NARDO' - Una storia che fa il giro d'Italia, passa da Modena, e poi del mondo, finendo in Aregtina. E raccontata dallo zio, fiero del suo nipotino.
(La foto degli amici, scattata in Argentina)
Domenica 19 gennaio 2020 i giallorossi leccesi hanno incontrato una delle squadre di calcio più blasonate d'Italia. Il Lecce ha incontrato una squadra che ha vinto diversi campionati italiani ed internazionali.
Si tratta di una squadra di calcio milanese che è formata da grandi campioni, e cioè la squadra “Internazionale di Milano” o più comunemente denominata: “Inter”. Tutti sappiamo che l'Inter incute paura ad ogni squadra del campionato, figuriamoci il timore che domenica 19 gennaio incuteva al Lecce, che è una squadra neopromossa e lotta per non retrocedere in serie B.
Per la squadra leccese riuscire a strappare un “punto – salvezza” alla gigante Inter poteva sembrare quasi un'illusione, alla vigilia del match. Si scontrava Davide contro Golia.
Invece, ebbene si, domenica 19 gennaio i giallorossi di Fabio Liverani sono riusciti ad ottenere un punto preziosissimo contro la “corazzata” Inter.
Noi meridionali siamo, notoriamente, un popolo scaramantico. Perchè non essere scaramantici anche in occasione del suddetto incontro di calcio Lecce – Inter?
Descriviamo, quindi, questo episodio di scaramanzia. Ad inizio della partita, sul terreno di gioco dello stadio di Lecce è entrato in campo un piccolo “ometto” che, a fine gara, si è rivelato essere un vero portafortuna della squadra salentina (così piace pensare all'autore di questo articolo). Non si tratta né di un talismano, né di un amuleto. Questo portafortuna ha un nome ed un cognome.
Si tratta di un ometto, cioè di un bambino di Nardò che ha sei anni di età ed è entrato nel campo di gioco ad inizio partita insieme ai calciatori del Lecce e dell'Inter, ed insieme alla terna arbitrale. Questo bambino di Nardò si chiama Filippo Piccione e frequenta la prima classe della scuola elementare di via Crispi, a Nardò. Quindi è un neritino al 100%.
Il piccolo Filippo indossava una divisa uguale a quella dell'arbitro del match, che in quella partita era il signor Giacomelli di Trieste. E' stato Filippo Piccione a prendere in mano il pallone ufficiale della gara, che era appoggiato sul piedistallo dello stadio di Lecce, consegnando il suddetto pallone direttamente nelle mani dell'arbitro Giacomelli che, a sua volta, ha dato inizio alla partita di calcio di serie A tra il Lecce e l'Inter. Quest'azione del piccolo neretino Filippo, come del resto l'intera partita di calcio, è stata trasmessa in diretta televisiva sul canale “sky sport”.
Ed è stato un piacere ricevere la foto inviata da Santino Manzo, un amico che vive in America meridionale, nella Repubblica Argentina, il quale ha scattato una foto allo schermo del suo televisore, nella sua casa argentina in provincia di Buenos Aires, durante la diretta televisiva della partita Lecce – Inter (che è stata trasmessa dalla televisione argentina “espn”) proprio mentre appariva sullo schermo argentino il bambino di Nardò, Filippo Piccione (foto della televisione argentina qui allegate).
Quindi, riepilogando, appena prima dell'inizio della gara di calcio, le manine del bambino neritino hanno toccato il pallone ufficiale della partita Lecce – Inter. Le mani di Filippo hanno sollevato il pallone e lo hanno consegnato direttamente nelle mani dell'arbitro che ha decretato l'inizio della gara. E, a fine partita, il risultato è stato di un prezioso pareggio conquistato in rimonta dal Lecce, dopo aver subìto un goal dall'Inter. Quindi un risultato ottimo per il Lecce che affrontava una squadra fortissima.
Chi scrive questo articolo intende comunicare mettendoci un pizzico di simpatia ed un po' di scaramanzia, e desidera associare il buon risultato ottenuto dal Lecce contro l'Inter, riconducendo tutta la situazione al fatto che il pallone di gara sia stato toccato dal piccolo neritino Filippo Piccione, e quindi il suddetto pallone aveva impresso su di esso le impronte digitali del bambino di Nardò che ha portato fortuna al "suo" Lecce. L'autore di questo articolo ama pensare che ci sia stata una “magica connessione” tra il buon risultato conseguito dal Lecce ed il gesto compiuto dal bambino neritino quando egli ha preso in mano il pallone e lo ha consegnato nelle mani dell'arbitro (foto qui allegate).
Chi scrive questo articolo vive nella città di Modena ed augura al Lecce calcio di riuscire ad ottenere presto la salvezza in serie A, magari ricevendo un'altra visita del bambino di Nardò che ha portato tanta fortuna nella gara contro l'Inter, cioè Filippo Piccione.
Claid Piccione (zio di Filippo)