NARDO' - Caro direttore, prendo spunto dall’ultimo articolo nella rubrica “La Caverna…” di Luigi Nanni dove pone una questione che ritengo di fondamentale importanza, che non può passare inosservata. In quanto interroga tutta la sinistra.
Nanni dice, questa ormai è diventata la società “Dei Tre Quarti e non c’è posto per nessuno”.
È inquietante ma, purtroppo, drammaticamente vero!
Inoltre, aggiungo la giornata del ricordo delle foibe, che ha molto a che fare con il fallimento della sinistra e con la vittoria della destra - giornata istituita dal governo Berlusconi nel 2004, con il beneplacito del centrosinista – vanno chiariti alcuni aspetti, per una lettura autentica della nostra storia.
Mi domando, ma quanti esponenti della sinistra avranno la voglia di leggere con interesse e, scusate la franchezza, capire per aprire un vero dibattito democratico?
Chi prenderà in seria considerazione quanto affermato, con arguta saggezza, da Nanni?
La sinistra ha compreso, dopo il voto di ottobre dell’anno scorso, che è stata annichilita e non ci sarà, a breve, recupero se nulla di nuovo dovesse intervenire? Premesso che la vittoria “melloniana”, allo stato, non è contenibile.
Quella della destra neretina è stata, continua Nanni,“… un’operazione metodica, scientifica, organizzata, niente di improvvisato… partiva da lontano e si è incuneata nelle classi sociali… “ un tempo classe operaia, la classe di riferimento del Pci e della sinistra.
Un riferimento deteriorato, col tempo, con i cittadini e il territorio.
Questo è accaduto per varie motivazioni. Uno su tutti la mania, la bramosia, di potere che si è diffusa, impossessata, negli ambienti storici, organizzati, del movimento operaio.
Ma c’è un altro motivo, il più pericoloso, e qui si inserisce anche la giornata sulle foibe, l’aver voluto – ricordo Luciano Violante negli anni Novanta ne fece il suo cavallo di battaglia - la “riconciliazione” tra antifascisti e sostenitori della repubblica fascista di Salò.
Il risultato è, tristemente, sotto i nostri occhi. Lo “sdoganamento” del fascismo, come se fosse una legittima opinione. La destra che a livello locale vince, poi occupa, diventando la società dei “tre quarti … con un potere assoluto”.
Prendiamo, per un attimo, il ricordo delle foibe. Alcuni esponenti della sinistra accusano gli storici di negazionismo. Lo fanno perché gli storici non accettano di accreditare la propaganda nazionalista e revanscista. Un fatto storico, drammatico, ma che è diventato un tabù. Un feticcio da ricordare, senza approfondire, costruito ad hoc dalla destra. Ma, allo stesso tempo, conoscere la storia vera non importa più a nessuno.
All’inizio uno “storico improvvisato”, come Gasparri, parlava di milioni di morti infoibati. Poi ritrattò con migliaia, perché andò a studiare e apprese che l’Istria non aveva un milione di abitanti.
Come del resto gli stessi numeri, col tempo, vennero ridotti. Nelle foibe del goriziano e del triestino, nel dopoguerra, sono stati recuperati 464 corpi, metà dei quali militari caduti durante l’ultimo conflitto. Esecuzione di gerarchi e collaborazionisti fascisti colpevoli di crimini. E questo è documentato, non è negazionisimo! Ma la propaganda continua a parlare di odio anti-italiano. Basta guardare un documentario della Bbc, fasist legacy, censurato dalla Rai.
Se oggi siamo costretti a leccarci le ferite, lo dobbiamo a quella parte della sinistra che non riesce neanche a fare un’analisi del voto, come dice Nanni, per poter ripartire.
La questione della demolizione della scuola media, di Via XX settembre, lascia tutti noi basiti per la brutalità con cui questa amministrazione interviene, “… con potere assoluto, che sembra di altre epoche e altri regimi…” contro i cittadini, il corpo docente, senza temere confronti di sorta, né opposizioni.
Questa amministrazione, così facendo, nel prendere decisioni perentorie, sbandiera il plebiscito ottenuto nelle ultime elezioni.
Dunque siamo tutti chiamati ad una riflessione, su quanto detto da Nanni. Apriamo un dibattito ampio e democratico, per rivedere il ruolo dell’opposizione, politica e sociale, in questa città.
Ricordiamoci che noi siamo la sinistra che non diamo mai nulla per scontato, guardiamo ai fatti reali, leggiamo e ricostruiamo la storia attraverso i documenti.
Solo così possiamo comprendere ciò che accade oggi, creare le condizioni affinché questa società ridiventi, non più dei tre quarti, libera, democratica ed antifascista.
Maurizio Maccagnano