NARDO' - Tra analisi storica, tra analisi legislativo-giuridica della pubblica amministrazione, tra analisi della pubblicistica di autori significativi italiani e non, tra analisi culturale di eventi contemporanei, emerge un’interpretazione politica (non partitica) ad esclusivo servizio della persona, quale cittadino di una società, che è maturata con la Costituzione Repubblicana del 1948.
Il tutto è contenuto nel libro, “Società e Democrazia. Cronaca di terzo millennio”, edito da Pensa Editore nel 2022.
Autore è Giuseppe Mario Potenza, che, per la sua conoscenza amministrativa e la sua scientificità ermeneutica dei fenomeni giuridici, storici e civili, offre un excursus di grande valore della nostra storia contemporanea.
È uno studioso noto negli ambienti di settore, che, nel suo curriculum sia al vertice nelle pubbliche amministrazioni, sia nelle sue diverse pubblicazioni e in numerose conferenze, sia nelle varie iniziative culturali, tra cui la rivista “Terzo Millennio", intorno a cui ruotano scritti di esperti di indiscusso valore, conduce, da perspicace osservatore, un’azione di promozione e di formazione.
Il libro, di 356 pagine, dedicato al prof. avv. Ignazio Scotto e presentato dal prof. Mario Spedicato, si articola in sei capitoli: 1) Quale ordinamento democratico, quale governo; 2) Municipio oggi; 3) Sicurezza nostrana; 4) Società, politica e burocrazia; 5) Paradossi e pasticci di varia umanità; 6) Legislazione, etica e giustizia sociale.
Ogni capitolo si compone di propri saggi pertinenti all’oggetto prefisso e tutti i capitoli, pur sembrando slegati, trovano una unitarietà in alcuni aspetti, che non si possono non annotare.
Il primo aspetto riguarda il metodo scientifico condotto nell’analisi; il secondo deriva dalla serietà dello studioso, che, padrone della materia e forte del percorso intenso di conoscenza datosi, si pone in punta di piedi e senza supponenza nel proporre le proprie idee, che non ledono le eventuali idee non concordi di lettori, che, anzi, si predispongono ad una serena revisione; il terzo è da ritrovarsi nella finalità dell’opera: richiamo al senso di responsabilità civica attraverso lo studio, la formazione, la condivisione e il senso critico.
Un aspetto, non ultimo, emerge dalla linearità, dalla semplicità e dalla chiarezza del linguaggio, scevro di verbalismi e di erudizione, per cui risulta efficace e coinvolgente.
Quest’ultimo aspetto è molto importante: l’Autore non intende dissertare con gli esperti, ma intende dialogare con il cittadino, natura che appartiene anche al dotto.
E ogni cittadino, a maggior ragione se impegnato nella vita pubblica, nella vita culturale o nella vita professionale, non dovrebbe privarsi della lettura dei testi riportati in questa preziosa pubblicazione.
Ciò vale soprattutto in questo periodo storico che viviamo, in cui non vi è alcuna formazione politica, mentre prima vi erano partiti ben strutturati, che, pur di parte, non solo erano luoghi di incontri e di dibattito, ma anche di diffusione di idee nel tessuto sociale. Ed è il periodo in cui la scuola diserta l’educazione civica e in cui la struttura mentale sempre più si accontenta della supponenza, dell’improvvisazione e della fluidità superficiale delle idee.
L’Autore, non con l’aria del maestro ma con lo spirito del dialogante, invita alla conoscenza e alla riflessione, trattando non solo temi di dottrina giuridico-amministrativa (si pensi alle pagine sulla Costituzione italiana, alla gestione del municipio, ecc.), suo campo specifico, ma anche cocenti e cogenti temi di attualità politica e culturale (dal ruolo dei partiti alla presenza dei cattolici nella politica, dalla ludopatia alla famiglia naturale, ecc.), suo campo di cittadino attento e responsabile.
Questo percorso, come detto, passa anche attraverso l’analisi critica di opere Vedasi Studi giuridici in memoria di Giovanni Paolo II) e di testimonianze di autori e di politici, come Gustavo Zagrebelsky, Alexis Tocqueville, Giorgio La Pira, Vittorio Bachelet, Aldo Moro, Mario Nanni, Massimo Cacciari e Natalino Irti.
Con quale ricaduta?
Siamo in po’ al solito!
La cultura viene disertata, a volte perché si rinchiude in forma elitaria ed accademica all’interno dei detentori come un riccio altezzoso verso chi si ritiene incapace o insensibile, involvendosi in un vacuo compiacimento e autoreferenzialità; e, a volte, per indifferenza di chi dovrebbe essere assetato di conoscere, formarsi e testimoniare, non fosse altro per la scelta di poter gestire la cosa pubblica o di far parte di agenzie culturali, come la scuola e le associazioni.
E, comunque, la politica, da quella comunale a quella nazionale, dovrebbe sopperire, assumendo opere di tale spessore nel proprio patrimonio librario e promuovendo, così, la conoscenza quanto più capillare possibile.
L’Autore, il nostro dott. Giuseppe Mario Potenza, così come per altre sue iniziative ed espressioni artistiche -è anche un provetto pittore-, continua ad offrire spunti di riflessione culturale e di formazione civica: meritoria la sua opera, frutto di studio, di conoscenza e di approfondimenti dottrinali, ed encomiabile la qualità scientifica della sua proposta.
La presente pubblicazione è un ulteriore tassello per chi intende sempre più conoscere e sempre più consolidare la propria formazione di operatore politico, di agente culturale e, anco più, di essere cittadino consapevole del suo ruolo civico.
Mario Mennonna