Musica e parole da Omero a Theodorakis - La Giornata mondiale della lingua ellenica presso l’Università del Salento
La settima Giornata mondiale della lingua ellenica organizzata dall’Università del Salento, Dipartimento di Studi Umanistici, in collaborazione con la Comunità ellenica “San Nicola di Myra” di Brindisi e Provincia e l’Unione dei paesi della Grecìa Salentina, con il patrocinio dell’Ambasciata greca a Roma, del Ministero degli Esteri, Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e dei Greci all'Estero, del Ministero della Pubblica Istruzione Ellenica, del Consolato onorario di Grecia per Brindisi, Lecce e Taranto, si celebra mercoledì 9 febbraio con un incontro di studio sul tema Μουσικὸς ἀνήρ. Musica e parole da Omero a Theodorakis. La Grecia antica fu pervasa dalla musica. La musica permeava tutte le occasioni della vita comunitaria costituendo una delle forme di comunicazione più potenti perché capace di commuovere: accompagnava le esecuzioni pubbliche dei canti epici, la liturgia cittadina, con gli inni in onore degli dèi, che erano solitamente intonati nelle vicinanze di aree sacre o presso santuari urbani o extra-urbani, i canti di lode che celebravano gli atleti vincitori nelle competizioni sportive, le quotidiane attività di lavoro, il banchetto, per non parlare dei canti che erano il cuore degli spettacoli teatrali. Il patrimonio di opere versificate che è giunto a noi da quel passato remotissimo, e che siamo soliti chiamare “letteratura”, introducendo un’evidente distorsione prospettica ed estetica, era in realtà “canto”: un patrimonio di testi destinati all’intonazione, e spesso anche alla danza.
Il termine greco da cui discende il nome stesso “musica”, mousikè (techne), ovvero “l’arte delle Muse”, definiva, ancora nel V secolo a.C., non solo l’arte dei suoni (con le componenti di metro, ritmo e melodia), ma anche la poesia e la danza, ovvero i mezzi di trasmissione di una tradizione culturale che, fino al IV sec. a.C., fu essenzialmente orale, manifestandosi – come dicevamo – e diffondendosi per il tramite di pubbliche esecuzioni. Il compositore di canti nelle occasioni festive, il poeta che cantava nei conviti, l’autore di opere drammatiche comunicavano con efficacia persuasiva il proprio messaggio al pubblico, anche in virtù della musica, che certamente agevolava l’ascolto e la memorizzazione. La compresenza di musica e danza accanto al puro testo verbale è segno della specifica cultura musicale del popolo greco sin dai tempi più remoti, e anche l’arte figurativa testimonia questa intensa attività musicale. Non è un caso che nel V secolo a.C. l’espressione mousikòs anér connotasse tout court l’uomo di cultura, capace di comprendere il messaggio poetico in tutti i suoi aspetti. Platone, nella Repubblica, fa dire a Socrate che uno Stato, una volta che sia bene avviato, procede “crescendo come un cerchio”: infatti l’educazione fisica e “musicale”, se si mantengono sane, producono nature oneste, e a loro volta le nature oneste, attenendosi a questa educazione, crescono migliori delle precedenti. Affinché questo processo virtuoso non si guasti, i sorveglianti devono evitare di introdurre innovazioni nella musica. Bisogna guardarsi, egli riflette ricordando le parole del maestro Damone, dall’introdurre un nuovo genere di musica come dal più grave pericolo, perché non si possono modificare i generi musicali senza sconvolgere le leggi più importanti dello stato. È un’affermazione affilata, nello stile socratico, che illustra con efficacia la funzione cruciale di guida sociale e politica assegnata all’istruzione, e all’educazione nelle arti delle Muse. E, in effetti, la riflessione sull’impatto dell’educazione musicale sulla qualità di vita e sul comportamento del cittadino nella società permane ancora oggi, e anzi – pur se con lentezza – la consapevolezza del suo ruolo essenziale cresce nella sensibilità delle Istituzioni come anche nella coscienza comune. Così, nelle parole pronunciate non molto tempo fa (17 aprile 2021) dall’attuale Ministro dell’Istruzione, prof. Patrizio Bianchi, si ammette esplicitamente che “l’educazione musicale ha un ruolo fondamentale nello sviluppo, non solo della singola persona, ma anche della comunità”. Di fatto, la parola “musica”, dal greco μουσική, è presente in tutte le lingue europee (music, musique, Musik, Музыка, музика, muzika, muusika, muziek, musikk, muzyka, música, muzică), sensibile indizio delle nostre comuni e antiche radici. Ma, al di là della mousiké, soffermarsi sui molteplici aspetti culturali e politici che caratterizzarono le antiche comunità greche funge sempre da innesco potente per una riflessione sul nostro presente di cittadini europei, con lo sguardo al futuro e una tradizione forte, che nasce da lontano. Pensando a questo, troviamo estremamente opportuna e importante la recentissima dichiarazione congiunta dei ministri dell’istruzione francese, italiano, cipriota e greco (https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuola-il-ministro-bianchi-alla-prima-giornata-europea-delle-lingue-e-culture-antiche-br-abbiamo-la-grande-responsabilita-di-valorizzare-questa-eredit) volta a rafforzare la cooperazione europea per lo studio del latino e del greco antico, con l’auspicio che il latino e il greco antico diventino strumenti per avvicinare i popoli, e che latinità ed ellenismo divengano “slancio culturale per la creazione dello spazio europeo dell’istruzione”. Con questo medesimo spirito, e in questa direzione, si muove oggi la VII Giornata mondiale della lingua ellenica. La scelta della data, il 9 febbraio, deriva – nelle intenzioni di Jannis Korinthios che nel 2014 concepì l’evento celebrativo – dal desiderio di rendere omaggio al poeta ellenico Dionysios Solomos, morto a Corfù il 9 febbraio 1857. Con i suoi evocativi versi ci piace chiudere questa riflessione: “Suoni innumeri enormi, dispersi nel Creato: / a Occidente finisce ciò che a Oriente è iniziato. / Suoni da Oriente, e suoni dall’Occidente, ancora: / ogni suono una gioia, ed ogni gioia amore” (trad. di Filippomaria Pontani).
Liana Lomiento, Professore di Lingua e Letteratura greca, Università di Urbino Carlo Bo
