Spettacolo-Cultura

Il professore Mario Mennona ci consegna le sue riflessioni su una Nardò tutta da vivere

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NARDO' - Ho voluto trascurare alquanto le mie «sudate carte» per prestare maggiore attenzione alla vita sociale di Nardò nell'arco di una settimana.
Devo dire che da domenica 11 maggio a domenica 18 maggio ho trascorso una settimana veramente particolare, in cui la società civile neritina ha dimostrato la sua bella capacità e qualificata vitalità, proponendo un'immagine di una città che sa essere positiva e promozionale di se stessa, con un linguaggio di parole e di immagini non chiassoso né violento, né celebrativo né campanilistico, bensì intriso di sensibilità e di equilibrio.
Se la società civile ha espresso punte di eccellenza, bisogna riconoscere che le due più importanti istituzioni, l'Amministrazione Comunale, da una parte, e la Chiesa, dall'altra, con la loro attenzione e partecipazione hanno garantito prestigio ed efficacia: quando i due «palazzi», il Municipio e l'Episcopio, si aprono alla città, non possono che favorire la crescita spirituale e culturale della comunità. Che, poi, non è altro che una parte del bene comune, su cui convergere.

 Ebbene, cominciamo da domenica, 11 maggio, quando la città è stata invasa dai Bersaglieri, provenienti da varie sezioni di più Comuni, che sin dal sabato precedente avevano «marciato» su Nardò e, tra l'altro, conquistato piazza Salandra.
Il Raduno interregionale del Sud Italia, ben organizzato dalla sezione di Nardò, dedicata al concittadino bersagliere, Salvatore Giuri, medaglia d'argento della Grande Guerra, ha fatto riscoprire il senso della Patria, per la quale tanti giovani hanno dato la loro vita e, per missioni di pace, continuano a portarne alto il nome. La sfilata con il suono della Fanfara ha risvegliato tanti sentimenti e, in non pochi, struggenti nostalgie di giovinezza, mentre attraversava le strade della città, ai cui margini, oltre ai numerosi neritini, sostavano i turisti, soprattutto familiari dei Bersaglieri, che applaudivano, portando nel cuore gratitudine a Nardò per la sua accoglienza.
Chissà se questi, dopo essere stati affascinati dalle bellezze artistiche e ambientali, hanno potuto, il sabato precedente, ammirare l'ultimo balletto sul piazzale del Palazzo di Città! Dimenticando tutto il resto, avrebbero compreso che Nardò con simile esibizione è una città d'arte, che sa produrre raffinato e professionale spettacolo anche nella danza.

Nella mattinata di domenica, le vie esterne, fin in via XXV Luglio, venivano attraversate con gioiosa marcia dai Bersaglieri, mentre nel centro storico piazza Salandra, sin dall'alba, veniva conquistata dall'«Infiorata», un'ulteriore positiva immagine di Nardò, che si cimentava con vari gruppi, dando inizio ad una proposta che potrebbe collocarla tra le altre città italiane, ormai in tale settore già note a livello europeo. E questo grazie alla «Cittadella dei Ragazzi», il cui presidente, don Enzo Greco, dopo aver introdotto l'Infiorata anni fa a Santa Caterina per la Settimana Santa, si è fatto promotore per il centro storico, dedicandola alla Madonna, la «Mamma delle mamme», e alle mamme terrene.
Un tocco profumato e variopinto di bellezza per una Nardò, città con tanti effetti!

E ancora domenica, 11 maggio, il «Festival del XVIII secolo», nato nel 2007 ad opera del maestro concittadino Francesco Libetta, noto nel mondo musicale internazionale, che quest'anno si è svolto susseguendosi, in un percorso musicale e architettonico nelle chiese neritine di S. Giuseppe, di S. Domenico e del Carmine.
Anche questo evento, organizzato dalla società civile nelle associazioni del «Caffè Letterario», che si sta ponendo all'attenzione cittadina per la sua intensa attività culturale, e della «Fondazione di Terra d'Otranto», presente in numerose iniziative, si è svolto in sinergia con la diocesi di Nardò-Gallipoli.
Il Festival non solo ha contribuito a porre Nardò sul piedistallo di «città», ma ha anche proposto giovani musicisti neritini, autentiche eccellenze nel campo musicale, il cui futuro si prevede esaltante e la cui presenza già apporta prestigio e immagine d'arte per la loro città... e mi sovviene la brillante tradizione musicale di Nardò, prima fra tutte la storica banda musicale «Banda Verde», cui ancora «Il Caffè Letterario», giorni addietro ha dato ampio spazio in un suggestivo incontro.

