NARDÒ - Un incontro molto ben riuscito in memoria del rettore Valli. Proponiamo, nel corpo dell'articolo, gli interventi degli ospiti. Nella foto inedita il professore Valli in compagnia del promotore del convegno, il dottor Giuseppe Mario Potenza.

Ricordo di Donato Valli, a margine di un incontro[1]
Saluto e introduzione del Dott. Giuseppe Mario Potenza
A poco più di sei anni dalla morte del Prof. Donato Valli (1931- 2017), ne ricordiamo la memoria.
Ringrazio tutti i presenti per la loro partecipazione a questo incontro, e, in particolare, quelli venuti da fuori: i figli Prof. Ludovico e Prof.ssa Lucia da Tricase, Prof.ssa Maria Antonietta Defina, vice Presidente dell’Università delle Tre Età di Galatone, Franco Stapane, tesoriere, Costanza Colopi, Cosimo Albertone, Anna Rosa Miccoli, da Galatone, Prof. Maurizio Nocera da Lecce, Prof. Giuseppe Greco da Parabita, Dott. Claudio Sergi da Galliano del Capo, Prof. Mario Spedicato da Carmiano, Prof. Salvatore Spedicato da Arnesano.
Donato Valli è stato docente di Biblioteconomia e Bibliografia, professore ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università degli studi di Lecce, ora del Salento, da lui fondata con Giuseppe Codacci Pisanelli. Ivi è stato direttore del dipartimento di Filologia linguistica, preside della facoltà di Lettere e Filosofia e poi Rettore dal 1983 al 1992, contribuendo alla crescita culturale dell’Ateneo. Allievo di Girolamo Comi, Valli ha riconosciuto per primo il merito degli esponenti autorevoli della letteratura italiana de secoli XIX e XX, in particolare, della letteratura salentina. Con Oreste Macrì è stato direttore della rivista L’Albero dal 1970 al 1986.
Uomo dal tratto benevolo, è stato sempre rispettoso degli altri e disponibile nei riguardi dei giovani. Mi ha voluto un gran bene, è venuto a Nardò il 26 maggio 2006 in occasione della manifestazione, voluta dall’Amministrazione comunale, dell’onorificenza di Grande Ufficiale conferitami dal Presidente della Repubblica, che io volli abbinare alla presentazione – con la presenza del compianto Antonio Cassiano, direttore del Museo “Sigismondo Castromediano” di Lecce, il sindaco di Nardò Antonio Vaglio, il vice sindaco Marcello Risi e Carmine Caputo, consigliere provinciale – della mia raccolta di poesie La vetrina dell’antiquario perché l’incontro non fosse incentrato sul riconoscimento ma sulla poesia. E’ venuto poi il 1° aprile 2007 per presentare l’Osservatorio giuridico e culturale “Terzo Millennio” nella sede di Via Francesco Belotto 15/A. Mi ha scritto di sua iniziativa, una critica approfondita delle mie poesie: conservo come un caro ricordo le 9 pagine dattiloscritte che lui mi diede. Vi si colgono osservazioni che danno il senso e valorizzano certi miei versi, a cui nemmeno io, autore avevo pensato, sentendomi lusingato, senza presunzione.
C’è, poi, il saluto del Prof. Ludovico Valli e della sorella Prof.ssa Lucia, che ringraziano il Dott. Potenza per l’iniziativa di ricordare il loro padre e tutti i presenti, in particolare, quanti lo hanno conosciuto in vita. Segue il testo, o parte (il testo per intero è nella rivista Terzo Millennio dicembre 2023) degli interventi.
Intervento del Dott. Claudio Sergi, vice Prefetto di Lecce.
Buonasera a tutti.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento al Dott. Potenza per l’invito fatto pervenire al Prefetto di Lecce Luca Rotondi e al sottoscritto di partecipare alla odierna e lodevole iniziativa in ricordo del Magnifico Rettore Prof. Donato Valli. Porto pertanto i saluti del Prefetto che mi onoro di rappresentare e che mi ha incaricato di portare i suoi saluti e condividere con voi il ricordo del Rettore Valli non potendolo fare direttamente perché impegnato oggi a Roma da Papa Francesco, con tutti i prefetti d’Italia.
Saluto anche la Professoressa Valli, figlia del Rettore, anche a nome, se mi è consentito, di mia sorella M. Rosaria, collega al Liceo Stampacchia di Tricase, ove del resto anche io ho preso la maturità.
Ho conosciuto più volte e personalmente il Prof. Valli, in Prefettura, in convegni ed ero sempre attratto e consapevole di trovarmi di fronte ad un’eccellenza del patrimonio culturale nazionale, lo osservavo quasi con atteggiamento sacrale e di tutto mi rimaneva impresso il suo sorriso, come un padre, sorriso alternato alla serietà di un professore, di un uomo che predicando l’importanza della cultura, applicata alla crescita umana, faceva, appunto, crescere e vivere bene innumerevoli schiere di ricercatori e studenti. Era consapevole della dilagante deriva culturale del suo tempo.
