Spettacolo-Cultura

LUI, LEI - Posizioni scomode

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PDM - Un racconto. Per non rinfrescare queste calde giornate d'agosto.

Pomeriggio soleggiato. Un giorno qualunque. Una storia come tante.

Lui. Lei.

Non importa chi siano. I nostri vicini di casa, colleghi di lavoro o semplici sconosciuti. Oppure Lui e Lei sono inesistenti e questa è una storia inventata.
Oppure parzialmente vera e un tantino amplificata.

Lei era annoiata. Dalla finestra del salotto guardava il giardino in cerca di una salvezza a tanto tedio. Ma non era solo tedio. C’era di più. C’era la malinconia tagliente tipica di chi, dopo un lungo tempo, incontra una persona per poi capire che, alla fine, per quella persona era una “suppellettile”, un mero oggetto da spostare a proprio piacimento.

Pensieri, tanti… Si alzava dal divano, apriva il frigo, lo richiudeva cercando inutilmente qualcosa che non avrebbe potuto colmare certi vuoti. Continuava a guardare fuori. Giornata abbastanza calda per essere a ridosso dell’Immacolata. Non c’era molto da fare. I suoi sguardi incrociavano, ora, quelli di un cane speranzoso di essere portato a spasso per viali ameni, ora, quelli di un gatto infastidito da tali movimenti scomposti. Alla fine, senza nemmeno accorgersene, era in macchina decisa a prendere un caffè. Solito bar. Solita vista mare. Ma c’è un ma. Un avvenimento assurdo, eccezionale, impensabile era in agguato pronto a cambiarle la vita per sempre. Si dice che niente dura per sempre. Invece…

Aveva parcheggiato la macchina distante decisa a fare due passi a piedi. Il movimento serve per riordinare pensieri, per trovare un equilibrio difficile, impossibile. Per alcune persone l’equilibrio è sempre in bilico: basta poco per ritrovarsi a terra con qualche parte del corpo dolorante.

Il bar era insolitamente silenzioso. C’era solo un unico tavolo occupato: una macchia di colore tra il blu del cielo e del mare. Ed è qui che accade. Accade cosa, vi chiederete? Accade che Cupido decide di scoccare potente, efferata, inesorabile, la sua freccia. Una o due in tempi diversi? Chi lo sa! Che trasmettevano per radio? Lei lo ricorda chiaramente, come appena accaduto: Satanist dei Boygenius.

Lei, quindi, vede lui e capisce che tante pagine della letteratura non erano finzione ad uso di lettori sognanti. Niente affatto. Per una strana legge del contrappasso era lei che sognava, ora.

Cosa fa? Si siede, tra tanti tavolini desolati, accanto al suo. Lui era intento a gustare un aperitivo. Non vi ho detto che lei, di nascosto, era stata oltre cinque minuti ad osservarlo incantata dal contrasto scaturito tra carnagione bianca e capelli neri. Una bellezza eterea, la sua. Raffinata, decisamente malinconica come pochi possono sentire. Già, perché non lo vedeva: lei lo sentiva.

“Che bella giornata, vero?" ma dove aveva trovato tanta audacia?

Lui la guarda. Smette di mangiare e la trafigge: occhi indagatori. Profondi. Cerca di andare oltre le apparenze. Si chiede se ci stesse provando. Ma lei è piuttosto naturale, abile a dissimulare. Ora, sicuramente siete curiosi di sapere cosa accade.

Tutto finisce lì, in quel momento, in quella giornata di dicembre. Lui termina il suo aperitivo e va via. Puntino colorato sospeso tra il blu.