Nel corso della settimana si è appreso che un ragazzo, Leonardo Però, ha vinto il primo premio di un prestigioso concorso pianistico nazionale, portando alla ribalta il nome di Nardò... e allora viene in mente quanti contribuiscono all'immagine di questa Nardò, città di talenti, non pochi giovani, che, accanto ai tanti ormai adulti affermati, onorano le loro origini nei settori della ricerca scientifica, nell'imprenditoria, nella managerialità, nell'arte, nello spettacolo e nelle professioni, come il giovane Mario Antico, il cui valido operato, come avvocato, a Bucarest, anche per i suoi contatti internazionali, è stato citato dal "Venerdì di Repubblica" del 28 marzo 2014. E, come non menzionare, tra gli ultimi avvenimenti, l'acquisizione del 1° premio giornalistico «Helios Festival» da parte di ragazzi della scuola elementare «Giovanni XXIII»?
Ed è ancora Nardò, città di valori, promotori d'immagine positiva!

Sempre in questa settimana ecco la «Portoselvaggio Haf Marathon», il cui ricavato è stato destinato all'oncologico del «Fazzi» di Lecce! E che dire della Lit's Party nel settore musicale? E che dire della Mostra su S. Giuseppe da Copertino presso il Seminario vescovile nel settore devozionale? E che dire delle feste religiose dedicate a S. Francesco di Paola, in apertura della settimana e al SS. Crocifisso, di grande partecipazione popolare, a chiusura della settimana?
E che dire della ripresa delle repliche della gustosa commedia «Quando sei qualcuno» da parte del Piccolo Teatro Città di Nardò, fondato dal compianto Paolo Zacchino: una bella pagina di spettacolo in un teatro di straordinaria bellezza!

Come non sottolineare la manifestazione di domenica, 18 maggio, organizzata dai «Bollenti Spiriti» presso il Parco culturale giovanile «La Saletta» con «Generazioni Connesse», «Save the Children» e «E.D.I.» sulla «E-ducazione ai tempi di internet», con relazione di Giulia Maria Falzea?
Anche un'istituzione, il Comune di Nardò, è stato presente a significare ancora una volta la efficacia della collaborazione della società civile e delle istituzioni per far compiere salti di qualità alla propria città.

Insomma, in questa settimana, si è svolta una variegata ed efficace proposta culturale, religiosa ed artistica, che è stata degna di una vera città!
Ancor più anzi, per lo svolgimento di un Convegno nazionale, organizzato e coordinato dall'arch. Stefano Leopizzi, che ha portato a Nardò illustri studiosi di fama internazionale. Dal titolo suggestivo: «A che punto è la notte» per riflettere su arte e liturgia cristiana, si è svolto in un ambiente altrettanto suggestivo: la villa del Vescovo e, non meno suggestivamente, alla presenza di relatori e partecipanti di spessore...
... Beh, mi sono sentito orgoglioso di Nardò, perché città che non deve portare invidia a nessun'altra città!
Ho lasciato, sì, le «sudate carte», ma ho dovuto sudare per seguire tutti questi eventi. E mi chiedo se sia stata solo questa settimana così o sono state e saranno tutte così le altre settimane in questa nostra città.

Una città che si ami e ami i talenti; si arricchisca di eventi e arricchisca di formazione e di maturità civica la propria coscienza; si consolidi nella fede e consolidi gli esistenziali valori veri; si alleggerisca del fardello delle polemiche e delle gelosie e alleggerisca la mente nella ricerca della verità; si abbellisca nel valorizzare quello che ha e abbellisca il gusto artistico e l'impegno ambientale; si unisca in sinergia, a tutti i livelli, compreso il politico, e unisca tutti per un unico progetto di prestigio per l'immagine e di efficienza per la crescita; si circondi di gioiosa esultanza di giovani e circondi il turista dello splendore del suo scrigno storico e umano.

Mi auguro di non aver dimenticato altri eventi, ma se, degni di menzione, ci sono stati, si possono aggiungere a queste mie segnalazioni.
Anzi i potenziali abitanti della «Nardò, città» contribuiscano a segnalare le positività, non per illudere, per dimenticare le lacune, che vanno pure criticate ma non con astio, con presunzione di primi della classe e con «cassandrismi» violentate, o per trascinare nella palude gli emergenti, ma per proporre esempi di emulazione e di sinergie, che fanno tutt'uno con la vera volontà di crescere ed essere autentici «cittadini».


Mario Mennonna