NARDO’ – Recupero, valorizzazione a arricchimento del patrimonio museale neritino. L’assessore Natalizio sembra aver trovato la sua dimensione ideale nel settore “Cultura”. Lo abbiamo contattato per capire qual è l’orientamento dell’Amministrazione comunale su due grandi musei che potrebbero diventare punto di riferimento di studiosi, ricercatori e semplici appassionati. E le sorprese, cari lettori, sono davvero grandi.
Partiamo con ordine, ovvero dal museo del mare di Santa Maria al Bagno. Inaugurata in pompa magna in concomitanza con la burrasca che ha spazzato via il “Beija Flor” e causando pesanti danni al patrimonio pubblico, la struttura non ha reso per quello che doveva. Il solo pesce presente durante il taglio del nastro pare sia morto di solitudine poche ore dopo l’inaugurazione. In un momento di sconforto e smarrimento, chiuso nel suo studio di gabinetto, l’assessore Natalizio ha sfornato un’idea che profuma di speranza: “Il museo del mare, con il mare che non ha più pesci, ospiterà il vasto patrimonio del gruppo speleologico neritino”. Da anni, ricordiamo, il gruppo guidato da personalità del calibro di Vittorio Marras e Raffaele Onorato vaga senza trovare una sede per esporre a scolaresche e interessati la gigantesca collezione di reperti raccolti in decenni di generosa attività.
“L’enorme catalogo di fossili - incalza Natalizio - sarà ulteriormente arricchito da nuove specie che saranno appositamente catturate e fossilizzate nelle vasche che già abbiamo in funzione. Voglio esprimere – conclude l’assessore – un pensiero per il pesce suicidatosi pochi minuti dopo l’inaugurazione del museo. Chiedo scusa a nome dell’Amministrazione e dell’umanità intera. Per soddisfare un nostro capriccio lo abbiamo catturato e reso prigioniero. Da questo momento di sofferenza ripartiamo verso un nuovo obiettivo, saranno sì pesci ma saranno pesci fossili. Quindi già morti”.
Nella foto sotto: Natalizio si allena a cavalcare un cavalluccio di mare.