Spettacolo-Cultura

RECENSIONE - Le (dis)avventure del nuovo anti eroe di Livio Romano

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PDM - A pelo d’acqua, ma con acutezza e intuito. Di Giuseppe Zullino*

A cinque anni dal suo penultimo libro, Livio Romano torna nelle librerie con "A pelo d' acqua" per i tipi di "Les Flâneurs", piccolo e intraprendente editore barese. Il protagonista della storia, tal Vasilio Navarra, è una filiazione di Gregorio Parigino, che signoreggiava sulla scena di " Niente da ridere", pubblicato dal nostro con Marsilio nel 2007. Come quest'ultimo, Vasilio è un insegnante e scrittore alle prese con tutte le difficoltà che scaturiscono dal portare avanti una famiglia con due figlioli a carico, la ex moglie sbarcata dalla Puglia a Bolzano, l'attuale compagna che si ingelosisce dell'amante spregiudicata, a sua volta sposata col colonnello Karremmans, dirimpettaio della casa in cui Vasilio dimora insieme ai due ometti.

I coniugi Karremmans non sono due stinchi di santi e coinvolgeranno il nostro professore in una vicenda delittuosa di cui dovrà rispondere davanti alle indagini di un grottesco detective di provincia. Insomma: dopo ore passate al PC per cercare di iniziare il suo nuovo romanzo, le peripezie a cui lo sottopongono i figli in preda a tempeste ormonali, l'amante che lo concupisce senza tregua, spalleggiata dallo stesso anziano colonnello nonché coniuge, i tanti incontri sulla rete con ammiratrici vere o presunte, la storia vira verso il thriller e Romano riesce a cimentarsi nel genere con una maestria per niente trascurabile.

La sua lingua continua a sperimentare più possibilità espressive e gergali, specie sul versante adolescenziale, stimolato dai due figlioli che, pur con tutto il rispetto e l'affetto del caso, tacciano il genitore di ingenuità e inadeguatezza nell'interpretare la vita.

Tutto ruota intorno a Vasilio Navarra con una velocità e un turbinio imprevedibile di eventi che rischiano di travolgerlo. Ma Vasilio -che ricorda da vicino i grandi personaggi della narrativa modernista del Primo Novecento- saprà farsi valere e dimostrerà a tutti anche un'acutezza e un intuito che sembravano insospettabili per un uomo innamorato delle lettere e avido di confrontarsi col prossimo per catturarne le storie più disparate.

Al vuoto umano, etico, culturale su cui poggia l'universo contemporaneo, il nostro anti-eroe oppone le ragioni della scrittura letteraria, della musica, del teatro, del cinema d'autore in un costante bilanciamento fra Alto e Basso secondo il suggerimento di Umberto Eco.

279 pagine che scorrono lievi e che vi fanno correre a pelo d'acqua sui marosi della vita. Attenzione a non farvi travolgere, sembra suggerire ai suoi lettori Livio Romano. Non è prevista, questa volta, un'allegria di naufragi.

*: Giuseppe Zullino è dottore di ricerca in italianistica e professore di lettere. Acuto critico cinematografico, teatrale e letterario, ha pubblicato, fra l’altro, Il Salento tra donne e cinema, Giorgiani editore.