
NARDO' - Il Toro batte forte e risponde presente. Quando la Serie D chiama il Nardò non sa dire di no. Triplice fischio finale che sa di liberazione, di rinascita, eppure c'è chi, solo qualche mese fa non ci scommetteva affatto.
Tutto partiva da quel mese di novembre con le quattro rinunce dei granata, con conseguente radiazione dal campionato di serie D. Oggi, a distanza di un anno i granata di Maurizio Fanuli e Maurizio Fiorentino, ritornano nella quarta serie nazionale. Un 2-0, ai danni dello Scordìa, che portano la firma del genio e del professore, vale a dire Montinaro e Vicedomini. Quant'è bella la vita. Vicedomini, diventato poi il capitano granata, aveva aperto la sua stagione al Toro con la famosa frase "scasciamu tuttu", stessa frase, che molto probabilmente è risuonata in testa ai circa 6000 supporters che hanno affollato in ogni ordine e posto il "Giovanni Paolo II", al momento del gol dello stesso Vicedomini, calciato a fil di palo, che batteva Fagone.
Il tecnico neretino Ragno alla vigilia, aveva dichiarato di non giocare per il pareggio, ma solo per una vittoria sul campo. Così è stato. Una gara predominata fin dall'inizio, che ha messo subito al tappeto i siciliani. L'ex allenatore dell'Andria, ritorna al suo 4-4-2: Mancarella e Montinaro sono gli under, Vicentin e Rana in attacco.
Mister Serafino, invece con gravi problemi di formazione, arriva in Salento solo con quindici ragazzi tra cui Bonapasqua del '99 e Caruso del '00. Tutto parte dai piedi di Cocimano alla ricerca di Bellino.
Primi minuti da spezza fiato per i calciatori in campo per la splendida coreografia preparata dai supporters granata, con un rullino fotografico a raccontare le immagini più belle degli anni trascorsi. Pronti via, e i neretini cercano il primo affondo con Rana che non sfrutta alla meglio una girata al volo. Fagone blocca senza problemi. Buon inizio di gara del Toro, che inizia ad attaccare la profondità cercando di colpire subito, la difesa dello Scordìa, con Diop pronto a chiudere le cerniere, libera per poi riaprire, ma lì davanti risultano poco incisivi. All'8 brividi per i tifosi granata, svarione difensivo del Nardò, Cocimano conquista palla e serve sulla sinistra Marziale, che mette a sedere Caroppo con un dribbling e conclude in porta. Provvidenziale il salvataggio sulla linea di De Giorgi. Altro break degli ospiti con Cocimano che all'interno dell'area fallisce un colpo di testa da posizione interessante. Passano i minuti e i padroni di casa salgono di intensità, con Montinaro che calcia debolmente un traversone dalla destra. Ed è sempre dalla destra, dall'asse Palmisano-De Giorgi, che arriva il gol del vantaggio. È il 26 minuto e De Giorgi, scappa via sulla fasci e la mette al centro tesa. Montinaro è il più lesto di tutti, sfugge ai blocchi di Serafino e con un bel tocco mette alle spalle di Fagone. Partita in ghiaccio, con i supporters granata che iniziano ad intonare cori per il pronto ritorno in Serie D. Altro break dello Scordìa con Bertolo che ci prova prima con un calcio di punizione e poi con una gran botta che si spegne a lato. Sul fronte opposto, invece, è capitan Vicedomini a provarci dalla lunga distanza, ma il suo destro è fuori misura.
Secondo tempo che inizia a ritmi blandissimi, con i canarini che risultano rinunciatari, mentre Ragno prepara l'offensiva per il quinto gol totale. Dopo qualche minuto dal fischio della ripresa, Fiorentino innesca Mancarella, che sfugge a Diop e cerca la conclusione col destro, ma al momento del tiro perde la lucidità e cincischia. Al 19' ci riprova uno spento Vicentin, ma il suo tiro è debole. Passano quattro minuti e il Toro raddoppia con Vicedomini, che temporeggia al limite dell'area, vede Fagone leggermente fuori dai pali e calcia a fil di palo, forte e basso, alla destra dell'estremo difensore ospite. Doppio vantaggio che manda in visibilio i numerosissimi tifosi giunti da ogni dove pur di vedere il Nardò. Match che cala di intensità, e a farne le spese è Cocimano, reo di aver commesso un ingenuo fallo su Vicedomini. Cartellino rosso e doccia anticipata. Al 31' Rana serve Fiorentino che con un esterno cerca di beffare ancora Fagone. Poco più tardi, ci prova Rana a cercare il lob su passaggio di De Giorgi, che si spegne alto sopra la traversa. Passa ancora un minuto e Caroppo compie una parata sulla girata di Bellino. Ultimi minuti di gioco che fungono da riscaldamento ai supporters, pronti per l'invasione in campo, che esploderà poi al 90' al triplice fischio finale. Tutti a caccia della maglia del proprio idolo.
Una Serie D meritata ampiamente. Dopo la rincorsa alla Virtus Francavilla sfiorata solo per questioni di millimetri, i tifosi granata possono esultare. Ad un anno dal purgatorio, si arriva al paradiso. Tutto questo è stato possibile grazie a dei Presidenti capaci come Fanuli e Fiorentino, che ci hanno creduto quando le cose non andavano nel verso giusto, rimettendoci sacrifici economici e umani. Ma il vero condottiero resta però, mister Nicola Ragno. Un allenatore capace e vincente. Un passato da dimenticare, un presente da vivere, un futuro da scrivere.
TABELLINO
A.C.D. Nardò - S.S.D. Città di Scordìa 2-0 (5-0)
A.C.D. NARDÒ: Caroppo, De Giorgi, Macarella, Vicedomini, Anglani, Montrone, Palmisano, Fiorenino, Vicentin, Rana, Montinaro. A disp: Picco, Starita, De Razza, Papi, Gigante, Caporale, Palazzo. All. Nicola Ragno
S.S.D. CITTÀ DI SCORDÌA: Fagone, Serafino, Cannatella, Castiglia, Diop, Bertolo, Gallipoli, Messina, Bellino, Cocimano, Marziale. A disp: Cultrera, Russo, Buonapasqua, Caruso. All. Natale Serafino
AMMONITI: Palmisano, Anglani (N), Cannatella (S)
ESPULSI: Cocimano (S)
RETI: 26' p.t. Montinaro, 23' s.t. Vicedomini
RECUPERO: 1' p.t.; 0' s.t.
NOTE: Terreno in buone condizioni. Giornata soleggiata. Presenti circa 6000 supporters (trasferta vietata agli ospiti)
Giorgio Toma