Spettacolo-Cultura

Dal sonno della ragione emerse anche il valore della fratellanza. Scrive il sindaco

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NARDO' - Intervento del sindaco di Nardò Marcello Risi per la celebrazione de “La giornata della Memoria” - 27 gennaio 2012.

 

Il 27 gennaio 1945: una data che viene ricordata perché rappresenta il sonno della ragione e spinge le persone a chiedersi come possa essere potuto accadere. Ma da quegli anni non emersero soltanto mostri. Di quegli anni sono anche gli slanci di tante comunità come quella di Santa Maria al Bagno che conobbe il gesto dell’accoglienza ed i sentimenti della solidarietà, della donazione e della fratellanza.

“ Il 27 gennaio 1945 rappresenta una data-simbolo per la coscienza europea: in quel giorno infatti vennero abbattuti i cancelli del lager di Auschwitz, l'inferno nel cuore della Polonia.
A quel giorno e a tutto ciò che rappresenta è dedicata la "Giornata della Memoria": istituita affinché il ricordo del Male e della Follia che portarono allo sterminio di milioni di ebrei non possa essere cancellato dalle coscienze e, una volta dimenticato, tornare in nuove forme.

Una data che viene ricordata contemporaneamente in molti Paesi europei, e che è divenuta, in questi anni, importante e molto sentita dalla popolazione e dalle istituzioni. Perchè il tentativo di annientamento degli ebrei d’Europa perpetrato dal nazismo e dai suoi alleati, nel segno di una ideologia criminale che si abbattè anche contro altre categorie, teorizzando la supremazia di uomini su altri uomini e portando l’Europa e il mondo a una immane catastrofe, è una parte della nostra storia collettiva che scuote le coscienze, spingendo le persone a chiedersi come possa essere potuto accadere.

Per questo, il monito che la Shoah rappresenta è valido per tutta l’umanità, e da esso nasce
l’imperativo: dobbiamo conoscere quel che è stato, perché non dobbiamo permettere che accada di nuovo. E’ necessario ritrovarsi ogni anno, non solo per ricordare, ma anche per testimoniare ciò che è accaduto, per portare le prove dell'orrore. Perché la testimonianza è una prova portata da chi è a conoscenza di un fatto. Quella testimonianza che con il passare del tempo rischia di perdersi, od almeno di sbiadirsi, venendo meno i protagonisti, i sopravvissuti dei lager, degli stermini.
Il nostro compito, allora, è quello di fare in modo che sia possibile continuare a testimoniare, a fornire le prove di quanto è accaduto perché ciò non accada mai più, perché la Storia ci insegni a fare in modo che non possa più accadere.

Ma da quegli anni segnati dal sonno della ragione, non emersero soltanto mostri, bensì anche eroi degni di essere ricordati. Di quegli anni sono anche gli slanci di tante comunità come quella di Santa Maria al bagno che conobbe il gesto dell’accoglienza ed i sentimenti della solidarietà, della donazione , della fratellanza. Ecco la giornata della Memoria che celebriamo a Nardò è anche la valorizzazione e la testimonianza di una Comunità che non poteva tollerare di chiudere gli occhi di fronte a ciò che stava avvenendo.

Marcello Risi