NARDO' - Nella piazza Nardò di Santa Maria al Bagno il sindaco Marcello Risi incontra l'europarlamentare Rita Borsellino, sorella dell'indimenticabile magistrato ucciso dalla mafia, Paolo.

Argomento dell'incontro – assolutamente informale perché legato ad una visita della parlamentare europea a Parabita, presso il Parco Angelica confiscato alla Scu ed affidato alla parrocchia – il grosso problema delle ipoteche che gravano sugli immobili tolti ai mafiosi.
Nardò, in effetti, ha un bel problema già affrontato da Risi poche settimane dopo il suo insediamento: il ristorante 'La Scogliera' a Santa Maria al Bagno che è stato confiscato dalla Squadra Mobile della Questura di Lecce, con l’ausilio del Commissariato di Nardò, in base a un provvedimento emesso il 30 aprile 2009 dal presidente della Corte d’Appello di Lecce – Sezione distaccata di Taranto, a carico di Vito Antonio Cioffi.
Il locale era stato sequestrato su disposizione del gip del Tribunale di Lecce il 30 ottobre 2000. La misura venne disposta a seguito del passaggio in giudicato della sentenza del 2007 nei confronti di Cioffi e di un coimputato, che condannò Cioffi alla pena di 18 anni di reclusione per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Nella sentenza si confermava la confisca del bene disposta dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lecce, con sentenza emessa il 15 marzo 2002. Cioffi era stato arrestato nel 2000 dalla Squadra Mobile di Lecce nell’ambito dell’operazione 'Cool Wool', con la quale veniva disarticolata un’organizzazione criminale transnazionale che trafficava ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.
Il problema del ristorante di Santa Maria al Bagno (si trova in località Fiume, dopo le Quattro Colonne, al confine con la Reggia di Galatone) è l'ipoteca di circa 70mila euro che grava sull'immobile e che il Comune non può coprire.
Una “regola”, secondo l'europarlamentare, che i personaggi in odor di mafia hanno deciso di adottare, da qualche anno a questa parte, per rendere inutilizzabili gli immobili che venissero loro confiscati. Intanto, però, il sindaco è preoccupato sia perché non può gestire la struttura ma anche perché si pone un problema di decoro e fatiscenza.
La Borsellino – membro delle commissioni Libe e Crim contro le mafie e la criminalità organizzata - ha garantito che l'Europarlamento sta lavorando sull'argomento e che il problema è sentito anche da altri Paesi dell'Unione. Presto riceverà corrispondenza dal primo cittadino di Nardò sull'argomento affinché il Comune possa utilizzare e gestire la grande struttura.
Accompagnavano l'europarlamentare due sacerdoti della diocesi neritina, don Antonio Giuri, padrone di casa perché parroco a Santa Maria, e don Angelo Corvo, parroco a Parabita.















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