Spettacolo-Cultura

Nardò città della solidarietà (invito a praticare il volontariato): siamo tutti dei potenziali volontari, l'importante è rendersene conto

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NARDÒ - Cosa accadrebbe se provassimo a guardare Nardò da un punto di vista opposto al senso comune? Scopriremmo di vivere in una città ricca di bella gente e piena di opportunità! È solo un'ipotesi di studio o un quadro realistico?

Sposo la seconda ipotesi: Nardò è una città positiva con potenzialità illimitate! Non ho alcun dubbio. È questa consapevolezza che mi fa vivere la città con un sorriso sinceramente sereno, ogni giorno della mia vita. Con felicità! Perché tutto quello che voglio fare, in questa città io posso farlo. Nardò offre ai suoi abitanti sconfinate praterie di creatività, inesplorati spazi di autentica cultura e luoghi di una bellezza senza paragoni.

In tanti, però, si lamentano. Spesso l'ho fatto anch'io, lo ammetto. Spesso sono stato vittima anch'io di sport largamente praticati in città, come la maldicenza o l'invidia. Sono limiti che, con un minimo di esercizio e di onestà intellettuale, si possono superare.

E allora, che senso ha continuare a vivere Nardò con addosso il tanfo perenne della lamentela? Ovvio che la nostra città non è avulsa dal contesto mondiale. Anzi! Siamo perfettamente incastonati in questa cultura globale dominante, totalmente impregnata di economicismo. Persino nel sociale coltiviamo le nostre amicizie solo se abbiamo qualcosa da guadagnare. Questo non accade solo alle nostre latitudini; questo è il pensiero unico che tanti nobili intellettuali stanno combattendo, da Latouche a Rifkin, da Vandana Shiva a Putnam e Berthoud.

Ebbene, armandosi di consapevolezza culturale (vedasi autori appena citati) e di forza spirituale (ognuno scelga la propria via), vivere Nardò diventa una tra le esperienze più stimolanti che si possano fare nel nostro pianeta. Perché noi siamo il cambiamento che vogliamo! E Nardò è il luogo adatto per sperimentare una nuova umanità. Così fecondo, così aperto, così irresistibilmente incontaminato dalla post-modernità. E' il luogo adatto. Nessun dubbio!
Il primo passo da fare è agire! Pensare, immaginare e, subito, dopo, realizzare. Si parta dal piccolo, dalla base, da ciò che ci circonda. Si pongano obiettivi quotidiani; è affascinante il modo in cui la disciplina del futuro si realizza davanti ai nostri occhi. Vogliamo una città che si basi sulla solidarietà? Iniziamo noi. Se ciascuno di noi mette a disposizione degli altri un pomeriggio della propria preziosissima vita, l'effetto che si avrà sarà positivamente deflagrante. Mi sono aggiunto ai tanti volontari che già operano in questa città. Dopo di me tanti altri si stanno aggiungendo. Cosa ci aspettiamo? Nulla. Anzi! Pensate che la Caritas ha istituito un corso per volontari (tenuto da Albina Tramacere) in cui si “impara” l'arte di donare il proprio tempo. Non va fatto per narcisismo né per tacitare la propria coscienza.

Ecco l'altra cultura, l'altra Nardò. Ci vuole tempo per veder nascere i frutti dai semi che stiamo piantando. Ci vuole pazienza; dobbiamo imparare a respirare (non è una metafora: tanta gente non sa farlo nel modo ottimale), dobbiamo tornare a vivere, dobbiamo restituire priorità ai valori. Ma, per fare questo, dobbiamo ritrovarli e rispolverarli. Mi si potrà obiettare che tutti siamo in condizione di elencare le virtù. Obietterò io, a quel punto, che non proprio tutti siamo capaci di vivere sinceramente la nostra esistenza. Con un minimo di esercizio e di onestà intellettuale, si può costruire la città che vogliamo.

Nuova sede ANT
Il sindaco Marcello Risi, l'assessore Carlo Falangone, Alfredo Ronzino e gli altri volontari all'inaugurazione della sede ANT di Nardò