Cronaca

CASO CUCCHI - Le critiche del sindacato di polizia a Mellone: "si inserisce con opinioni personali in una vicenda giudiziaria a carico dei carabinieri coinvolti"

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NARDO' - "Comune di Nardò con bandiere a mezz’asta per Cucchi: si tenta di condizionare gli organi giudiziari - dice il segretario generale del sindacato di polizia - intanto nessuno parla del poliziotto ridotto in fin di vita da uno spacciatore marocchino". Con molto equilibrio il portale neritino ha commentato la vicenda delle bandiere a mezz'asta con QUESTO lancio, rilevando l'inopportunità che un Municipio e i suoi simboli - che sono patrimonio collettivo, di tutti i cittadini - vengano utilizzati per intrepretazioni personali, fuori dalla Storia e non ancorate ad una soluzione giudiziaria. Considerata la delicatezza della vicenda, e il fatto che siano coinvolti, e sotto processo, servitori dello Stato e uomini in divisa, avremmo preferito maggiore equilibrio e meno superficialità da parte del sindaco di questa città e dei suoi collaboratori.
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"E’ davvero incredibile che un Sindaco utilizzi le proprie funzioni istituzionali, attraverso gesti dall’alto valore simbolico, per inserirsi con opinioni del tutto personali in una vicenda giudiziaria, come quella del procedimento a carico dei Carabinieri coinvolti nelle vicende legate alla morte di Stefano Cucchi. L’iniziativa del sindaco di Nardò è offensiva nei confronti dei propri concittadini e delle Istituzioni, e serve soltanto, oltre che a dare un lampo di visibilità personale al suo protagonista, ad aggiungere un altro piccolo contributo all’incredibile opera di condizionamento scatenata nei confronti dell’Autorità Giudiziaria, dopo che i periti nominati dal giudice hanno stabilito che il giovane arrestato per droga non è morto per un pestaggio ma a causa dell’epilessia di cui soffriva da tempo”.

E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP - il Sindacato Indipendente di Polizia, apprendendo dell’iniziativa del sindaco di Nardò Pippi Mellone di porre le bandiere comunali a mezz’asta in ricordo di Stefano Cucchi.

“Tutti vogliamo conoscere la verità su quanto avvenuto - prosegue Maccari - e l’operato della magistratura deve essere rivolto proprio a ristabilire i fatti nella massima serenità, senza condizionamenti, e senza soprattutto cedere alla linea della presunzione di colpevolezza ad ogni costo delle Forze dell’Ordine. L’incredibile sollevazione mediatica tesa a screditare le conclusioni tecnico-scientifiche di professionisti nominati dal giudice, è la prova che non si vuole la verità, ma solo gettare fango e veleno su chi veste una Divisa”. “Mentre tutti si fanno a gara per urlare allo scandalo e all’indignazione per le verità che emergono dal processo sulla morte di Cucchi - conclude Maccari - non un solo rappresentante del Governo, non un solo rappresentante politico -  fatta eccezione per Matteo Salvini -, non uno solo sindaco - fatta eccezione per quello della sua città  di origine, Catanzaro - ha espresso solidarietà o vicinanza, od un semplice augurio di guarigione, verso il Poliziotto di 33 anni, che lotta in un letto d’ospedale tra la vita e la morte per essere stato travolto con l’auto da uno spacciatore marocchino che ha tentato così di sfuggire all’arresto a Mariano Comense. Una lotta che il povero Sebastiano Pettinato sta portando avanti con grande forza, circondato soltanto dall’affetto dei suoi familiari e dei suoi colleghi di tutta Italia, ma ignorato da quegli alti Rappresentanti Istituzionali che invece sono sempre pronti a pavoneggiarsi davanti alle telecamere quando con il nostro sacrificio personale riusciamo ad arrestare un mafioso od un assassino”.