Lui, curioso le offre un pasticciotto e…

La guarda. Lei non molla, decide di fargli andare tutto il cibo di traverso colpita da una insana voglia dispettosa di rinviare quel suo momento di serenità. Pensa a quali argomenti tirare in ballo per allungare la conversazione. Inizia a parlare del tempo e lui, zitto, ascolta il suo soliloquio guardandola sempre più a fondo. Ad un certo punto interviene. Data di nascita, segno zodiacale, musica preferita… intanto il tempo passa, l’orizzonte inizia a tingersi di rosa sempre più vivido. Le prime luci della sera si accendono. Lei si sente leggera ma sa che non può farlo andare via e non rivederlo più… la freccia nel suo cuore continua a bruciare e fa male. Si scopre un’amicizia in comune, amicizia molto stretta per lei. Ecco, c’è il pretesto per chiedere il suo numero di telefono giusto in tempo: è ora di lasciarsi. Ma sarà un arrivederci o un addio?

Siete curiosi di saperlo?

Un numero di telefono da guardare. Una foto profilo anonima. Un nome, un cognome e una foto profilo anonima: dove ci porteranno?

Nel dubbio più atroce del cosa fare interviene un suo amico. Al pari del dottor S tanto caro a Zeno Cosini è soggetto al vincolo professionale ascolta e, alla fine, le dice in maniera piuttosto innocente “che hai da perdere? Contattalo, al massimo ti dirà di no”.

La sera, sul famoso divano, guardando sempre fuori, scrive un messaggio dai toni neutri e un tantino scherzosi. Dopo una settimana erano di nuovo lì, stesso bar, stessa ora. Questa volta con una consapevolezza diversa, uno di fronte all’altro. Lei e lui in cerca del primo contatto. Non solo. Era il momento delle verità, delle posizioni scomode da palesare, da condividere ed eventualmente da accettare. Già, accettare…

Una notte insonne, un messaggio degno di essere raccontato giunto alle 2 del mattino.

Mi chiedi cosa avresti/avremmo provato se ci fossimo avvicinati di più… beh risposte non ce ne possono essere. Solo immaginazione, respiro, sospiro… turbamento.

E tutto questo è stato vissuto pienamente. E non solo questo. Perché le posizioni scomode impongono anche silenzi, momenti di sconforto, di delusione, rabbia… tanta. Quando si ama non sempre si riesce a gestire il peso di tante emozioni forti e finisce spesso che l’eden si possa trasformare in inferno.

Romantic Homicid… lei pensa a quei versi In the back of my mind, you died/and I didn’t even cry

Ma ora siamo giunti quasi alla fine di questa storia dopo anni, mesi e giorni di notti insonni. Perché proprio ora? Non è casuale. La luna piena del 9 agosto, grande e luminosa, ci dice che è tempo di agire, di lasciare andare, di rinascere. Ci mostra il giusto sentiero dal quale ci siamo allontanati. Ci suggerisce un futuro possibile, ci scuote nel desiderio di rinnovamento dando la forza di rompere catene invisibili e dolorose, ci dice che è tempo di alzarsi, di azzerare ciò che è stato, una volta per tutte. Più forti, più consapevoli del proprio valore. Meno propensi ad accettare compromessi o posizioni scomode. Si dice che la luna piena in acquario (ma quanto è bello questo segno?) ci mostra il cammino, lo illumina: sta a noi proseguire senza perderci …luna e sciame di stelle cadenti: non lacrime ma sorrisi da condividere.

Questa, caro lettore, è una storia come tante. Come ho detto all’inizio può essere vera, parzialmente vera o del tutto immaginaria così come può contenere, anche, piani reali sovrapposti perché, non dimentichiamo, che tutto ha inizio dalle disattenzioni di uomo e da una suppellettile che chiedeva vendetta.

Una storia composta da momenti bellissimi, altri meno, sicuramente tutti vissuti pienamente. Una storia anche decisamente affollata, ahimè… a Cupido, prima o poi, chiederemo un manualetto per sopravvivere, per salvarci dallo scompiglio e delirio provocati dalle sue frecce e chissà che non saremo tutti più leggeri nel vivere il giorno.

Caro lettore, in queste notti magiche, libere e stellate guarda in cielo pronto ad esprimere non un desiderio ma il desiderio e chissà che non si avveri.

Lui e lei?

Sicuramente continueranno ad essere legati con una consapevolezza nuova: le posizioni scomode nella vita, meglio viverle in altro modo!!!

(Luana Zacchino)