NARDO' - Tornano, vividi come ai tempi in cui esercitarono le proprie arti e professioni, i “Neritini” descritti da Gino Caputo e Mario Mennonna in un libro edito da Mario Congedo.
Oggi alle 18 il prestigioso sodalizio retto da Antonio Cavallo, l’Associazione Emigranti di via Pretura Vecchia, ospita i due autori che racconteranno la genesi del libro (seguito naturale del precedente “Amarcord”) e, soprattutto, alcuni aspetti che nel libro non hanno trovato, per la natura stessa del mezzo, lo sviluppo ideale e completo.
Ad esempio come i due autori sono entrati in possesso di un prezioso filmato Rai in cui si svela la storia, buffa ma triste allo stesso tempo, di un neritino. Un raro contributo scovato nelle teche informatiche della tivù di Stato che rivela volti, costumi e semplicità di un’epoca: risale, infatti, ai primi giorni dell’anno 1970. Ma non solo questo. Caputo e Mennonna sono in grado di prendere per mano i lettori – in questo caso saranno i soci del sodalizio – e accompagnarli a conoscere neritini che, per motivi di lavoro, hanno creato la propria fortuna lontano dalla città e, per questo, sono lievemente sbiaditi alla memoria neritina.
Meritorio, dunque, aver realizzato diciotto ritratti, alcuni di personalità veramente poco note se non inedite, e con piglio storico ma anche giornalistico e documentario averne raccontato le imprese: storiche, artistiche, lavorative o sociali che siano state. Persino sportive se si va a leggere il capitolo dedicato ad un, fino ad ora poco noto, “campione del ciclismo” degli anni Venti. Persone che hanno lasciato un’impronta, insomma, e sulle cui tracce cammina ancora oggi la città contemporanea.