NARDO' - Regione e comuni firmano il “trattato di Nardò” ed è il primo passo per tentare di risolvere l’intricato nodo dei consorzi di bonifica. Nel pomeriggio di venerdì 22, nella sede del consorzio dell’Arneo, dopo una riunione di quattro ore tra amministratori regionali, tecnici e rappresentanti dei comuni si è arrivati ad una conclusione incardinata su pochi punti e sottoscritti dai presenti.
Il tavolo tecnico, ricordiamo, si è insediato su richiesta dell’Anci al fine di procedere alla verifica delle problematiche inerenti l’emissione del tributo “630”. L’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia (nella foto firma il documento programmatico) e il commissario straordinario dei consorzi di bonifica Gabriele Papa Pagliardini hanno ascoltato con pazienza le istanze di sindaci, assessori e consiglieri comunali. Il dibattito è stato intenso e appassionato. Dalla platea di amministratori locali sono partite sventagliate di critiche e perplessità sull’emissione dei ruoli da parte del consorzio dell’Arneo. Del resto, prima di arrivare ai piani alti (e distanti geograficamente), i cittadini hanno manifestato il loro disappunto agli enti locali più prossimi: i comuni.
E così tra la proposta moderata di una sospensiva delle pretese economiche e una proposta decisamente più dura come lo scioglimento dei consorzi è prevalsa la linea di un segnale di discontinuità da dare ai cittadini. Oltre dieci anni di mancati interventi sul territorio hanno innescato un meccanismo di sfiducia e diffidenza sulla effettiva utilità dell’ente consorzio. Invertire la rotta - hanno sottolineato i sindaci intervenuti - non sarà semplice.
E proprio per riconquistare la fiducia della gente comune, l’assessore regionale si è impegnato a presentare uno schema di disegno di legge con il quale proporre di anticipare tre milioni di euro per l’esecuzione di lavori di manutenzione dei canali di bonifica dei consorzi commissariati. La finalità è quella di rendere evidente l’attività di manutenzione ai cittadini consorziati. Uno sforzo economico relativo all’anno 2016.
Il secondo punto riguarda il coinvolgimento dell’Anci con la rappresentanza di un sindaco per ogni consorzio nel processo di riforma che punta alla riduzione dei costi di gestione, compreso il personale. Sarà poi istituito uno sportello dedicato all’esame delle problematiche avanzate dai comuni che provvederanno a raccoglierle e a inoltrarle ai consorzi. Infine, i comuni potranno segnalare le priorità dei lavori necessari sui propri territori.
Le buone intenzioni sono state fissate su carta e vergate dalle firme di tutti gli addetti ai lavori. Adesso non resta che tramutarle in solide realtà.
















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