
NARDO' - Tra le polemiche viene rinfacciato ai neritini di non aver avuto fairplay alla fine della partita. E' lo strascico di quanto avvenne all'andata che riportiamo in questo *VIDEO*molto brutto che, per la verità, non santifica certo i tarantini. Rovente il clima generato dal pubblico di casa nei confronti dei dirigenti del Nardò presenti in tribuna che sono costretti a spostarsi in un luogo più sicuro.
TARANTO-NARDÒ 4-1
RETI: 7' Grieco (T), 22' aut. Antico (T), 26' Corvino (N), 23' st Molinari (T), 50' st Gnoni (T)
TARANTO: Maraglino, Brancato, Prosperi, Vicedomini, Grieco, Papa (39' Fonzino), Gnoni, Biondo (37' pt Cordua), Molinari, Mignogna, Faccini (21' st Stigliano). A disp. Costantini, El Ouazni, Rosato, Curri. All.: Pettinicchio
NARDÒ: Mirarco, Montenegro, Pasca, Taurino (25' st Rizzo), Antico, Vetrugno (47' st Lomasto), Difino, Giordano (18' st De Luca), Rescio, Marzocchi, Corvino. All.: Sgobba.
ARBITRO: Sig. Attilio Conforti di Salerno, coadiuvato dai sigg.ri Antonio Agata di Napoli e Luca Fiorillo di Saleo
NOTE: Giornata soleggiata, terreno di gioco in buone condizioni. Temperatura intorno ai 21°.
Ammoniti: Cordua, Prosperi, Grieco (T), Pasca, Difino (N). Recupero 1' e 5'.
Il Taranto vince e convince e conquista la matematica permanenza in serie D dopo una stagione turbolenta durante la quale non sono mancati i momenti in di seria difficoltà. Gran parte del merito del raggiungimento di questo traguardo è sicuramente da attribuire al tecnico Giacomo Pettinicchio, che con coraggio e competenza è riuscito nell’impresa di plasmare un gruppo che nel girone di ritorno per rendimento è stato all’altezza delle prime della classe.
Non a caso, prima dell’inizio del match contro il Nardò i tifosi della curva gli hanno tributato un lungo applauso, scandendo un coro che suona quasi come un’investitura anche per la prossima stagione: «Non nascondo che in quel momento ho provato una grossa emozione – ha ammesso il tecnico rossoblù – quando ho sentito il pubblico scandire il mio nome mi sono istintivamente alzato dalla panchina, applaudendoli. Avrei voluto baciarli ad uno ad uno per la forte emozione chemi hanno regalato. Per ciò che riguarda il futuro, però, molto dipenderà dalla società. Ora, a salvezza acquisita – ha puntualizzato Pettinicchio – sarebbe giusto sederci attorno ad un tavolo e discutere di programmi ed ambizioni. E chiaro che, da tarantino, la massima aspirazione professionale sarebbe quella di continuare a guidare la squadra della mia città».
Dopo questa doverosa premessa, il tecnico ha poi spiegato con poche parole la vittoria ottenuta contro il pericolante Nardò: «Le motivazioni per far bene non ci mancavano di certo – ha sottolineato – dopo quanto accaduto nel match di andata eravamo davvero carichi e determinati a fare bene. Nonostante l’emergenza nella quale ci siamo trovati durante la settimana la squadra ha reagito bene, dimostrando maturità e coesione, e soprattutto facendo vedere agli avversari di essere nettamente superiori sul campo».
Unico neo del pomeriggio il mancato svolgimento del terzo tempo, momento nel quale, alla fine delle partite, i protagonisti in campo si stringono vicendevolmente la mano: «Purtroppo non è dipeso da noi – ha spiegato l’allenatore tarantino – i miei ragazzi erano schierati in mezzo al campo, ma quelli del Nardò hanno pensato subito a guadagnare gli spogliatoi».
«Oggi nonostante le numerose defezioni la squadra non ha deluso – ha dichiarato il tecnico rossoblù ed ex del Nardò Giacomo Pettinicchio – eravamo carichi e soprattutto volevamo toglierci la soddisfazioni di battere nettamente il Nardò sul campo dopo il trattamento che ci era stato riservato nella gara di andata. Penso che ci siamo riusciti alla grande, addirittura segnando 4 gol e sbagliandone altrettanti».
Pesante anche il centrocampista Ermanno Cordua: «È una vittoria che ci riempie di soddisfazione. Era da novembre che attendevamo l’occasione per vendicarci sportivamente del trattamento poco rispettoso che i neretini ci hanno riservato a novembre. Anche per questo, oggi, la nostra gioia è doppia».