Il gruppo “Letture in Via Gabellone” incontra l’autore. Nardò, masseria Torre Nova, martedì 5 agosto alle 19.
Fact Checking: la Storia alla prova dei fatti – Laterza 2024
“Questa terra è nostra da sempre”. Israele e Palestina, di Arturo Marzano, è dedicato a Alon Confino, storico israeliano, e a Osama Hamdan, architetto palestinese, entrambi scomparsi nel 2024: “due pezzi della mia vita in Israele e Palestina”, afferma l’autore. Due persone che non si conoscevano, non si erano mai incontrate, ma che “avrebbero saputo collaborare” per creare un futuro migliore.
Una dedica non casuale che va oltre il dispiacere per la perdita di due amici e diventa simbolo di una realtà, che pure esiste, in contrasto con la rigida contrapposizione tra palestinesi e israeliani. Se, da un lato, c’è una storia del conflitto israelo-palestinese, che racconta di scontri, guerre, violenza, dolore, ce n’è anche un’altra che parla di scambi, sostegno reciproco, di gruppi congiunti che lottano insieme per la giustizia e la pace. Un percorso sviluppato in particolare nell’ultimo capitolo: “Un odio atavico”. L’odio atavico è il luogo comune da sfatare, in un libro che, in sintonia con i caratteri della collana Fact Checking della Laterza, mira a smontare convinzioni radicate nel tempo, sottoposte dall’autore a verifica attraverso il rigore dell’analisi storica.
Il punto di partenza è la visione ottocentesca che in Europa e negli Stati Uniti si ha della Palestina come “terra vuota e desolata”, una “terra senza popolo” da destinare a un popolo, quello degli Ebrei, senza terra. Una visione “orientalistica”, una costruzione tutta occidentale dell’Oriente, come ha mostrato Edward Said, il grande critico letterario di origine palestinese. Si crea così, in Occcidente, di pari passo con l’avanzare dell’antisemitismo, e, contemporaneamente, nel clima dei nazionalismi, il sionismo. Un movimento, quest’ultimo, di cui Marzano si è a lungo occupato, evidenziandone il carattere plurale, di cui nel libro ripercorre le tappe principali. Marzano esamina le narrazioni del processo storico che dalla prima immigrazione ebraica nella Palestina ottomana, passando poi al periodo del mandato britannico, arriva alla nascita dello Stato di Israele e ai conflitti che ne sono seguiti con i Paesi arabi e con la popolazione palestinese. Grande rilievo viene dato al prezzo che quest’ultima ha dovuto pagare, e tuttora paga, a partire da quella che gli stessi palestinesi hanno definito nakba, catastrofe.
Tante le questioni affrontate che aiutano il lettore a recuperare la profondità dello sguardo dello storico rispetto alle semplificazioni dilaganti, a partire da convinzioni da verificare espresse nei titoli dei singoli capitoli. Tra queste: “Israele, la sola democrazia del Medio Oriente”, “Hamas, Isis 2.0”, “L’antisionismo è il nuovo antisemitismo”. Ma già il titolo del volume pone al centro la pretesa di chi rivendica una terra, Eretz Israel, basandosi su suggestioni bibliche, senza tener conto che c’è un’altra popolazione, quella palestinese, che pure la abita sin dall’antichità.
Pubblicato a distanza di quasi un anno dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, l’autore si rivolge a un pubblico più vasto di quello accademico. Il suo vuole essere un contributo a sgomberare il campo da visioni che offuscono la verità storica e alimentano pregiudizi . Un’analisi oggettiva e rigorosa che si accompagna in modo esplicito alle preoccupazioni per la sorte delle persone direttamente coinvolte nelle tragiche vicende mediorientali, molte delle quali l’autore ha avuto modo di conoscere direttamente. Arturo Marzano, infatti, ha vissuto a lungo in Israele, dove è stato “turista, pellegrino, studente, cooperante, consulente per il ministero degli Esteri, osservatore elettorale per conto dell’Unione Europea”; in Israele ha “letto, pensato, vissuto, sofferto, gioito per anni, cercando con tutte le sue forze di “sapere, comprendere, sentire”. .
