Spettacolo-Cultura

Nardò, storia e territorio al centro dell’ultimo appuntamento del Gruppo Speleologico

Stampa

NARDO' - Un percorso tra conoscenza, ricerca e valorizzazione del territorio che ha coinvolto studiosi, appassionati e cittadini. Si avvia alla conclusione il ciclo di incontri estivi 2026 promosso dal Gruppo Speleologico Neretino, con il patrocinio della Città di Nardò e dell’Assessorato alla Cultura, che ha acceso i riflettori sul patrimonio storico, archeologico e naturale locale.

Il viaggio è iniziato il 5 luglio con “Sotto i nostri piedi”, appuntamento dedicato alla tutela e alla fruizione delle aree archeologiche e speleologiche del territorio neretino. Tra gli interventi, quelli della dott.ssa Serena Strafella (SABAP Br-Le-Ta), della prof.ssa Giovanna Cera (Università del Salento) e del dott. Antonio Saponara, che hanno offerto uno sguardo scientifico sulle criticità e sulle prospettive di valorizzazione.

Il secondo incontro, “La baia del tempo”, si è svolto il 15 luglio e ha accompagnato il pubblico in un viaggio nella preistoria del territorio, grazie ai contributi della prof.ssa Adriana Moroni (Università di Siena) e del prof. Stefano Benazzi (Università di Bologna). Gli interventi hanno ricostruito il paesaggio antico e le strategie di vita delle prime comunità umane, tra Neanderthal e Homo sapiens.

Il ciclo si concluderà domenica 9 agosto, alle ore 19, nell’atrio del Castello Acquaviva, con “Pucze, puteos e trozze”, incontro dedicato al patrimonio idrico e alle opere rurali minori: elementi identitari spesso poco conosciuti, ma fondamentali per la storia del territorio.

A introdurre l’incontro sarà l’ing. Anastasia Rocca. Seguiranno gli interventi della geologa Francesca Lagna, che parlerà della risorsa idrica sotterranea; di Antonio D’Elia, che approfondirà l’architettura dei pozzi freatici del XVII secolo; e di Francesco Orlando, che si concentrerà sul rapporto tra uomo e acqua, tra sacro e quotidiano.

Un’occasione per riscoprire una storia “invisibile”, fatta di ingegno, adattamento e memoria, custodita sotto e sopra il suolo salentino.

L’ingresso è libero.

pucze