NARDO' - Il “mistero” della musica del maestro Gigi Stifani, uno dei padri salentini della pizzica tarantata, prende la scena del teatro comunale di Nardò che ospita una sorta di no-stop dedicata al barbiere terapeuta.
Il dibattito, in particolare, coinvolgerà una serie di relatori di chiara fama, accademici e ricercatori.
Stifani, che ha attraversato il Novecento quale grande ed originale interprete della musica popolare “applicata” alla cura delle pizzicate, appare come figura centrale, pilastro nella complessa cosmogonia del mito della Taranta.
La serata si conclude con un concerto e la presentazione del calendario 2014 ma non mancheranno momenti di arte varia con la presenza di un mago.
LA LOCANDINA COL PROGRAMMA COMPLETO:
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La giornata incomincia alle 17.30 con un convegno di studi e momenti musicali. “La musicoterapia e il maestro Stifani” introduce il tema della biografia di Stifani, tratta dal volume “Io al Santo ci credo”.
Ma il top della serata è sicuramente la discussione intorno alla figura del maestro, scomparso nel giorno dei santi Pietro e Paolo del 2000, che coinvolgerà cinque docenti di chiara fama: il neurochirurgo e musicologo Antonio Montinaro, il filosofo ed etnomusicologo Pierpaolo De Giorgi, Accursio Gennaro, docente nel dipartimento di Psicologia clinica dell’Università La Sapienza di Roma, Leonardo La Puma dell’Università del Salento, l’etnomusicologo Salvatore Villani.
Il prologo di quel che accadrà è già scritto in analoghi incontri avvenuti già in passato: la visione scientifica e “laica” di alcuni andrà ad incontrarsi con quella del moderatore dei lavori, l’avvocato ecclesiasticista Luigi Galeani, che propugna la tesi, affascinante e suggestiva, del maestro Stifani inserito in un contesto di sacralità e di progetto divino volto alla cura ed al sollievo delle sofferenze del prossimo. Ed è questa la grande sfida del convegno che prepara l’imminente centenario della nascita del barbiere-violinista, ormai prossimo.
Secondo il De Giorgi, il musicista è stato sontuso interprete di una tradizione musicale millenaria, perfettamente inserito nel solco della stessa ma anche sensibile innovatore. Un vero catalizzatore dell’armonia, per l’etnomusicologo, in grado di “mediare” la forza persuasiva della musica per ricostruire le personalità frammentate delle “tarantate”.
Una sorta di metronomo dell’incoscio, insomma, capace di misurare il tempo e la scansione ritmica dell’interiorità degli altri. La serata si conclude alle 21,30 con un concerto e la presentazione del calendario 2014.