Ebbene, il Rettore Valli ha posto un argine preservando numerose menti da questo dramma, creando un clima di armoniosa convivenza, e, gestendo al meglio le risorse disponibili, ha protetto la cultura quale unica medicina, per il progresso umano delle persone.
L’ultima volta ho visto il Rettore Valli a Tricase, alcune settimane prima che ci lasciasse. Attraversava a piedi e a fatica Piazza Pisanelli a Tricase, accompagnato presumo da un suo parente. Ho omesso di avvicinarmi per motivi di privacy, ma l’ho seguito con la sguardo fino allo svoltare dell’ultimo angolo della Piazza.
Con profonda gratitudine per quanto ci ha lasciato, auguro buon proseguimento.
Grazie.
Intervento del Prof. Mario Spedicato, Università del Salento
[…] nei primi anni del terzo millennio […] a guidare la facoltà di Lettere e Filosofia vi era […] Donato Valli, chiamato a chiudere la sua carriera accademica con questo prestigioso incarico. Con lui mi sono sentito subito a casa, non un forestiero, come tanti colleghi chiamati da altre sedi, vivendo un’esperienza unica per le iniziative messe in opera nel campo della ricerca. Come primo atto mi passò il testimone della direzione della sezione leccese della Società di Storia Patria, fino allora esercitato in qualità di commissario, a cui per diversi impegni non poteva più far fronte e mi consigliò di dare visibilità all’attività espressa dall’istituzione culturale con la fondazione di una rivista. Nacque così “L’Idomeneo”, periodico annuale sino al 2012 dell’associazione di riferimento e dal 2013 semestrale on line e cartaceo del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento. Accanto alla Rivista in stretta connessione nacque la Collana di Studi “Quaderni de L’Idomeneo”” e con altri più mirati obiettivi le Collane “Cultura e Storia” e “MeditEuropa”, la prima destinata a ospitare e valorizzare ricerche attinenti al solo Salento e la seconda a dare respiro più largo al Salento in dialogo con l’Europa, riscoprendo il Mediterraneo come un mare di pace in cui diverse civiltà ed etnie si incontrano per contagiarsi reciprocamente e creare condizioni di accoglienza e reciprocità ora penosamente oscurate. A queste Collane recentemente se n’è aggiunta un’altra “Narrare il Salento” che ospita letteratura squisitamente salentina, a cui certamente Valli avrebbe dato, se vissuto più a lungo, un contributo di inestimabile valore.
Valli mi è stato molto vicino prima che la malattia manifestasse i suoi effetti devastanti. Insieme a Mario Marti ha collaborato attivamente a diverse manifestazioni culturali, convegni letterari, di una certa importanza, a seminari di studio di interesse salentino. Con lui abbiamo riscoperto poeti, come Pietro Gatti, desinando loro attenzioni e simposi culturali. Non è un caso se in poco più di vent’anni la Società di Storia Patria di Lecce può vantare quasi 300 pubblicazioni di studi monografici e miscellanei. Non si può dimenticare l’apporto scientifico che ha dato ad un’istituzione oggi capofila in Puglia e nel Mezzogiorno d’Italia di una produzione editoriale che non trova riscontro in altre istituzioni analoghe. […]
Intervento del Prof. Maurizio Nocera, scrittore
Era autunno, quando Donato Valli (Tricase, 24 febbraio 1931 - 18 ottobre 2017) se ne andò da questa terra di lacrime e di sogni. Se ne andò con un po' di tristezza nel cuore. Avrebbe desiderato un po' più di attenzione per questo nostro Salento sconsiderato da non pochi intellettuali del nord, per non dire quasi tutti, salvo Edoardo Sanguineti, Alda Merini, Vanni Scheiwiller e sua moglie Alina, altri ancora. [...]
Donato amava la poesia e amava molto i poeti della nostra terra. Sono memorabili le sue presentazioni, postfazioni, introduzioni a centinaia di libri di amici, di scrittori magari conosciuti una sola volta. Non si tirava mai indietro nonostante le esortazioni di Mario Marti a non spendersi più di tanto, a non perdere tempo a scrivere per questo o per quell'altro. Ma egli era generoso come nessuno mai. Aveva sempre un confronto con tutti perché, volendo essere approfondito in quel che andava scrivendo, faceva passare un po' più di tempo prima di consegnarti la sua pagina manoscritta. E accadeva poi che leggendo quella sua pagina, rimanevi a bocca aperta per quel che egli aveva scritto di te, di quello che tu avevi composto. E non avevi altro da dire se non "grazie, prof. Valli". […]
Si è detto che Donato Valli sia stato un «Uomo umile, di grande onestà, tenacia e generosità, rispettoso della dignità umana e delle diverse professionalità. Attento ai giovani, agli studenti e ai lavoratori, disponibile nei confronti di tutti e aperto alle innovazioni» (Domenico Lucarella, UniSalento, 2018).
