TERRE EMERSE - IV tappa: MoVimento 5 Stelle
Il limite, nelle ultime fasi della Prima Repubblica, è sempre stato molto sottile. Da politico a comico, e da comico a politico, il passo è breve. C'è chi decide di compiere questo passo con consapevolezza e chi invece viene semplicemente scambiato per l'una o per l'altra figura, a seconda di quali siano i panni (opposti) indossati al momento. Beppe Grillo è il caso in cui un comico, volendo negli intenti ma non nella forma, diventa una delle figure di spicco del panorama politico pre-elezioni della prossima tornata elettorale; che gli piaccia o no.

Relegarlo al grado di "fenomeno" o di "meteora" ormai non ha più senso.
Il MoVimento5Stelle è diventato una delle più forti realtà partitiche dell'intero scenario politico italiano e, a pochi giorni dal voto, si candida a far sentire il proprio peso in modo forte, chiaro e... Irreversibile. Si tratta della sua prima volta, ma è una prima volta che sa di maturità: dopo due anni di partecipazione prima con liste civiche e poi con liste ufficiali del MoVimento alle elezioni amministrative di varie regioni (la Sicilia, su tutte) e comuni, i grillini affrontano la contesa elettorale nazionale con un curriculum breve, ma di tutto rispetto.
La formazione delle liste con i loro componenti è stata stabilita attraverso l'e-democratico metodo delle cosiddette "parlamentarie", le primarie online del MoVimento che hanno decretato, completamente in via telematica partendo dalla presentazione del candidato alla sua proclamazione, vincitori e vinti di questo primo step di selezione. I candidati del MoVimento5Stelle, inoltre, devono non aver subito condanne in via definitiva e non esser stati eletti per più di due mandati.
Parlando di proposte, il MoVimento5Stelle si rifà alla Carta di Firenze, redatta nel marzo 2009 come piano programmatico di riferimento per le liste civiche collegate al partito e, dall'autunno del medesimo anno, per le liste del partito stesso. I temi sono molto vari: si va dalla riduzione dei costi della politica all'acqua pubblica, dall'espansione del verde urbano alla banda larga per tutti, dai trasporti pubblici non inquinanti all'efficienza energetica e allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Un programma vasto e ricco di nobili iniziative per la cui realizzazione, però, è indispensabile avere a disposizione molto, molto tempo.
E ora che abbiamo mangiato i bocconi meno appetitosi del pasto, come succede sempre a tavola, avviciniamo la forchetta a quello più succulento. L'anima dei grillini, il moto perpetuo che li sostiene, sprona, sospinge, pubblicizza (e una lunga serie di altri verbi) è il loro leader, Beppe Grillo. Senza andare a rivangare questioni di scarso interesse politico legate alla sua vita privata, si possono invece approfondire diversi aspetti di quella che, di fatto, si può definire la "seconda vita" di Beppe Grillo. Nascita: sodalizio con Gianroberto Casaleggio, in sostanza il co-fondatore del MoVimento insieme a lui.
Grillo, dopo una già piuttosto brillante carriera da comico "di contestazione", comincia a manifestare il proprio supporto ad alcuni comitati occasionalmente nati contro la costruzione di inceneritori e a favore dello sfruttamento delle energie rinnovabili. Successivamente, nel biennio 2007-2008, organizza e partecipa alcune manifestazioni popolari di grande impatto mediatico e con un grande successo di pubblico come i due V-Day (letteralmente Vaffanculo Day) e il Giorno del Rifiuto, ribattezzato dai media tradizionali Monnezza Day, per protestare contro la crisi dei rifiuti in Campania. Del resto si è già parlato.
Ma in cosa si trasforma il comico genovese? Prestando fede a ciò che disse di lui il regista Dino Risi, che lo aveva diretto in un film in precedenza, "Beppe Grillo era più attore allora che faceva politica di quando, ancor prima, tentava di fare l'attore".
Il fenomeno Beppe Grillo, incandidabile ma fulcro di un intero movimento e di tutti i suoi adepti candidati, al contrario di lui, assume sempre più l'arte oratoria e le caratteristiche esuberanti e istrioniche di un accentratore d'altri tempi. Le proposte intelligenti e la sana volontà di cambiare le cose sono condite spesso da espressioni un po' troppo "colorite", per usare un eufemismo, e da una dialettica farcita di battute, frasi e considerazioni che molti tacciano come qualunquiste e dal dolce sapore di demagogia, dirette alla pancia del suo elettorato. Se a ciò ci si aggiunge anche una politica definita dai più dispotica e autoritaria di gestione dei conflitti all'interno del proprio partito, il quadro è completo (chiedere a Giovanni Favia e Federica Salsi, che ne hanno fatto le spese personalmente).
La vera domanda a questo punto sarebbe: quanto giova veramente Beppe Grillo al MoVimento5Stelle? Spostando il discorso su un campo più idealista che pragmatico, la risposta sarebbe certamente "poco"; ma, per risolvere la questione in questo modo, ci si dovrebbe allontanare decisamente troppo dalla realtà. Checché se ne dica, Grillo è il cuore pulsante di un movimento con un'ottima testa ma un'azione smodatamente diretta alla pancia degli italiani, almeno nella forma.
Le tante idee e facce nuove che il MoVimento riuscirà a portare in Parlamento, però, non saranno che un bene per il nostro Paese. Il voto, anche se di rottura, serve; l'inizio della vera Seconda Repubblica passa anche da una piccola rivoluzione a 5 stelle.
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II tappa: VITA IN CAMPAGNA... ELETTORALE - Il Cavaliere della mancia: numeri, proposte e promesse per ribaltare i pronostici.
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