NARDO' - Chi opera e crede nella cultura non può che augurarselo e, nel contempo, non può non esprimere il proprio compiacimento perché si è prioritariamente scelta la formazione prima di ogni espressione interpretativa e, secondariamente, perché si è portato sulla scena un testo della nostra migliore produzione teatrale.
Una bella pagina di teatro
Una bella pagina di teatro si è aperta a Nardò, nel momento in cui «La Fabbrica 8» ha voluto organizzare al suo interno un corso di formazione di recitazione, affidandosi a docenti di spessore, quali Andrea Simonetti, Giorgio Consoli, Serena Tondo e Piermario Salerno.
La professionalità dei docenti, derivante da studio e da esperienze personali a livello recitativo e direttivo, e l’attenta partecipazione degli allievi, che hanno seguito le varie fasi con entusiastica umiltà e con estrema volontà di apprendere l’arte teatrale, sono stati gli ingredienti alla base di questa significativa avventura, durata cinque mesi con cadenza di due incontri settimanali.
Il frutto, anche nei particolari della dizione e della stessa postura, si è potuto ammirare la sera del 31 maggio scorso, allorché sul palcoscenico della «Fabbrica 8», è stato rappresentato l’atto unico, Visita di condoglianze, di Achille Campanile.
È stato un saggio di chiusura del corso, ma potrebbe ben essere l’inizio di ulteriori proposte di un gruppo, composito anche per le varie età e per la diversa provenienza geografica, che continui a cimentarsi e a rappresentarsi, senza, però, mai dimenticare della necessità della formazione e della guida di professionisti, come sono stati i citati docenti, in particolare Andrea Simonetti, che ha curato anche la regia della rappresentazione.
Un primo e importante passo positivo si è compiuto anche -a sentire i protagonisti- a livello di condivisione serena e leale nel percorso di studio e della stessa recitazione.
Chi opera e crede nella cultura non può che augurarselo e, nel contempo, non può non esprimere il proprio compiacimento perché si è prioritariamente scelta la formazione prima di ogni espressione interpretativa e, secondariamente, perché si è portato sulla scena un testo della nostra migliore produzione teatrale.
Si tratta di una vicenda, la cui comicità, con un linguaggio pulito puntuale, stringente e incalzante, è scaturita da equivoci, che, pur giocando su aspetti complessi come la morte e la vita, ha saputo offrire quella sana ilarità, che è propria della classica commedia italiana.
Pertanto vivo è il nostro ringraziamento ai docenti, agli interpreti e alla «Fabbrica 8» per aver promosso questa iniziativa, che contribuisce alla crescita culturale della nostra comunità, nel particolare aspetto della recitazione e del teatro, in cui con bravura si è districato il gruppo, composto da: Augusto Cavalera, Maria Rosaria De Benedittis, Maryse Luciana Franchini, Filippo Mauro, Grazia Mezzancella, Chiara Pellegrino, Rosabianca Pelli, Alessandra Però, Maria Rosaria Sequestro, Serena Sequestro, Antonella Spedicato, Giancarlo Stefanelli e Kevin Vaglio.
Mario Mennonna