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ACCADDE IERI - Il ruolo del dottore Salvatore Tarantino nella vicenda dell'eccidio di Parabita

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NARDO' - Quello fu un anno molto "caldo" sotto il profilo delle insurrezioni e delle rivolte popolari. Tendiamo a pensare, rinchiusi nel provincialismo, che solo Nardò abbia attraversato questi moti. Invece l'episodio di Parabita fu altrettanto cruento. Raccontato dal settimanale la Provincia di Lecce in un articolo del 27 giugno 1920. Una nota a margine: la bellissima clinica del dottore Tarantino, all'epoca all'avanguardia nell'intera Terra d'Otranto, è stata perfettamente conservata dagli eredi ed è ancora visibile in via Roma. E' una storia, quella della clinica, di una eccellenza che andreebbe valorizzata con uno studio, un libro, una tesi di laurea. E se c'è già vi preghiamo di informarci.


"Da qualche giorno i contadini si agitavano perché i proprietari avevano stabilito di ridurre da L. 1.80 a L. 1,20 a ora la giornata di lavoro. Le autorità locali si erano interposte per comporre ogni divergenza. Ma, malauguratamente la Lega socialista dei contadini fece proclamare lo sciopero.

Mercoledì mattina squadre di leghisti scioperanti tentarono di impedire ai contadini di recarsi al lavoro. Nacquero naturalmente degli incidenti vivaci e allora dovettero intervenire i carabinieri per tutelare la libertà del lavoro; nel contempo furono chiesti rinforzi di altri militi anche perché le cose minacciavano di mettersi male.

Giunsero infatti una ventina di carabinieri ed un vicecommissario di P.S. La mattina seguente gli scioperanti avevano occupato gli sbocchi dei paese per impedire che i non scioperanti si recassero al lavoro; e, poiché gli agenti della forza pubblica si adoperavano a impedire ogni forma di violenza, furono fatti segno da circa 400 scioperanti ad una fitta sassaiola; nel largo della Coltura essi correvano il rischio di essere sopraffatti e allora fecero uso delle armi.

Anche il sindaco Domenico Ferrari, che si era interposto per sedare gli animi, fu aggredito e ferito. Fu un momento di panico e di terrore. Sul terreno rimasero morti tre individui (ma nel bilancio definitivo il numero dei decessi salirà a sei, con quattro caduti parabitani, ndr): un vecchio, un ragazzo e una donna; i feriti, circa una quindicina e raccolti, vennero immediatamente spediti con due camions alla Casa di Salute del prof. Tarantino di Nardò.

Tra i carabinieri vi sono quattro feriti giudicati guaribili, oltre il ventesimo giorno. Il sindaco, che pare sia stato ferito di coltello, da una donna, al viso ed alla spalla, lo si ritiene guaribile oltre il ventesimo giorno, ma rimarrà sfregiato in permanenza. Le sue ferite che sulla prime destavano serie apprensioni, oggi lentamente migliorano. La stessa sera e il giorno dopo, arrivarono diversi camions con una truppa e carabinieri nonché un’autoblindata, commissari di P.S. e il tenente colonnello dei RR. CC. Cav. Rolfo che assunse il servizio di Pubblica Sicurezza.

Fin da mercoledì a sera il paese è tranquillo: nella notte vennero operati diversi arresti e gli arrestati vennero, con automobili,  trasportati a Gallipoli.    Si ritiene però che molti feriti e contusi si siano nascosti in campagna per non essere arrestati. Ieri, giovedì, è arrivato il sottoprefetto di Gallipoli e col primo treno da Lecce, il sostituto procuratore del Re, avv. Beli, con personale di cancelleria per l’istruttoria dei vari processi. Pare che non sia estraneo ai deplorevoli fatti verificatisi, l’intervento di qualche elemento socialista che ha il nido nei paesi vicini.

Finchè Governo a autorità giudiziaria non agiranno energicamente, togliendo dalla circolazione tutti i facinorosi che, abusando dell’ignoranza delle masse, le trascinano ad atti inconsulti, seminando lutti e dolori, non vi sarà né calma, né quiete, ne pace. Noi ci auguriamo che con l’intervento della parte sana del paese, la calma sia duratura e che nuovi fatti deplorevoli non abbiamo a ripetersi nella nostra tranquilla e civile Parabita”.