*FOTO* Dubbi idraulici per Giuseppe Spenga. Le difficili condizioni di chi vive e lavora in via De Gasperi. Soprattutto se piove

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NARDO'/SANT'ISIDORO - "Preg.ma redazione di Porta di Mare, ho letto con un certo interesse il vostro articolo riguardante i disastri di Sant'Isidoro dopo l'alluvione di alcune sere fa, incuriosito soprattutto dall'introduzione, quando parlate dell'uomo come di un "animale strano", che davanti a questi eventi cerca le colpe in capo ad altri e non al suo comportamento scriteriato".

Articoli come questo, a mio parere, tendono ad insinuare il dubbio che il cittadino che si costruisce la seconda casa al mare stia commettendo chissà quale orribile delitto, come se per anni amministrazioni comunali e tecnici di tutti i colori politici non abbiano avallato, coccolato, spinto e chiuso mille occhi davanti a queste azioni edilizie, gestite a colpi di condoni edilizi che hanno rimpolpato le casse comunali di tutta Italia, Nardò compresa, ed hanno consentito a politici di gestire clientele e tecnici di prendere premi di produttività milionari.

Secondo l'assunto vecchio quanto il cucco per cui "cane non mangia cane", hanno sventrato, nella piena legittimità legislativa, certo, ci mancherebbe altro, ettari di pinete per costruire mega villoni a Santa Caterina, ed appartamenti a vendere, ed adesso un povero Cristo che ha costruito una stanza con un bagnetto a Sant'Isidoro sarebbe colpevole, di cosa? Come al solito, gira e rigira, va a finire che la colpa è dei cittadini più deboli che finiscono col fare la parte dei "cornuti, mazziati e cacciati di casa".

Io sono residente in Via De Gasperi, nel centro cittadino, laddove queste situazioni di "emergenza estrema", si ripetono ormai da trentanni: trentanni di continui allagamenti, esondazioni, chiacchiere, servizi, denunce, foto, danni e articoli di giornale. Siamo ancora al punto di avere il "sospetto" o l'"indizio" che ci sia qualche colpevole tra i sindaci, gli assessori all'Urbanistica ed ai Lavori Pubblici ed i tecnici comunali che si sono susseguiti in questo periodo, oppure è il caso qui in Italia e a Nardò di cominciare a dire che dopo trentanni di disastri ripetuti e continui abbiamo in mano qualche "prova" certa e qualche colpevole che deve pagare o deve tornare a casa per manifesta incapacità?

Chi è stato il responsabile dei lavori per la nuova fognatura bianca in via De Gasperi? Come si chiama? Dove abita e perché i carabinieri non vanno a bussare a casa sua e chiedere come mai noi dobbiamo vivere con l'acqua alla gola dopo che il Comune di Nardò ha speso sei milioni di euro di soldi nostri per mettere mano alle tubature? Adesso pagheremo la seconda rata dell'IMU tra pochi giorni, no, e la pagheremo noi, mica chi ha sbagliato! Questo non vuol dire che ci sia per forza un colpevole, almeno fino al terzo gradi di giudizio, ma il cittadino ha bisogno di sapere se c'è una qualche responsabilità da imputare a chi prende uno stipendio e dei lauti premi di produttività per il lavoro che svolge, oppure se deve solo alzare lo sguardo al cielo sperare nel buon Dio. E' o non è questa una domanda più che legittima?

via de_gasperi-prospettivaVi allego una foto scattata stamattina dal balcone di casa mia che potrebbero servire alle forze dell'ordine qualora decidessero di andare a bussare a casa del suddetto responsabile dei lavori per chiederne il conto. Mi spiega qualcuno per quale motivo il canali che collegano le caditoie appena costruite al tronco centrale di Via De Gasperi sono stati interrati in direzione opposta a quella del flusso delle acque? Secondo quale criterio idraulico? Cioè: la pendenza delle acque va da Via Toti, Via Balilla, Via Fleming, dalla stazione, ecc. e scende verso l'incrocio con via XX Settembre; le tubature delle caditoie sono state messe di traverso a questa direzione: l'acqua che entra nelle caditoie, quando arriva allo sbocco del tronco centrale, come fa ad entrarvi se trova un fiume sotterraneo che marcia in direzione opposta?

Abbiamo più volte denunciato che in Via De Gasperi i tombini dopo un po' di acquazzone ributtano fuori l'acqua anziché raccoglierla, perché noi, che non siamo ingegneri, che non prendiamo stipendi e non percepiamo premi di produttività, pensiamo che l'acqua nel tronco centrale, la cui portata è superiore rispetto a quelli laterali, prema su questi, posizionati non si sa perché di traverso anziché parallelamente ad essi, e perciò ributti fuori l'acqua dai tombini. Anche i Vigili Urbani che sono intervenuti finalmente tre giorni fa quando il livello delle acque stava per salire di nuovo hanno potuto vedere coi loro occhi che in corrispondenza dei tombini l'acqua usciva, non entrava!

Allora cosa stiamo aspettando, che scappi il morto per dire che è colpa dell'uomo che è un animale strano? Certi uomini hanno nome, cognome, ruolo e numero di matricola, altrochè! Può indagare qualcuno su questi lavori? Può aprire una indagine, denunciare eventuali responsabili e costringerli a risarcire i danni, destituirli dall'incarico se ritenuti colpevoli? Può Nardò tornare ad essere una città "normale", oppure deve continuare passivamente ad affogare in un mare di ignavia?

Giuseppe Spenga,
residente in via De Gasperi - Nardò