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ERALDO PECCI - Con un fiore per Sergino

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NARDO' - Non si è saputo. Nessuno ne ha parlato. Ma qualche settimana fa, in estate, tre ex calciatori sono arrivati a Nardò per visitare la tomba di un loro amico scomparso prematuramente.
Eraldo Pecci

 

Un giorno normale, nel camposanto della città. La temperatura è mite quando arrivano tre uomini, sulle gambe il peso degli anni e di tante partite giocate sui campi di calcio.

Uno si stacca dal gruppo e chiede ai presenti, sul piazzale del cimitero: dove possiamo trovare Sergino?

Chi segue la tivù lo riconosce: si tratta di Eraldo Pecci, bandiera del Torino negli anni Settanta. Poi Fiorentina, Napoli e Bologna. Oggi commentatore sportivo.
Con lui ci sono altri due calciatori che hanno fatto la storia del calcio a Nardò. Qualcuno che ricorda dice siano Alberto Berti e Giuseppe Orlando.
Il primo un mito per le squadre granata dei primi anni Settanta. Il secondo forse "Peppino" Orlando, componente della squadra che scalò la serie C e poi fu anche allenatore del Nardò negli anni Ottanta.

Nel ricordo degli anni belli si avviano, i tre, sui viali del camposanto. Con un misto di mestizia per l'età che avanza e per portare il proprio saluto a Sergino Orlando, per tutti, anche per i più giovani ed i custodi del luogo sacro, solo "Sergino", col nome di battesimo. Come si usa per i grandi campioni sudamericani.
E' stato un prodigioso terzino granata e grande capitano. Una bandiera del calcio salentino. Scomparso prematuramente a metà del febbraio 2017.

Chissà che coincidenza li ha portati qui, quale condivisione di ricordi. Forse un periodo di ferie, di vacanza. Durante il quale si sono detti: andiamo a salutare il nostro amico.
La notizia è tutta qui. Poca cosa? No. Parliamo di sport, di squadre, di amicizia, di preghiera, rispetto e ricordi. C'è tanto, invece.
E di tre uomini giunti chissà da dove per salutare un compagno che si è sempre reso degno, da sportivo, professionista e anche politico, del ruolo di guida ed esempio.
9092736 orig