L’esigenza di orientarci su una questione tanto complessa e, al tempo stesso, drammatica,con il suo peso intollerabile di vittime, ci ha indotti a intraprendere la lettura collettiva del libro di Arturo Marzano, insieme ad altri libri che affrontano il tema (abbiamo letto, ad esempio, Il gelso di Gerusalemme, di Paola Caridi, edito da Feltrinelli) .
Da parte nostra si è trattato, con una prassi ormai consolidata, di interrogarci, andare a fondo e cercare di comprendere vicende che solo in apparenza sono lontane da noi, sfuggendo in questo modo alle semplificazioni riduttive dell’informazione di massa. Il confronto all’interno del gruppo ha consentito di mettere insieme diverse sensibilità e orizzonti interpretativi.
Un’esperienza di gruppo, la nostra, giunta ormai al terzo anno.
Abbiamo iniziato nel 2022 con “Stampa e società nel Salento fascista”(Milella 2022), di Ettore Bambi: un libro che ci ha fatto rivisitare gli anni del fascismo, a partire dalle sue origini, con la lente dei giornali locali dell’epoca. E’ stata un’occasione per accostarci a nuovi studi pubblicati in occasione del centenario della marcia su Roma, consentendoci di vedere gli eventi nazionali riflessi nella periferia salentina.
Nel 2023 abbiamo scelto di leggere “Rivoluzioni e popolo nell’immaginario letterario italiano ed europeo”(Quodlibet 2023), di Stefano Brugnolo, che purtroppo è venuto a mancare poco più di due mesi fa. Un saggio, il suo, che ci ha condotti in un viaggio nella letteratura, dal Cinquecento al Novecento, con una rivisitazione di classici alla luce delle analisi pregnanti dell’autore, convinto che la letteratura non è per pochi: un “barlume di festa” a cui tutti dovrebbero poter partecipare.
L’incontro con gli autori dopo la lettura collettiva ha rappresentato l’epilogo di un dialogo a più voci iniziato attraverso la lettura stessa. Un’esperienza che ripetiamo anche quest’anno grazie alla generosità di Arturo Marzano che ha accolto il nostro invito ad incontrarci per parlare insieme del suo libro, già oggetto di discussione durante le nostre riunioni. Tante le domande che vogliamo rivolgergli, quelle di fronte a cui il testo scritto rimane muto. Ma sarà di sicuro anche un incontro umano che darà spazio al dialogo vivente tra persone e che potrà essere allargato a chi vorrà partecipare.
Intanto seguiamo con apprensione le notizie che arrivano da Gaza. Purtroppo ci tocca constatare che gli eventi incalzano in modo vertiginoso offuscando ogni spiraglio di pace e invalidando ogni previsione anche pessimistica. Il numero delle vittime, tra cui moltissimi bambini, come si sa, cresce di giorno in giorno, mentre si lotta contro fame, denutrizione, mancanza di cure mediche adeguate
Un’ultima nota. Da quest’anno ci siamo dati un nome: Letture in via Gabellone. In via Gabellone, a Nardò, nella sede dello SPI CGIL, che ci ospita, ci riuniamo. I nostri incontri sono sempre aperti al pubblico, a chiunque voglia partecipare.
Ringraziamo lo SPI CGIL per il suo sostegno e il Comune di Nardò per aver messo a nostra disposizione la Masseria Torrenova.
Grazie soprattutto ad Arturo Marzano per il prezioso contributo che ci ha offerto con il suo libro.
Arturo Marzano, professore associato di Storia e Istituzioni dell’Asia all’Università di Pisa, si occupa da più di trent’anni di sionismo, dello Stato di Israele, del conflitto israelo-palestinese e dei rapporti fra Europa e Medio Oriente. Di recente ha curato insieme a Marcella Simoni il volume collettaneo “Il labirinto di Gaza.. Storie, politiche, rappresentazioni”, Edizioni Scholé 2024.
Genoveffa Giuri
Letture in Via Gabellone