
NARDO' – "BASTA CHIACCHIERE. Tutti allo stadio." Questo l'appello dei tifosi granata alla vigilia dell'incontro contro la Battipagliese, l'ultima spiaggia per tentare la salvezza diretta.
A confermare il pensiero del tifo organizzato, espresso in settimana nel comunicato in risposta a quello diffuso dalla società, arrivano striscioni e volantini per coinvolgere l'intero paese. Un sostegno che partirà dagli spalti per appoggiare chi scenderà in campo a cui si chiederà di indossare, ancora una volta, i panni del guerriero. Giocatori che, nonostante tutto , hanno sempre onorato il loro impegno, oggi sono chiamati a diventare eroi granata. Ma la situazione è tutt'altro che tranquilla, anche a causa della penalizzazione di un punto inflitta dalla Commissione alla società granata per il ritardo nel pagamento della vertenza inoltrata dall'ex terzino sinistro Masullo (in forza al Nardò nella stagione 2010/11) con conseguente inibizione per sei mesi all'ex presidente Enzo Russo. A distanza di un anno, il toro è ancora una volta alla ricerca di un miracolo.
Per quanto riguarda la partita di domani Sgobba dovrà fare a meno di Pasca fermato dal giudice sportivo. Difesa a tre con Antico, Taurino ( in forse, al suo posto pronto Lomasto) e Febbraro. A centrocampo sulle fasce agiranno Montenegro a destra e Vetrugno a sinistra, al centro il trio Marzocchi-Difino-De Luca (non è da escludere la presenza di Giordano) e, in avanti, la coppia Corvino–Rescio. Non ci sarà Di Piedi che pare abbia abbandonato la truppa granata.
Sul fronte avversario, la Battipagliese, che manca la vittoria da cinque turni, sarà interessata a fare bottino pieno per raggiungere una posizione più tranquilla, forte dei suoi 40 punti in classifica. Tra le zebrette, da tener d'occhio bomber Auricchio, sempre pericoloso, pur essendo stato poco prolifico nel corso di questo campionato.
L'appuntamento è per domani al Giovanni Paolo II di Nardò. Fischio d'inizio alle 15:00. Arbitrerà la gara il signor Samuele Bruni di Fermo, coadiuvato dagli assistenti Umberto Sclavi di Macerata e Alessandro Blasi di Jesi.