NARDO' - Bollette dell’Arneo: la Regione si impegna a dare un segnale ma dall’altra parte i cittadini devono pagare il tributo previsto. E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio emerso a seguito dell’insediamento del tavolo tecnico voluto dall’Anci per tentare di trovare un accordo tra Regione, Consorzi di bonifica ed enti locali.
Intesa poi raggiunta dopo quattro ore di serrato confronto. Sindaci e assessori, infatti, continuano a raccogliere lamentele per il ripristino di una tassa che non si pagava da ben tredici anni, da quando la Regione Puglia decise di commissariare gli enti in passivo sospendendo la richiesta dei contributi ai cittadini. Da allora, però, la situazione è peggiorata. E così il debito non solo è aumentato ma i servizi di manutenzione si sono fermati. Da qualche mese, però, si cerca di rimettere in piedi gli enti ormai considerati un peso per la collettività. La missione non è semplice. E proprio nel tavolo tecnico di venerdì, sia l’assessore all’Agricoltura Leonardo Di Gioia che il commissario straordinario dei consorzi di bonifica Gabriele Papa Pagliardini, hanno più volte rimarcato la necessità di collaborazione tra tutti gli enti pubblici direttamente interessati dal problema.
Occorre, dicevamo, cambiare il modo di pensare l’ente consorzio di bonifica. E il concetto di questa necessaria inversione di tendenza è racchiuso nel brevissimo intervento del professore Vincenzo Bixio, docente di Ingegneria Idraulica all’Università di Padova e tra i maggiori esperti nazionali del settore, presente al tavolo tecnico.
La parte più difficile rimane convincere i cittadini. In un periodo storicamente non brillante, la bolletta del consorzio è stata considerata quasi esclusivamente un’azione vessatoria. Inoltre, in alcuni comuni (ad esempio Nardò) diversi rappresentanti politici hanno cavalcato il malcontento popolare per questioni di consenso elettorale. Il risultato è un forte sbilanciamento con i cittadini che pensano di avere ragione mentre dall’altra parte si cerca di far rispettare un principio tecnico-giuridico.
La Regione si è impegnata a rivedere (ed eventualmente annullare) le richieste economiche inviate erroneamente, a snellire la macchina amministrativa dei consorzi, a coinvolgere i sindaci nella stesura della legge di riforma dei consorzi e ad anticipare tre milioni di euro per dare un segnale di discontinuità. I cittadini dall’altra parte dovrebbero fare la loro parte per contribuire a far diventare i consorzi non più un freno ma una marcia più per la difesa e la corretta gestione del territorio.

