NARDÒ - Enzo Russo respinge le accuse del tifo organizzato e si smarca: «Dall'11 novembre 2011, dopo la consegna del titolo nelle mani del sindaco, io e la mia famiglia siamo lontani dalle manovre della società».
L'ex presidente, per quasi dieci anni vicino all'Asd Nardò Calcio, prima come collaboratore poi nel ruolo di primo piano con la gestione diretta delle operazioni, è stato chiamato in causa durante la conferenza stampa convocata dai tifosi per chiedere la radiazione della società. I rappresentanti dei supporter hanno avanzato dubbi su una gestione occulta della società e Russo ha deciso di intervenire per fugare ogni possibile sospetto. «Il vomitevole intervento di giovedì pomeriggio – spiega Russo – impone un necessario chiarimento. Mi spiace alcuni ragazzi abbiano deciso di mettere la loro intelligenza in secondo piano per lasciare spazio a contrasti di natura politica creati ad arte da qualcuno non soddisfatto per l'esito delle ultime elezioni». Da allora fino al 30 giugno 2013, Enzo Russo sarebbe rimasto presidente solo sulla carta.
Si è deciso di andare avanti fino all'arrivo di una figura chiave nel complicato rebus del Nardò Calcio: Leonardo Ranieri. Presentato a Russo come ingegnere finanziario, Ranieri sarebbe proprietario al 51 per cento di una società di trading finanziario, la European Investment Co., controllata a sua volta dalla Horus International di Londra. Ancora più in alto ci sarebbe l'ivoriano Makan Diabate. Per statuto, dopo quattro anni la società dei Russo è decaduta e il 2 luglio si è costituito il nuovo assetto con il seguente organigramma: Diabate presidente, Sandro Manieri vicepresidente e Walter Mirarco segretario. Il passaggio societario avviene e gli accordi prevedono l'azzeramento dei vecchi debiti (circa 170mila euro) da parte della nuova società. Subito, però, si perde l'appoggio dell'Amministrazione comunale non disposta a garantire la fidejussione. E qualche settimana dopo anche Mirarco si dimette. I soldi, nel frattempo, non sono mai arrivati e per iscrivere la società proprio i tifosi – secondo le rivelazioni di Russo – contattano il vecchio presidente che effettua un bonifico di 19mila euro. «Per evitare di affidare il titolo nelle mani di possibili teste di legno che nulla hanno da perdere - conclude Russo - ho accertato in prima persona la solidità delle società che oggi gestiscono il Nardò».
L'ex presidente sembra moderatamente fiducioso ma non si sbilancia, la squadra è stata smantellata, i dirigenti aspettano con ansia il milione di euro dall'Africa, i tifosi sono sul piede di guerra e per questo pomeriggio la sensazione è che nessuno scenderà in campo contro il Manfredonia.