PORTO CESAREO - Presso la sede del Museo di Biologia Marina di Porto Cesareo, questo pomeriggio alle 17, le responsabili nazionali del progetto Operazione Squalo Elefante, Eleonora De Sabata e Simona Clò, racconteranno di questo gigante del nostro mare ed ascolteranno le personali esperienze degli avvistamenti nello Ionio. Dopo un primo avvistamento a fine gennaio a Porto Cesareo, lo scorso week-end altri due esemplari sono stati osservati nuotare placidamente in superficie tra Gallipoli e Manduria. Durante l’incontro saranno esposte le foto del grande squalo scattate da Fausto Laneve. Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.
Lo squalo elefante, o cetorino, è uno dei più grandi animali marini italiani, secondo per dimensioni solo alla balenottera. Instancabile nuotatore, è capace di attraversare interi oceani per raggiungere le correnti ricche del plancton di cui si nutre. Nonostante la sua mole e l’abitudine di nuotare in superficie, lo squalo elefante è un animale misterioso. Scarsissime le informazioni sul Mediterraneo. Nel 2005 MedSharks ha dato vita all’Operazione Squalo Elefante (OSE), la prima ricerca “sul campo” in Mediterraneo su questo misterioso animale.

DA WIKIPEDIA. Lo squalo elefante (Cetorhinus maximus Gunnerus, 1765), detto anche cetorino, è una specie di pesce unico rappresentante della famiglia delle Cetorhinidae, è il secondo pesce esistente più grande al mondo, dopo lo squalo balena. La sua lunghezza, normalmente dell'ordine dei 9 metri per i maschi e 8-9 metri per le femmine, può talora raggiungere i 12 metri, mentre il peso può arrivare sino alle 10 tonnellate.
Contrariamente al suo aspetto, lo squalo non è un predatore e non è aggressivo, dato che il suo cibo preferito è costituito da plancton marino. Per nutrirsi si serve di numerosissimi filamenti chiamati branchicteni situati sugli archi branchiali: lunghi una decina di centimetri, la loro funzione è quella di filtrare l'acqua marina per fermare il plancton. I denti, seppur molto numerosi e disposti in cinque file parallele, sono corti e relativamente deboli e per di più affondano quasi completamente nella mucosa orale.