L'INTERVISTA - "Abbiamo tutto per stare in alto". E la Nardò del basket sogna nuova gloria.
Le parole del DS dell'A9 Nardò Antonio Chirico al termine della prima metà di stagione.
Il girone d’andata si è chiuso lasciando addosso sensazioni forti, contrastanti, difficili da riassumere in una sola parola. Un percorso solido, continuo, costruito settimana dopo settimana, interrotto solo all’ultima curva da una sconfitta arrivata nel modo più crudele possibile. L’A9 Nardò volta pagina restando comunque lì, in alto, a pari punti con Lecce, consapevole di avere ancora tutto nelle proprie mani.
Per fare il punto su questi primi mesi di stagione, sulle scelte estive, sulla crescita del gruppo e su ciò che attende i granata nel girone di ritorno, abbiamo parlato con Antonio Chirico, direttore sportivo dell’A9.
Il girone d’andata si chiude con l’A9 al secondo posto, a pari punti con Lecce ma dietro per gli scontri diretti, dopo una sconfitta maturata all’ultimo tiro. Guardando a questi mesi nel loro insieme, prevale l’orgoglio per il percorso costruito o resta il rammarico per un primo posto sfumato proprio sul filo del traguardo?
«Ciao Andrea, alla fine abbiamo perso una partita giocando male e non da squadra e, nonostante questo, la stavamo anche vincendo dopo aver recuperato sette punti di svantaggio. Poi è arrivato quel tiro di Guido. Questo però non cambia i nostri piani: l’obiettivo resta lo stesso: arrivare fino in fondo. Sicuramente ora abbiamo una consapevolezza ancora più chiara, quella di non potersi rilassare nemmeno per un secondo. Non possiamo che essere orgogliosi del cammino che stiamo facendo.»
Fin dalla prima giornata l’A9 ha mostrato una continuità rara e una solidità difensiva che oggi rappresenta un riferimento per tutto il campionato. Quanto di questa identità nasce da una progettazione precisa portata avanti in estate e quanto, invece, è frutto del lavoro quotidiano e della crescita del gruppo, anche alla luce delle difficoltà incontrate lungo il percorso?
«Tutto parte da lì, dalla difesa. Quest’estate abbiamo lavorato tanto, confrontandoci continuamente su idee, video, giocatori. Abbiamo costruito una squadra pensata per stare in alto, per accendere i tifosi e riempire il Pala Andrea Pasca. Non è stato facile: in estate c’era anche un po’ di scetticismo, ma il lavoro fatto in campo, settimana dopo settimana, ci ha dato ragione finora. E non dimentichiamoci che non abbiamo mai potuto schierare il nostro miglior giocatore.»
Gli scontri diretti contro Mesagne e Lecce hanno confermato che l’A9 è in grado di reggere il peso delle partite più importanti. Cosa separa oggi questa squadra dal compiere l’ultimo passo decisivo per restare stabilmente davanti a tutti?
«Credo che abbiamo tutto per stare lì. Ora anche i ragazzi sanno che non ci si può rilassare, bisogna restare sempre sul pezzo. Nessuno ci regala niente, anzi: contro di noi tutti giocano al 200%.»
Guardando al girone di ritorno, tra possibili valutazioni di mercato, gestione delle energie e un ambiente che sta rispondendo con entusiasmo crescente, che tipo di seconda metà di stagione immagina per l’A9? E quale ruolo dovranno avere tifosi, società e Pala Andrea Pasca nel perseguire l’obiettivo del primo posto?
«I tifosi e tutto l’ambiente sono davvero fantastici, il calore è unico e l’entusiasmo è alle stelle. Il calendario, onestamente, lo guardo poco: dobbiamo pensare partita dopo partita. Sul mercato siamo vigili, ma senza fretta. L’idea è avere dieci senior per arrivare fino in fondo mantenendo sempre alta l’intensità. La seconda metà di stagione dell’A9 sarà sicuramente di alto livello. Vogliamo il primo posto per giocarci le partite decisive in casa, davanti al nostro pubblico.
Colgo l’occasione per fare pubblicamente i complimenti a voi della comunicazione – Giuseppe, Andrea, Francesco, Edoardo e Benedetta – per il lavoro che state facendo. Davvero eccellente. Grazie.»
Andrea Vantaggiato