
NARDO' - Il "Toro" cade trafitto dall'ultimo colpo di spada. E' finita la corrida per il Nardò Calcio. Il "matador", con la sua squadra di "peones" e "banderilleros", ha vinto. Saltata la partita contro il Grottaglie, la società verrà radiata. Tra sconforto, delusione e profonda amarezza già si aprono spiragli.
Da una sanguinosa e drammatica tradizione si passa alla mitologia: il calcio neritino risorgerà dalle sue ceneri, come una fenice. E sarà "Asd Nardò 1958". Questo il nome che compare su internet, tra le pagine dei tifosi più appassionati. Sono stati proprio i gruppi del tifo organizzato a spingere verso la radiazione. Una scelta difficile e incomprensibile solo in apparenza.
Sono stati anni difficili con la consapevolezza di navigare a vista e senza alcuna prospettiva. Da quando il timone della "bagnarola", appesantita da debiti decennali, è passato nelle mani della triade formata da Makan Diabate, Leonardo Ranieri e Sandro Manieri, la situazione è precipitata del tutto. La loro gestione si commenta con i risultati ottenuti sul campo e fuori. Squadre smantellate dopo tre giornate di campionato e telefonate surreali per promettere, fino a pochi giorni addietro, l'arrivo di centinaia di migliaia di euro.
Responsabili o vittime di una trama, astuta e complessa, tessuta a loro insaputa? La società nei prossimi giorni sarà ufficialmente radiata e forse si conosceranno altri dettagli di un intrigo da romanzo.
Archiviati vice-presidenti rampanti, dirigenti dimezzati e soldi inesistenti, la speranza dei neritini è solo una: tornare a parlare di calcio in maniera chiara, onesta e trasparente. Politici permettendo.
Annalisa Quaranta