Spettacolo-Cultura

*VIDEO* - Musica, canto, memoria e cultura. Per ricordare gli anni d'oro dei Royals

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NARDO' - La presentazione del libro di Gino Caputo, “Ho incontrato i Royals”, edito da Zerouno Creative Solution, ha prodotto una serata nel relax della nostalgia attraverso la musica degli anni ’60 -’70 e la testimonianza di protagonisti del tempo o di loro familiari, sotto il sapiente coordinamento dello stesso Gino Caputo e l’attenta regia di Dino Martano, nell’ambito della sezione «Cultura popolare di Nardò», voluta dall’associazione culturale il «Punto d’incontro», presieduta da Giuseppe Galbiati.

Gli organizzatori in questo memorial hanno saputo coniugare musica, canto, memoria e cultura, nonché lo stesso ambiente, in quanto la manifestazione si è svolta nel verde del Parco Raho.

È stato suddiviso in due momenti. Il primo è stato dedicato ai complessi musicali degli anni ’60-’70 e il secondo ai «Royals», che in questi anni raggiunse notorietà tale da essere presente in Italia e all’estero, in particolare in Germania, con i musicisti Saverio Casaluce, Raffaele Schirosi, Carlo Schirosi, Franco Lezzi, Luigi Stifani, Franco Antonacci, Umberto Ronzino (anche voce), Giorgio Zullino e Pinuccio Greco (voce).

Durante il primo momento si sono esibiti il complesso «La Differenza», composto dai musicisti Marcello Rocca, Antonio Gaballo, Giuseppe Schirinzi e Walter Fracella; alla chitarra i maestri Claudio Tuma e Salvatore Casaluce; i cantanti Enzo Rocca e Pino Cordisco. Le testimonianze sono state di Marcello Libetta e Lelè Pagliula, componenti di uno degli oltre 30 complessi dell’epoca, «Der Freund», e del mago Heldin, figlio di Giuseppe Russo, musicista e manager musicale sempre di quegli anni.

Il secondo momento si è aperto con la mia presentazione del libro “Ho conosciuto i Royals”. Sono seguite le testimonianze di Carlo Schirosi, che ha parlato anche per il fratello Raffaele, impossibilitato ad essere presente; di Salvatore Casaluce a ricordo del padre Saverio; di Antonella Antonacci a nome del fratello Franco, che ha rilasciato un saluto tramite video; e di Monica Ronzino, nipote di Umberto, che ha letto un brano dell’intervista rilasciata da suo padre, Ferruccio, a ricordo del fratello musicista.

Durante lo spettacolo è stato presente Pinuccio Greco, la voce del Gruppo, che insieme a Carlo Schirosi ha accolto tutta la stima e l’ammirazione.

Non a caso sono i componenti del gruppo storico dei «Royals».

In ogni fase sullo schermo sono scorse immagini d’epoca, che hanno reso più suggestiva e coinvolgente il memorial, al pari della lettura di una pagina del libro da parte del coordinatore, Gino Caputo.

Quanto si è proiettato e gli stessi ricordi sono stati oggetto della ricerca che l’amico Gino ha compiuto con il solito grande e attento impegno, in particolare negli anni ’60-’70, che rappresentano una straordinaria stagione non solo nel mondo della musica, ma in quelli dell’economia, dello sport, dello spettacolo e dell’intera società neritina.

Trattandosi di musica, si può dire che la tournée di Gino continua nel mondo neritino con grande successo per l’ottima riuscita della sua ricerca.

È uno specialista nella ricerca del mondo cosiddetto «minore». Ha iniziato nel 2017 con un «Amarcord Nardò», ha continuato con i «Ritratti di personaggi», ha fatto tappa con i «Complessi musicali» e, con questo lavoro, ha sostato con «I Royal».

Questa volta la sua ricerca, con la collaborazione di Tommaso Vergari, è stata nella memoria dei protagonisti ancora viventi o dei familiari di chi ci ha lasciato. Ne escono quadri straordinari e affascinanti che, da una parte, nelle generazioni adulte spingono alla nostalgia e alla meraviglia di essere state contemporanee e, forse, allora incapaci di apprezzare appieno la bravura dei protagonisti e la stessa promozione del territorio sui vari palcoscenici italiani e stranieri; e, dall’altra, nelle giovanili generazioni, stupore ed emulazione.

Anche solo leggendo il libro possiamo ben immaginare di incontrare i nostri «Royals», quei giovani neritini nelle finali nazionali dell’ENAL; nella premiazione a Portoferraio (nell’isola d’ Elba); nelle esibizioni per tre anni presso il rinomato locale la «Bussola»; nei vari locali e teatri; nelle tournée in Italia e all’estero!

Ma soprattutto incontriamo schegge delle loro individualità, piene di entusiasmo, di ricerca stilistica, di sogni e di tanta meritata speranza.

Eppure in poco più di cinque anni si disperse tutto per diversi motivi, non ultimi quelli di studio e di lavoro sicuro, così come i genitori richiedevano. E forse tutto si sarebbe perso anche nella memoria con gli ultimi protagonisti e solo ricordato soggettivamente tra i familiari.

Ma ecco Gino Caputo; ecco l’associazione «Punto di incontro», che tramite le parole del presidente Galbiati e di Tommaso Vergari, anch’egli, insieme a Gino Caputo, responsabile della sezione «Storia popolare di Nardò», sono state illustrate le finalità durante il memorial. Ecco, insomma, chi ha pensato di cercare con determinazione, di elaborare un’oggettiva ricostruzione e di salvaguardare la memoria.

E l’amico Gino in tutto questo si è saputo muovere con destrezza, con saggezza investigativa, che io sia nella mia “Introduzione” al libro sia durante il mio intervento ho cercato di evidenziare.

Ha fatto sì che anche noi lettori incontrassimo «I Royals» attraverso le singole perspicaci e suggestive interviste, lasciandoci stupiti e sempre più curiosi di conoscere per continuare ad assaporare la nostalgia di un mondo antico e i palpiti di quei cuori giovanili, che la limpida ed efficace scrittura dell’Autore ci ripropone nella sua più autentica armonia e sonorità.

Anzi attraverso tutte le immagini, che costellano i testi già di per sé suggestivi, sembra di cogliere l’eco della musica dei musicisti e della voce di Giuseppe Greco e dei coristi!

Veramente una boccata di ossigeno sentimentale e culturale in questa torrida estate frastornata dal Covid-19 è anche questo libro, che viene dopo quello di Cosimo Romano e Lelè Pagliula, “Il sorriso del successo”, e dopo quello mio, “La parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in Boncore di Nardò”, mentre altri saranno presentati. Infatti, a pieno titolo, contribuisce ad effondere il soffio della «primavera neritina», che si sta vivendo attraverso pubblicazioni che riguardano la nostra terra e la nostra gente.

Mario Mennonna