Di se stesso, Donato, nel libro di Lory Pesce Buonamico, Quando ero piccolo... Ricordi d'infanzia di cinquanta protagonisti della cultura salentina (Schena editore, Fasano 2002):
«Sono nato nel 1931, la mia famiglia era povera. Mio padre era operaio alla "Sud Est" e mia madre contadina. Io ero il primo dei sette fratelli. La mamma mi ha sempre detto che amavo sfogliare le carte e che a quattro anni cominciavo a copiare i caratteri, senza conoscere il significato, di quei rari libri che circolavano per la casa. Mia madre, avendo capito la mia precocità, mi mandò da una maestra del luogo, tanto che mi affezionai a lei. Imparai a leggere e già a cinque anni mi cibavo di lettura; la maestra, ricordo, aveva tutti i libri della "Scala d'Oro" della Mondadori, che lessi, come pure le vicende di Orlando e altri argomenti letterari. Credo che questa frenetica attività di lettura abbia eccitato la mia fantasia e aperto la mia mente già dai quattro ai sette anni. Sempre a causa di questioni economiche, anche in seguito, ebbi molte difficoltà per continuare gli studi, tanto che mia madre pensò di mandarmi in seminario, ma non fui accettato perché c'era bisogno di portare con sé almeno una piccola dote. Nella mia famiglia non c'era pace, così spesso me ne andavo nei campi e verso il mare a passeggiare; lo spettacolo della natura e la lettura fanno parte di un grande periodo di esaltazione che mi ha peraltro formato donandomi il senso della resistenza e della conquista: era un fuoco che, pur non sapendo da dove provenisse, mi faceva e mi fa ritenere un uomo fortunato». […]
Intervento del Prof. Salvatore Spedicato, Direttore emerito dell’Accademia delle Belle Arti di Lecce
Durante i lunghi anni della mia direzione dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, vi era di casa come Mario Marti, con tutto ciò che comportava un’assidua frequentazione. Sua è l’illuminante introduzione alla monografia del 1982 sulla mia attività di scultore, edita dalla galleria d’arte “Dimensione 80” di Roma. Tale scritto si ritrova nel suo volume Aria di casa. Il Salento dal mito all’arte (1994), sotto il titolo “Mito e geometria in Salvatore Spedicato”.
Nel 1987 egli intervenne, con altri studiosi ed autorità politiche, all’inaugurazione della mia mostra personale in Accademia: Arte e coscienza ecologica, contro la famigerata centrale a carbone di Cerano.
Nel 1997 il chiarissimo professor Valli, su invito del Rotary – Club Lecce Sud e dell’Inner Wheel, si spese in una dotta relazione sul tema: “La poesia di oggi”, con la contestuale presentazione del mio librino Orticello ecometafisico. Versi e immagini. Buona parte di quella relazione è riportata nel mio secondo libro di poesie titolato Foglie di Ulivo (2020).
Alla scadenza burocratica del mio insegnamento accademico, Valli non poteva non accompagnarmi generosamente con la presentazione, insieme con altri studiosi, del libro pubblicato in mio onore, come usa dire, dall’Accademia. Né posso dimenticare che nel 2006, da presidente di giuria, egli volle assegnarmi il Premio Nazionale “Foglia di Tabacco”, considerandomi “il più importante scultore salentino oggi vivente”.
Ancora ricordo le conversazioni, per me istruttive, nel corso delle sedute per il ritratto che gli feci e che ora si trova nell’atrio d’ingresso dell’edificio universitario, ex Sperimentale Tabacchi, a lui intitolato.
L’ultima volta che andai a trovarlo nel “buen retiro” di Tricase, era in salute precaria. Accompagnandomi alla porta, dopo un commovente incontro, mi ripeteva: “ora che stai facendo, che lavoro stai facendo”. Vidi un lucore nei suoi occhi e sono certo che mi aveva ben riconosciuto.
Si capisce dunque che Donato resta per me una presenza viva, con la “fraterna” solidarietà nel vissuto, che ancora oggi accompagna la mia esistenza.
Donato Valli è stato (è, vorrei dire) un dono. Non solo per me, ma, fatto molto importante e del resto notorio, per l’Università salentina e per la cultura italiana, arricchite dalle sue opere, frutto di una serena intelligenza, dinamica e contemplativa insieme.
[1]Incontro, organizzato dl Dott. Giuseppe Mario Potenza l’11 dicembre 2023 nella sede dell’ Osservatorio giuridico e culturale “Terzo Millennio” in Nardò alla Via Francesco Belotto 15/A.