NARDO' - Sono due le relazioni tecniche commissionate dall’Amministrazione comunale in seguito alle quali è stata predisposta la revoca della concessione trentennale con cui la ditta “Borgia” gestisce i servizi collegati all'illuminazione votiva nel camposanto comunale. Tutto ciò a soli quattro anni dalla scadenza della concessione. Per risparmiare pochissimi euro a punto luce, insomma, si rischia un lungo e articolato contenzioso. Il gioco vale il... lumino?
Il 25 agosto scorso la giunta municipale (assenti gli assessori Oronzo Capoti e Gianpiero Lupo) delibera di dare atto «dell’inadempimento contrattuale e della necessità improcrastinabile» di provvedere alla revoca e risolvere il contratto. Ora, però, si rischia una battaglia legale tra l’ente e i privati e c’è notizia che, già il 24 di agosto (il giorno prima della riunione), gli avvocati si sono confrontati in contraddittorio (Giovanni Pellegrino per la ditta e Paolo Gaballo per il Comune) davanti al dirigente Cosimo Tarantino.
RELAZIONE 1 -
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RELAZIONE 2 -
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In precedenza, da marzo in avanti, l’Amministrazione aveva chiesto alla ditta (si tratta anche di diffide) di fornire informazioni al Comune e di effettuare interventi per colmare le carenze rilevate nelle relazioni tecniche.
«Ma la ditta Borgia - scrive la giunta il 25 agosto - non aveva adempiuto a gran parte degli adempimenti alla stessa già contestati». Ora, dunque, potrebbe aprirsi la strada ad un lungo contenzioso e, per restare in tema di lumini, il gioco potrebbe non valere la candela. Risulta, infatti, che la ditta Borgia è titolare di una concessione che inizia nel luglio 1991; quindi dovrebbe gestire i servizi fino all’estate del 2021. I punti luce attivi sono 9377 circa e il costo per i cittadini (del singolo punto luce) è di 19,80 più Iva. Il Comune
riceve un canone di circa 11mila euro all’anno.
Ovviamente la ditta deve riversare l’Iva (che è una partita di giro), pagare l’energia, sostituire le lampade senza dimenticare che l’affidamento del Comune nel 1990 arriva quale corrispettivo dei lavori e le opere già realizzate dalla ditta presso il cimitero sin dal 1964. Ventisei anni fa, insomma, il Comune in un certo senso “sana” vecchie pendenze con la ditta con un conteggio degli oneri che, evidentemente, tiene conto di ciò. Insomma oggi c’è il timore che il costo del contenzioso, a fronte dei soli quattro anni che mancano alla fine della concessione, possa “assorbire” il risparmio eventuale per i cittadini che si otterrà con la nuova gara e l’aggio per il Comune.
«Diamo una valutazione politica e una di carattere tecnico della vicenda - dice il consigliere Pd, Daniele Piccione - rilevando superficialità nell’ uno e nell’altro caso. Frettolosità nel rescindere un contratto per le motivazioni addotte e ossia il non rispetto delle clausole convenzionali che la ditta può benissimo far rientrare con ricorso. Attivare un contenzioso a pochi anni dalla scadenza del contratto – poi - ci porterà sicuramente a rivivere gli anni passati quando i continui contenziosi ci hanno portato ad avere il pagamento del canone superiore a tutti gli altri. Striminzita relazione fornita dal tecnico incaricato dal Comune».