Spettacolo-Cultura

DA NUNZIO - Poèsia. Nunzio pare bravo e promettente

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Settembre, andiamo. È tempo di votare.
Ora in viale Capruzzi il mio pastore
lascia gli stazzi e va verso il mare:
scende allo Ionio selvaggio
che vede come il pascolo prescelto.
Ha innaffiato profondamente coi fondi
baresi, che odor dell’euro donato
rimanga ne' cuori belluini a conforto,
che lungo illuda la lor fame in via.
Rinnovato ha la voce da villano.
E vanno pell’asfalto fresco al voto,
quasi come una armento scisso di buoi,
intontiti dal loro nuovo padre.
O voce belluina che grottescamente
indirizza la massa al seggio!
Ora lungo il sentiero del ritorno.
La greggia. Senza espressione è l’occhio frignante.
Il sole imbionda sì la tosta capa
che quasi dalla frasca non divaria.
Obbedienza, miseria, poveri stolti.
Ah perché non sei anche tu co’ sti coioni?