NARDO' - L'uomo è un animale curioso. L'uomo distrugge la natura, adora il cemento e le villette per la seconda casa sul mare. L'uomo, dopo ogni nubifragio, individua sempre il colpevole: è colpa della pioggia, del meteo e del cambiamento climatico. L'uomo, ogni tanto, per trovare il colpevole potrebbe semplicemente guardare nello specchio. Ecco la "devastazione" di Sant'Isidoro, con il nuovo assetto della spiaggia, dopo il temporale di giovedì scorso.
Stravolta la lunga spiaggia di Sant'Isidoro. La pioggia torrenziale caduta giovedì scorso ha modificato profondamente l'aspetto della lunga barriera sabbiosa della marina di Nardò. In almeno cinque punti diversi si sono formati altrettanti torrenti che hanno spazzato con forza inaudita tonnellate di sabbia.
I solchi, in alcuni casi profondi anche un metro, dimostrano l'impeto e la forza dei fiumi di acqua piovana che hanno raggiunto la spiaggia. Le grandi quantità di sabbia si sono poi scontrate con il mare che ha provveduto a "spalmarle" creando una nuova battigia. La spiaggia, infatti, sembra essersi allungata verso l'isolotto.
Il nuovo scenario presenta un bagnasciuga largo oltre venti metri e cinque profonde "ferite" verso la parte più interna del litorale. La furia dell'acqua ha danneggiato in modo lieve anche la struttura di un lido privato. L'acqua piovana è scesa dall'entroterra e si è incanalata trasformando le strade in torrenti. Il recapito finale non poteva essere che il mare e così, una volta superata la strada che costeggia la banchina sabbiosa, ha scavato i profondi canali di sfogo.
Il problema, però, non può essere certo l'acqua piovana. Le cause dello stravolgimento del territorio sono da ricercare nella cementificazione selvaggia della costa. Le precipitazioni meteoriche, anche importanti, del resto, sono sempre esistite. Quel che non esisteva è la presenza di case e altre costruzioni in prossimità del mare.
Appena dietro la spiaggia in tanti ricordano una zona umida molto vasta, in grado di accogliere anche le più consistenti precipitazioni meteoriche. Adesso la zona paludosa è stata quasi del tutto cancellata dall'intervento dell'uomo. Esisteva anche un canale di sfogo, per eventuali casi di troppo pieno della palude ed era stato scavato nella costa rocciosa tra la torre di Sant'Isidoro e la spiaggia di Lido conchiglie. Il "tappo" di cemento è arrivato anche lì con la costruzione di strade e case. Quel che è successo giovedì, quindi, non è una sorpresa ne tantomeno colpa del meteo. A poche centinaia di metri dalla spiaggia, nei luoghi da dove partivano i fiumi di acqua, si è sfiorata la tragedia. Un uomo di Gallipoli, L.M. di 62 anni, è rimasto bloccato nella sua auto al centro della carreggiata, diventata un torrente. L'autista, alla guida di una Mercedes di grossa cilindrata, aveva appena imboccato la provinciale che da Sant'Isidoro porta a Copertino quando si è reso conto della pericolosità della strada diventata praticamente un fiume in piena. L'uomo non è riuscito a fermarsi in tempo ed ha perso il controllo dell'auto rischiando di essere portato via dalla corrente, particolarmente violenta ed abbondante a causa delle piogge della serata.
Il 62enne è stato salvato grazie al provvidenziale intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco.
















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