezzato compositore di colonne sonore per il cinema, un’attività che lo porta spesso oltreoceano. I tre cantanti saranno accompagnati dal vivo dal Coro diretto da Tommaso Zuccaro.
La “sequenza”, così è identificata esattamente e tecnicamente questa preghiera, gode del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e arriva a Nardò dopo esser stato presentato in Veneto, Emilia, Toscana, Lazio, e dopo che il relativo disco ha ricevuto l'onore di trovarsi nelle mani di Papa Francesco nel corso di un incontro con lo stesso Franco Simone.
Si tratta di un’opera “perfetta in ogni sua forma”, come ha chiosato un critico esigente come Mario Luzzatto Fegiz. La scrittura delle musiche, l’impasto di voci, gli arrangiamenti sontuosi, hanno portato la critica internazionale a definire questo Stabat Mater un’opera monumentale.
Creando le sue melodie sul testo originale del XIII secolo di Jacopone da Todi, Franco Simone, autore poliedrico e amante della Lingua latina, ha avuto modo di spaziare dal mondo della musica classica, di cui è un appassionato e profondo conoscitore, fino alle soluzioni rock che caratterizzano la migliore musica di oggi. Al proposito, il cantautore racconta: “Affascinato dalla bellezza abbagliante dei vari Stabat Mater consegnati alla storia della Grande Musica, primi tra tutti quelli di Rossini e di Pergolesi, per circa una trentina d'anni - era diventata una specie di idea fissa - ripetevo ai miei amici che volevo comporre anch'io un mio Stabat Mater, senza copiare nulla, semplicemente lasciandomi guidare dalla mia passione. Il racconto del dolore della Vergine davanti al Figlio in croce per me è diventato la metafora del dolore di un'intera umanità smarrita in un'inquietudine planetaria”. E questa meravigliosa inquietudine ora è suono che seguirà questa scaletta: Stabat Mater, Benedicta, Quis est, Pro peccatis, Fons amoris, Sancta Mater, Tecum, Virgo virginum, In die, Quando corpus.